Il giovane bartender lombardo sale sul primo gradino del podio nella competizione nazionale organizzata da Diageo Reserve. A settembre rappresenterà l'Italia nella finale mondiale di Miami, sfidando i 49 migliori bartender del panorama internazionale. 

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I migliori bartender d’Italia a Milano

Per ora c’è il nome del migliore d’Italia, Mattia Pastori. E visto che si parla di bartendency e mixology le speranze che la medaglia d’oro nazionale si trasformi in un trampolino di lancio per ottenere un buon piazzamento nella competizione mondiale sono molte. Il contest in questione è quello organizzato da Diageo Reserve, che si preoccupa di valorizzare e celebrare l’arte della miscelazione selezionando i talenti più interessanti tra i bartender di ben 50 Paesi del mondo. E solo qualche giorno fa, a Milano, è andata in scena la finale nazionale che ha visto sfidarsi a colpi di cocktail e drink i 12 migliori d’Italia, 12 bartender provenienti da tutta la Penisola in grado di superare tutte le selezioni in vista della gara decisiva. All’inizio erano 400: una serie di prove di tecnica e creatività hanno scremato il numero, facendo emergere l’abilità e il savoir faire dei concorrenti migliori. E l’ultima sfida andata in scena dietro al bancone del Fabrique di Milano – vestito a festa per l’occasione, con grande profusione di effetti speciali –  ha visto trionfare proprio un ragazzo che a Milano si cimenta con uno dei palchi più ambiziosi per allure e qualità dell’offerta (gastronomica e non solo).

Mattia Pastori al Mandarin Bar

Oggi Mattia Pastori è il bartender del Mandarin Bar del Mandarin Oriental, lo stesso albergo esclusivo che ospita Antonio Guida e la cucina di Seta. Ma il suo curriculum annovera esperienze all’Armani Bamboo Bar dell’Armani Hotel e dietro al banco del Park Hyatt, sempre a Milano. Il bartender originario della provincia di Pavia è salito sul gradino più alto del podio dopo una giornata intensa, che ha visto i finalisti cimentarsi in più sfide, dalla prova The Sensorium Castle alla proposta Night&Day, con due cocktail pre e after sunset a base di gin Tanqueray. L’ultima prova, quella che ha richiesto più concentrazione e grande capacità di improvvisare, ha messo gli sfidanti di fronte a una “scatola dei segreti”, un box aperto in diretta davanti ai giudici dal quale scegliere tre distillati e gli ingredienti più adatti per realizzare un cocktail in grado di sorprenderli. E Mattia ce l’ha fatta.

La finale mondiale e l’arte del bartending

Ora l’attenzione è rivolta alla Florida, per la finale internazionale del Diageo Reserve World Class 2016 che si terrà a Miami a settembre, con cinque giorni di sfide e serate dedicate al mondo della mixology. La competizione, giunta all’ottava edizione, da anni contribuisce a incentivare la cultura di settore, individuando le nuove tendenze della mixology e garantendo una vetrina importante per i migliori rappresentanti dell’arte del bartending. E non è un caso ritrovare tra i giudici della finale italiana nomi del calibro di Erik Lorincz dell’American Bar del Savoy Hotel di Londra, Spike Marchant, Dario Comini del Nottingham Forest di Milano, Claudio Perinelli (in apertura a Verona), Daniel Dove. A loro il compito di valutare le prove dei 12 concorrenti: Alessandro Avilla, Emilia Maria Boboc, Toel Colombo, Dario D’Avino, Jan Bruno di Giacomo, Matteo di Ienno, Gianluca Manolio, Nicola Ruggiero, Barbare Simmi, Luca Vezzali, Mirko Turconi. E, ovviamente, Mattia Pastori. Che da oggi è il Miglior Bartender d’Italia 2016.

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a cura di Livia Montagnoli