"Bulk wine", "niche wine" e una masterclass con 6 classici premiati dal Gambero Rosso: tanti gli spunti dell’ultima edizione della manifestazione londinese che si è da poco conclusa, per l’occasione di nuovo nella storica sede di Kensington Olympia. 
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Appena chiusa l’edizione numero 34 di London Wine Fair tra ritorni, conferme e soprattutto tante novità. Tra i ritorni anche quello nella storica sede di Kensington Olympia. “Questo è un momento di svolta per la London Wine Fair” commenta da Londra Ambrogio Manzi, responsabile progetti Enoteca Emilia Romagna “Il ritorno a Olympia è un vantaggio, così come il nuovo management: ci sono tutte le condizioni per crescere. Noi siamo molto soddisfatti”. Tra le novità lo spazio, molto inglese, dedicato al “bulk wine”, vino cosiddetto da stiva con una produzione di massa da milioni di bottiglie, e poi lo spazio dedicato ai “niche wine” raccolti nella sezione esoterica, sicuramente tra la più frequentata di tutta la fiera, con la presenza di molti vini biologici e biodinamici. “È la prima volta che partecipo a questa fiera” dice Camillo Bianco, sales and marketing manager di Eredi Legonziano “e sono estremamente contento. Il pubblico è ben selezionato e soprattutto la sezione esoterica ha funzionato bene”. Presente anche il Gambero Rosso con una masterclass guidata da Marco Sabellico: 6 vini premiati nella prima guida dei vini – era il 1988 – e nell’ultima: da Ceretto ad Elio Altare, da Jermann a Masi, Grattamacco e chiusura con Malvasia di Hauner. Sei classici fuori dal tempo. Interessante, poi, il focus sull’e-commerce di vino a cura di Tim Wilson secondo cui le vendite on line nel Regno Unito stanno godendo di un aumento a lungo termine (bassi volumi, alti valori) a fronte di un calo delle vendite dell’off line. La stima del giro d’affari è di 1 miliardo di euro.