Etnico, ma di qualità, cibo di strada, sorprese in fattoria e una Langosteria bis in Galleria del Corso. Qualche consiglio pasquale per restare sempre aggiornati sulle nuove aperture milanesi. 

Pubblicità

Giappone e Italia si incontrano in cascina

Ciak, si gira: mangiare a Milano, capitolo mille. Stare al passo con le aperture che si susseguono in città resta un compito arduo anche per i più informati, soprattutto per la grande varietà di insegne che cercano di offrire un punto di vista alternativo in una scena gastronomica già molto affollata e ricca di sfumature. E anche a ridosso della Pasqua, quando è passato quasi un anno dai giorni di fermento che precedevano l’inizio di Expo, Milano offre qualche proposta in più per chi fosse in cerca di nuove esperienze gastronomiche, in attesa che i principali distretti del design si animino per le iniziative del Fuori Salone del Mobile.  Cominciamo con una soluzione ideale per la gita fuori porta di Pasquetta, quando sarà sufficiente spostarsi di qualche chilometro in direzione Vigano, nel parco agricolo Sud Milano, per trascorrere una giornata in fattoria alla Cascina Guzzafame. L’attività della famiglia Monti in quest’oasi contadina dal nome insolito si può considerare emblematica di un modello agricolo lombardo fondato sulla qualità e sul dialogo diretto con i mercati della città, tra produzione di formaggi, allevamento del bestiame, coltivazione di ortaggi e apicoltura. E se l’azienda vanta una storia consolidata, nuova è l’idea di aprire in cascina anche un ristorante agrituristico sui generis: qui nessuno ama definirlo gourmet, ma nella cucina di Ada e Augusto (come è stata ribattezzata la nuova avventura, in omaggio agli avi di casa Monti) è arrivato uno chef giapponese, Takeshi Iwai, con un curriculum di tutto rispetto, tra Cuttaia, Alajmo, Cannavacciuolo, Genovese. Lo chef servirà una sala da 30 coperti ricavata nell’edificio settecentesco, mettendo al servizio della materia prima tecnica e creatività. Dall’orto bio arrivano le verdure, dalle arnie il miele e con il latte dell’azienda si producono burro, yogurt e formaggi; poi ci sono i salumi artigianali, il pollame, le farine per pane e pasta, il riso Carnaroli e i fiori edibili. Nel complesso il 70% degli ingredienti usati in cucina sono autoprodotti, e possono essere acquistati nella bottega della cascina. Non si mangia alla carta, ma si sceglie tra due menu degustazione, solo la sera (dal mercoledì al sabato). E in occasione della Pasquetta la cascina proporrà il suo pic nic (su prenotazione obbligatoria).

Ryukishin. A Milano i ramen di Tatsuji Matsubara

Tornando in città, il business della ristorazione si sviluppa seguendo alcune direttrici privilegiate. C’è innanzitutto la moda dell’etnico, ma di qualità. E molti progetti sono conseguenza diretta di Expo. Dopo l’esperimento riuscito della cucina messicana di Besame Mucho, ora Milano si prepara ad accogliere il giapponese Ryukishin, già presente a Rho con due food corner. L’idea è quella di offrire agli amanti della cultura nipponica un nuovo punto di incontro dedicato alla cucina tradizionale, ramen bar compreso. Patron dell’iniziativa è lo chef giapponese Tatsuji Matsubara, che ha portato al successo l’insegna a Osaka, Kyoto e Londra. Il nuovo locale, aperto da un paio di giorni e non molto distante dalla Darsena, è stato disegnato dall’architetto Giorgio Totino per rispecchiare l’atmosfera di un autentico spazio giapponese, con linee pulite, arredi minimal, colori caldi e luci soffuse, e pannelli decorativi a tema floreale. Uno spazio informale, ampio senza esagerare (90 metri quadri per 60 coperti più un bel bancone per i ramen, con sette sgabelli). Il ramen sarà proposto in più varianti, mentre dalla cucina a vista arriveranno le pietanze tipiche della cucina popolare nipponica, dai gyoza al riso al curry, al Tori kaarage (il pollo fritto alla giapponese). Niente sushi e sashimi.

Da Mi-ramen bistrot a BabeK. Ai Mangiari di Strada

E sempre sulla cultura del ramen (che in città può già vantare un degno rappresentante, Luca Calatafamo di Casa Ramen) scommette Mi-ramen bistrò,  20 posti a sedere e pochissimi piatti, tra gyoza, edamame, e 4 versioni della celebre zuppa con spaghetti. Sul versante cibo si strada, che l’amministrazione sta cercando di valorizzare con la concessione di nuove licenze, oltre alla recente apertura di BabeK, con il suo kebab rivisitato all’italiana, si segnala il progetto imminente di Giuseppe Zen, aka Mangiari di Strada, pronto a replicare lo spirito della sua Macelleria popolare nella nuova paninoteca che aprirà a ridosso del mercato comunale della Darsena, dove i Mangiari sono presenti già dal 2014. Sempre in Darsena, proprio a pelo d’acqua, aprirà l’ennesimo negozio Spontini, il primo aperto tutta la notte, fino alle 4 di mattina (dall’8 aprile), solo in piedi o da asporto.

Pubblicità

Langosteria Cafè in Galleria

Molto più ambizioso il progetto di riqualificazione della Galleria del Corso, che come riporta il Corriere della Sera passa per l’apertura di una nuova Langosteria, il brand che Enrico Buonocore ha saputo portare al successo sulla scena milanese e ora si riscopre in veste di caffè grazie a un milione di euro di investimenti per ristrutturare il locale già sede di Eat’s. Aperto dalle prime ore del mattino, presto il locale sarà operativo fino al dopocena (per ora si chiude alle 18) e offre una cucina di qualità – come le materie prime in arrivo dal Mercato Ittico e dalla Macelleria Damini – curata dallo chef Domenico Soranno. Oltre alla carta dei drink, da consumare anche al banco.

a cura di Livia Montagnoli

 

Cascina Guzzafame, Ada e Augusto |Gaggiano (Milano) | località Cascina Guzafame |  tel. 331 6383207 | www.cascinaguzzafame.it

Pubblicità

Ryukishin | Milano | via Ariberto, 1 | tel. 02 89408866 | www.ryukishin.it

Mi-ramen bistrò | Milano | viale Col di Lana, 15 | tel. 339 2322 656 | www.mi-ramenbistro.it

Langosteria Cafè | Milano | Galleria del Corso, 4 |  tel. 02 76018167 | www.langosteria.com