La tradizione gastronomica tricolore è una delle più ricche e affascinanti del pianeta. E gli inglesi lo sanno bene, per questo il giornale The Guardian ha chiesto ai suoi lettori di stilare una classifica con le 10 insegne migliori della Penisola.

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La cucina italiana vista dagli inglesi

L’immagine di Julia Roberts che addenta la pizza napoletana o assapora con gusto una forchettata di spaghetti al pomodoro è rimasta scolpita nella mente di chiunque abbia visto Mangia prega ama, film del 2010 diretto da Ryan Murphy che giocava parecchio sul folclore made in Italy. Ma la lista di scene cinematografiche che rappresentano la cultura del mangiare bene tricolore è ampia, specialmente quando si parla di pellicole anglosassoni. Grandi estimatori della tradizione gastronomica italiana, i turisti americani sono fra i più curiosi in fatto di cibo, ma non solo: anche i britannici trovano nella nostra Penisola un luogo rassicurante e allo stesso tempo sorprendente per quanto riguarda la tavola. Perché se da una parte i piatti delle diverse tradizioni regionali sono ancora i più rappresentativi della cucina made in Italy all’estero, dall’altra esiste un bacino di chef giovani (e non solo) che amano sperimentare con sapori e gusti, coniugando diversi stili e facendo convergere nei loro piatti più anime.

La sfida del Guardian

Il ritratto dell’Italia che si ricava dalla classifica stilata dai lettori del Guardian, uno dei quotidiani britannici più seguiti, è eterogeneo e insolito. Il giornale ha dato ai suoi lettori più affezionati la possibilità di selezionare le dieci migliori cucine del Bel Paese, da Nord a Sud, in piena autonomia e libertà di scelta. Nessuna regola infatti sulla scrematura delle insegne: nella lista si trovano gli indirizzi più disparati, dal ristorante con cucina ricercata all’angolo più nascosto delle città che serve il tipico cibo da strada regionale, dal locale vegetariano alla trattoria rustica che propone prodotti del territorio. Un’istantanea autentica e sincera di come gli inglesi percepiscono la nostra tavola, e soprattutto la ristorazione nazionale, che cattura una collezione variegata di insegne, alcune condivisibili, altre meno, tutte piuttosto inaspettate.

La classifica

È la Capitale a registrare il maggior numero di preferenze, con ben tre locali molto diversi tra loro: c’è la porchetta de Er Buchetto, trattoria di fine Ottocento in zona Esquilino specializzata nei panini più famosi di Roma, il filetto di baccalà de Dar Filettaro a Campo de’ Fiori e poi la cucina di tradizione di Trattoria Da Simonetta a San Giovanni. Conta due insegne invece la Liguria con Trattoria La Brinca a Ne, in provincia di Genova (questa sì, una delle insegne più interessanti della cucina regionale italiana), molto apprezzato dai lettori per “le specialità che riflettono il gusto semplice e genuino della tradizione rurale del luogo” e “l’utilizzo dei prodotti di piccoli agricoltori locali”, e la Pizzeria Kebab SoleLuna nel capoluogo ligure, che “trasporta l’atmosfera napoletana nel cuore di Genova”. Sull’Appennino, è l’Umbria a farla da padrone, in particolare Bevagna (Perugia) con la sua Antiche Sere Osteria Enoteca, che colpisce per i piatti di carne, specialmente “piccione, coniglio e guanciale”, mentre sul lago di Como spicca l’Osteria Il Pozzo a Menaggio, “cucina povera con prodotti d’eccezione”. L’Antica Pizzeria da Michele (ora anche a Londra) è stata eletta invece miglior pizza napoletana, “perfetta nella sua semplicità”, mentre in Toscana è l’Antica Trattoria La Grotta il locale preferito dagli inglesi, che nell’osteria di Sassa, in provincia di Pisa, ritrovano il piacere di un buon pasto con vista panoramica sulle colline toscane. Ma è la presenza di un’insegna campana che mette d’accordo tutti a stupire di più: l’Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (Avellino), premiato dai lettori inglesi, è uno dei ristoranti più interessanti d’Irpinia e d’Italia, vanta Due Forchette sulla guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e Una Stella Michelin. E conquista anche il pubblico inglese con il suo menu stagionale, ricercato, “e una carta dei vini curata nel dettaglio”.

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Er Buchetto, Roma

Dar Filettaro, Roma

Trattoria Da Simonetta, Roma

Trattoria La Brinca, Ne

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Pizzeria Kebab SoleLuna, Genova

Antiche Sere Osteria Enoteca, Bevagna

Osteria Il Pozzo, Menaggio

L’Antica Pizzeria da Michele, Napoli

Antica Trattoria La Grotta, Sassa

Oasis Sapori Antichi, Vallesaccarda

a cura di Michela Becchi