Il periodo di riferimento è quello che va dal 2009 al 2013. Si tratta di un’istantanea e ritrae il mondo dei lavori che in un periodo di crisi hanno segnato trand positivi, sia per aperture che per la creazione di occupazione.
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I mestieri del comparto che riguarda la preparazione di cibi da asporto come pizza al taglio, gastronomie, rosticcerie e friggitorie sono le principali attività artigianali che hanno battuto la crisi. Lo rivela la Cgia di Mestre, l’istituto di ricerca e monitoraggio che ha raccolto i dati provenienti da Unioncamere e ha stilato una classifica dei lavori che nel periodo tra il 2009 e il 2013 hanno generato utili e occupazione in controtendenza con la situazione attuale. In testa alla classifica c’è proprio l’artigianato del food, settore che aveva già fatto parlare di sé durante il Sigep di Rimini e in altre occasioni proprio per il gran numero di opportunità di lavoro aperte. Stando ai risultati diffusi dal centro, nel 2013 le prime 20 attività artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro; un numero che, a grandi linee, corrisponde a quello dei dipendenti della Fiat presenti in Italia. Il criterio con cui si sono state selezionate le professioni artigiane in maggiore crescita nel 2013 si è basato dapprima sull’ordinamento delle imprese artigiane in senso decrescente rispetto al tasso di crescita (rapporto percentuale tra nuove iscrizioni effettuate nel corso dell’anno ed il numero di imprese attive), che fornisce una misura relativa di quanto le nuove attività pesino effettivamente sullo stock di imprese. Successivamente, sono state incluse nella graduatoria le attività che hanno registrato un numero congruo di iscrizioni di nuove attività nel 2013 (almeno 400), le quali rappresentano oltre il 75% delle nuove iscrizioni di imprese. Sono state infine escluse dalla graduatoria le attività che non consentivano una descrizione sufficientemente specifica della professione associata a causa della molteplicità di figure professionali di riferimento. Da questo lavoro è emerso che al secondo posto, dopo i tatuatori, (che hanno segnato la variazione positiva più marcata con un + 442,8%), seguono proprio i pasticceri, con +348%. questi incrementi vanno però interpretati con molta cautela, spiega la Cgia:molte delle categorie sono composte da un numero di attività abbastanza contenuto. Pertanto, bastano piccoli incrementi in termini assoluti per far aumentare a dismisura il dato percentuale.
Osservando con attenzione la graduatori ci si accorge, infatti, che il gruppoPreparazione di cibi da asporto (Pizza al taglio, gastronomie, rosticcerie, friggitorie, etc.), è quello ad aver registrato l’incremento migliore con 4.257 nuove attività iscritte alla Camera di commercio solo nel 2013 e un totale di 68.546 addetti nelle 27.543 imprese attive. La variazione di questo gruppo di esercizi ha segnato un + 21,4% dal 2009 al 2013.
Nel 2013, sebbene a livello nazionale l’artigianato abbia perso quasi 28 mila imprese, abbiamo potuto registrare una forte espansione delle professioni legate ai settori dell’alimentazione e dei servizi”, ha spiegato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia. “L’esplosione di molte attività è sicuramente legata al nuovo stile di vita che la crisi ha imposto alle famiglie italiane. Si va meno al ristorante o in pizzeria, ma alla cucina etnica o alla pizza non si rinuncia. Il boom di aperture registrato dai takeaway è riconducibile proprio a questa nuova tendenza”.