Le celebri caramelle dall'involucro rosso, inventate novant'anni fa, non sono destinate a sparire, come qualche allarmista della prima ora aveva paventato. E anzi, tornano a sventolare bandiera tricolore e finiscono in Piemonte, al gruppo Fida. 

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Le Rossana non moriranno. Anzi…

…Semmai si parlerà in futuro di una cessione per la quale per ora non c’è allarmismo. Ma con ogni probabilità le caramelle Rossana continueranno ad esistere fintanto che avranno dei clienti. Specie in un momento storico come questo in cui i brand italiani che sviluppano affezione e coinvolgimento rispetto al nostro glorioso passato risultano capaci di sviluppare valore e economia”. Ci autocitiamo per recuperare il filo di un discorso che qualche mese fa metteva in allarme (l’indignazione, si sa, è ottima arma da click) una schiera di fedelissimi delle caramelle Rossana, quelle nell’involucro rosso che evocano il ricordo della casa della nonna. Era l’inizio di marzo, tra allarmismi, proclami e appelli campanilistici, il popolo della rete si mobilitava contro la decisione di Nestlè, proprietaria del marchio Perugina, di puntare tutto sul celebre Bacio al cioccolato per farne un best seller internazionale, accantonando la produzione della caramella inventata dall’azienda umbra novant’anni fa. Il che, lo sottolineiamo di nuovo, non voleva dire morte certa per le Rossana. E infatti, ecco cosa è successo nelle ultime ore: le Rossana sono di nuovo italiane.

Il futuro in Fida

Dopo 30 anni passati sotto l’egida Nestlè-Perugina, l’azienda piemontese Fida rileva il marchio, firmando un contratto preliminare di vendita con il colosso svizzero. Nell’operazione sono inclusi anche altri marchi finora nel portafoglio Nestlè, legati al mondo della confetteria: Fondenti, Glacia, Fruttallegre, Lemoncello e Spicchi. Scongiurando lo spauracchio che ha spaventato molti nostalgici nei mesi scorsi, l’obiettivo dell’azienda astigiana di Castagnole delle Lanze è quello di rafforzare la produzione della terza caramella più venduta in Italia, facendosi polo privilegiato per il rilancio di una serie di marchi della tradizione dolciaria made in Italy, con un fatturato stimato sopra i 20 milioni. Alla Fida, infatti, già appartengono celebri marchi come Charms e Sanagola, acquistati qualche tempo fa dagli olandesi di Leaf, con il chiaro intento di costituirsi come gruppo leader sul mercato italiano per la produzione di caramelle. Con una strategia, peraltro, molto peculiare e in controtendenza rispetto al trend dell’industria alimentare italiana, che un pezzo dopo l’altro, dalla fine degli anni Ottanta, sta cedendo al miglior offerente straniero importanti brand della sua tradizione. Le ultime acquisizioni di Fida, invece, parlano di un’azienda italiana che fa shopping all’estero per riconquistare i marchi passati oltreconfine. Come per esempio il portafoglio Buitoni-Perugina ceduto da Cir a Nestlè.

Ma chi sono gli azionisti di Fida? L’azienda è nata nel 1973 per volontà dell’imprenditore Franco Alesano, ma oggi riunisce molti volti noti del mondo dolciario nazionale, fra cui i fratelli Balconi specializzati nella produzione di merende e dolci da forno (ma oggi il marchio Balconi è passato all’Irlanda). Mentre il presidente attuale, Eugenio Pinci, vanta un passato in Motta e Alemagna. E nel futuro della società potrebbero esserci nuove importanti acquisizioni nel settore. Intanto una cosa è certa: le caramelle Rossana continueranno a riempire il barattolo della nonna.

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a cura di Livia Montagnoli