Les Petites Cantines, da Lione alla conquista della Francia. Le mense di quartiere contro l’isolamento delle grandi città

26 Mar 2018, 08:30 | a cura di Livia Montagnoli

Il progetto è nato a Lione, un anno e mezzo fa, con l’idea di superare la barriera di indifferenza che separa chi vive nelle grandi città. E così, a Lione, le piccole mense di quartiere hanno cominciato a moltiplicarsi, e presto potrebbero debuttare altrove. C’è posto per tutti, chi mangia e chi cucina. 

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Le mense di quartiere

La prima “mensa” è stata inaugurata nell’autunno 2016, a Lione, nono arrondissement. Un quartiere popolare come se ne trovano tanti nelle grandi città, dove stimolare la partecipazione a un progetto condiviso rappresenta una soluzione all’isolamento di una quotidianità che difficilmente prevede la conoscenza del vicino della porta accanto, e induce a diffidare degli altri. Il progetto senza scopo di lucro Les Petites Cantines, invece, si muove nella direzione contraria, proponendo la condivisione di un pasto – preparato e mangiato insieme - come opportunità per creare un legame di prossimità: “A Lione, come a Marsiglia, o Parigi” dicono gli ideatori dei ristoranti collettivi “il 45% degli abitanti si lamenta della situazione di isolamento in cui vive”. E allora perché non creare spazi attrezzati dove ognuno può portare il suo contributo, partecipando alla buona riuscita di una cena dove gli uni cucinano per (e con) gli altri? Il tempo ha dato loro ragione: dopo circa 8 mesi, la prima “piccola mensa” del quartiere di Vaise faceva registrare oltre 3000 partecipanti, di cui 500 attivamente coinvolti nella preparazione dei pasti nella grande cucina open space aperta a pranzo e cena, ogni giorno della settimana.

Il successo del format

A distanza di neanche due anni gli spazi in città stanno per raddoppiare: ad aprile, un’altra piccola mensa aprirà nel quartiere di Paul Santy, con l’obiettivo di valorizzare una zona piuttosto problematica di Lione. Nel frattempo, all’inizio di marzo il progetto ha debuttato nel quartiere di Perrache-Carnot, ospite dell’Hotel Simplon, dove molti sono gli studenti fuori sede e il modello testato a Vaise potrà svilupparsi in modo differente, rispondendo alle esigenze di un diverso tessuto sociale. Ma entro il 2018 l’iniziativa arriverà anche nel quartiere di Gerland, sempre a Lione, e a Lille (mentre per il debutto a Digione si cerca uno spazio che possa accogliere almeno 50 persone, e fornitura di stoviglie e attrezzature di cucina), e molte sono le richieste in arrivo da tutta la Francia per esportare l’idea, che è frutto del sodalizio tra Diane Dupre La Tour (ex giornalista economica, che il cambio vita l’ha intrapreso, appena trentenne, dopo la perdita del marito, quando improvvisamente si è ritrovata sola in mezzo a vicini che non conosceva) ed Etienne Thouvenot. La scalabilità del progetto, che quest’anno potrà disporre di 500mila euro da mettere a budget, è resa possibile dall’interessamento di finanziatori importanti, che del sistema cominciano a intuire le potenzialità, oltre che dalle donazioni di associazioni che operano in campo sociale.

 

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Les petites cantines. Come funzionano

Ma come funziona, nella pratica, una petite cantine? Ogni spazio ha un padrone di casa, che invita gli altri a partecipare, accoglie gli ospiti e garantisce che tutti siano a proprio agio: a tavola si incontrano persone molto diverse tra loro per età, classe sociale, nazionalità. E così si riscopre il valore di una diversità che è lì, sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno sappia coglierne i benefici. Chi vuole aiutare in cucina può candidarsi telefonicamente, e presentarsi per il servizio del pranzo (dalle prime ore del mattino) o per il turno serale, dalle 17.30. Ma online è anche possibile riservare un posto per mangiare: al lavoro, per la gestione dello spazio e il servizio ai tavoli ci sono 4 dipendenti, e molti volontari. Ognuno è libero di lasciare un’offerta libera, anche se il prezzo suggerito è di 9 euro per un pasto completo: sul menu della settimana – “cucinato con amore e qualche altro ingrediente” - croque monsieur e riso alla cantonese, pere al vino con caramello al burro salato e tarte tatin. Il modello sembra funzionare, ed entro il 2020 le petites cantines potrebbero moltiplicarsi in tutta la Francia, con l’intenzione concreta di arrivare anche a Nantes e Parigi. Le regole della casa, però, resteranno sempre le stesse, a cominciare dai fondamentali: “Accogliamo tutti, da 0 a 107 anni”.

 

a cura di Livia Montagnoli

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