Le Jeune Rue: creare un distretto gastronomico virtuoso nel cuore di Parigi è possibile. Grazie a un imprenditore illuminato, Cedric Naudon, a produttori locali, a designer di fama internazionale

4 Ago 2014, 07:55 | a cura di Livia Montagnoli
Qualche mese fa sembrava un’utopia, invece il progetto di riqualificazione dell’area parigina compresa tra Rue Volta e Rue de Vertbois prende forma giorno dopo giorno. Trentasei botteghe di alto artigianato gastronomico, bistrot, un mercato coperto, un cinema, gallerie d’arte. Nel rispetto di una filiera controllata dai prezzi accessibili.
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Le beau, le bon, dans le respect”. Una dichiarazione d’intenti efficace quella che governa il nuovo distretto parigino della Jeune Rue, al secolo un triangolo cittadino non particolarmente valorizzato compreso tra Rue Volta, Rue de Vertbois e Notre Dame de Nazareth, non distante da Place de la Republique. E un progetto di riqualificazione che passa attraverso la costruzione di una comunità che valorizzi l’alto artigianato gastronomico, supportato dalle grandi firme del design internazionale. Questo è quello che succede quando la visione di un imprenditore illuminato, Cedric Naudon, si concretizza in un investimento sul territorio per sottrarlo alla speculazione edilizia, rivitalizzando dinamiche di quartiere che si nutrono di una filiera controllata data dallo stretto rapporto tra produttori e commercianti. All’inizio dell’anno il progetto prendeva avvio con l’acquisto degli immobili dell’area da parte di Naudon, ora, con qualche mese di ritardo sui piani di inaugurazione (prevista per aprile 2015), il distretto del cibo di qualità sembra avviarsi verso il successo, catalizzando energie, entusiasmo e investimenti di chef, produttori, designer, che arrivano qui per contribuire alla valorizzazione dell’area, prendendo parte al sistema virtuoso (e redditizio).
A pieno regime quest’isola gourmet conterà 36 botteghe tra panetterie, pasticcerie, pescherie, drogherie, produttori di formaggio a latte crudo, frutterie biologiche, un mercato coperto e prodotti dell’eccellenza enogastronomica francese venduti al giusto prezzo grazie alla possibilità di abbattere molti passaggi della catena di distribuzione; anche per la disponibilità di coltivazioni dedicate all’approvvigionamento della Jeune Rue - secondo i principi dell’agroforesteria e della permacoltura - come le farine biologiche prodotte da Roland Feuillas da una semente di varietà antica.
Gli spazi, che ogni giorno prendono vita uno accanto all’altro, sono stati progettati da designer e architetti di fama internazionale (Tom Dixon, Vincent Darré, i fratelli Campana, Andrea Branzi, Michele de Lucchi, Jasper Morrison, per citarne alcuni) per la chiara volontà di attribuire un valore estetico al progetto di riqualificazione, che conta anche un cinema e diverse gallerie d’arte con l’intento di convogliare le migliori energie creative in un hub gastronomico e artistico senza precedenti a Parigi. La supervisione del personale (più di 200 i posti di lavoro in ballo) di bistrot, caffetterie, botteghe e la selezione dei migliori produttori sarà curata da Antonin Bonnet (una formazione presso Michel Bras), già executive chef del ristorante parigino Le Sergent Recreteur (replicato nella versione Petit Sergent per la Jeune Rue).

www.lejeunerue.com

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