Un impianto per le birre che raddoppia di dimensioni, non solo più birre italiane, ma anche tanti percorsi con prodotti stranieri, il bancone che diventa palcoscenico per tapas e finger food, un forno nuovo e nuovi tutti gli interni. Bir&Fud, una delle pizzerie più amate di Roma, ha chiuso per restauri. Ecco quali saranno i contenuti ed ecco i rendering su come saranno gli interni.
Pubblicità

Grandi cambiamenti all’orizzonte per Bir&Fud, locale emblema per gli amanti della birra e della pizza che partì a Roma nell’ormai lontano 2007. Ciononostante il debutto fece uno scalpore con pochi precedenti anche grazie alla squadra che stava dietro allo start-up: Leonardo Di Vincenzo di Birra del Borgo e Manuele Colonna del pub Ma che siete venuti a fa alle birre, Gabriele Bonci al cibo, Andrea De Bellis ai dolci. E Fabio Spada, patron con Cristina Bowerman di Glass Hosteria, nella compagine societaria. Una squadra da brividi che fece letteralmente il botto nella capitale e non solo.
Oggi, dopo 7 anni, Bir&Fud chiude per riaprire tutto nuovo tra qualche settimana, in primavera. Abbiamo chiesto a due dei protagonisti, Fabio Spada e Manuele Colonna (terzo socio resta comunque Leonardo Di Vincenzo), di illustrarci le novità. Ve le raccontiamo invitandovi a scorrere, qui a destra, i rendering del progetto firmato dallo studio B15A (Silvia Guzzini e Andrea Desideri) che hanno impostato un locale molto più pulito dell’attuale – ormai piuttosto consunto anche a causa dei flussi sempre sostenuti – giocando sui toni del legno, utilizzando spesso doghe prese da barrique, modulando, a terra, con mattonelle di graniglia ottagonali, ciascuna di un colore diverso a creare delle nuances sfumate lungo tutto il locale.
Sul retro la sala sarà come di consueto dedicata alla pizza. Il forno non era perfetto e lo abbiamo sostituito con uno nuovo, sarà sempre a legna e rotante. Bir&Fud sarà sempre di più pizza e birra, tutto il resto dovrà essere funzionale a queste due cose” ci spiega Fabio Spada. Cosa significa, piatti più piccoli che consentano comunque a chi li ordina di mangiare anche una pizza? “Sì, il ragionamento è questo. Ecco perché tutta la parte frontale del negozio, quella con il bancone, sarà adibita a qualcosa che potremo definire finger food o, meglio, tapas. Grazie ad un bancone a due livelli, un po’ in stile spagnolo”.
Capitolo birra, ora. La parola a Manuele Colonna, autentico guru del mondo birrario romano e non solo, precursore di movimenti e tendenze che sono cresciuti fino a diventare (suo malgrado) mode diffusissime.
Innanzitutto passiamo da 18 a 36 vie d’uscita per il nostro impianto. Di cui 30 spine normali e 6 pompe. Si raddoppia insomma. E raddoppiando l’offerta, un tempo solo italiana, passerà ad essere internazionale. L’obbiettivo” spiega Colonna a Gambero Rosso “sarà quello di incuriosire il nostro pubblico, di portare al Bir&Fud anche tanti appassionati di birra che oggi vedeva il locale solo come luogo per mangiare”. Ma come gestire tutte queste birre in carta? “Certamente c’è il rischio di fare una lunga carta noiosa con 36 voci, è per questo che ho pensato di raggruppare le birre non tanto per stile, ma a tema. Per iniziare, ad esempio, ci saranno un gruppo di birre tedesche della Franconia e poi magari birre non filtrate, birre affumicate. Faremo un gruppo sulle birre sour e poi un confronto con la vecchia e nuova Inghilterra tra birre classiche e birre più forti nella luppolatura, più ruffiane”. Un approccio accattivante, insomma. Senza dimenticare gli incontri coi produttori, gli eventi e il coinvolgimento degli appassionati.
Un locale che rilancia, un locale il cui rilancio vale ancora di più visto il continuo, viceversa, decremento del livello di offerta del rione Trastevere in cui è collocato. Tra postacci turistici o dedicati alla peggior risma di avventori indigeni, tra abusivismo e degrado, uno dei pochissimi fari puntati sulla qualità era e sarà ancora di più a Via Benedetta.

Bir&Fud | Roma | via Benedetta, 23 | www.birandfood.it | 065894016