La guida gommata presenta la seconda edizione dedicata alla ristorazione di un Paese gastronomicamente sempre più allettante. E fotografa la varietà della città-stato asiatica: 38 ristoranti stellati, 12 new entry, tra cui due locali di cucina italiana.

Pubblicità

La ristorazione di Singapore

Centrando l’obiettivo di censire una delle scene ristorative universalmente considerata tra le più in crescita degli ultimi anni, anche la Rossa è arrivata ormai da due anni nella città-stato del Sud Est asiatico per decretare le tavole più intriganti e gli chef più preparati. Una guida che ha fatto scuola nel mondo della critica gastronomica internazionale, e che continua a migliorarsi e ampliarsi: è prevista per il prossimo dicembre 2017 la prima edizione della Michelin dedicata a Bangkok. Chef con una mentalità imprenditoriale, che continuano a investire in progetti significativi e sviluppare nuove realtà: questi i protagonisti che stanno contribuendo ad accrescere il livello dei locali di Singapore, ma non solo. Fondamentale è anche il ruolo degli abitanti del luogo e dei turisti, “sempre alla ricerca di nuove esperienze culinarie”, come ha spiegato Michael Ellis, direttore internazionale della Michelin. “L’atmosfera di Singapore”, aggiunge, “rende la città una destinazione con grande potenziale gastronomico. È molto eccitante per chi fa il mio mestiere”.

I premiati: la cucina italiana a Singapore

Sono 38 i ristoranti insigniti con la Stella, incluse 12 new entry che confermano ancora una volta il dinamismo e l’alta qualità del panorama ristorativo della città. Mantiene tre macaron il ristorante Joël Robuchon, unico premiato con il massimo punteggio la scorsa edizione, mentre ai 6 bistellati del 2016, si aggiunge una nuova insegna: è Waku Ghin dello chef Tetsuya Wakuda, che ha portato nella città-stato la cucina giapponese contemporanea basata sugli ingredienti locali e di stagione. Gli altri 30 indirizzi segnalati, invece, vantano una Stella ciascuno: di questi, 11 sono stati premiati per la prima volta quest’anno, e rappresentano “un riflesso della città, che è un vero crocevia di industria e commercio: stili culinari ricchi e diversi compongono l’articolato panorama cittadino, che comprende le tradizioni più disparate, da quella dei Peranakan a quella australiana, dalla francese all’italiana”. Braci, locale gestito da singaporesi tutto dedicato al barbecue, ma che non rinuncia a una cucina più classica di stampo italiano, dai risotti ai crudi di pesce, e poi Garibaldi, che propone piatti della tavola tricolore rivisitati e reinterpretati secondo il gusto della clientela locale: questi i due ristoranti che rappresentano la cultura gastronomica del Belpaese a Singapore. Manca invece all’appello Terra, che l’insegna identifica come “Tokyo-Italian restaurant”, il locale dello chef giapponese Seita Nakahara che aveva fatto della pasta fresca il suo marchio di fabbrica, tanto da conquistare una Stella nella prima edizione.

Le new entry

Ancora fra le novità di questa edizione, l’australiano Cheek by Jowl, il cantonese Chef Kang’s, Labyrinth, dove lo chef Han Li Guang rivista la tradizione singaporiana in chiave contemporanea. E poi un’altra insegna australiana, Whitegrass, il francese Saint Pierre, Imperial Treasure Fine Teochew Cuisine, che offre la possibilità di degustare i piatti della tradizione di Teochew, Meta, un mix di influssi coreani e giapponesi, e infine Iggy’s, ristorante moderno che basa il suo successo su prodotti di prima scelta, locali e di stagione. Confermata ancora una volta la Stella alle due insegne di street food che hanno fatto notizia lo scorso anno, Hill Street Tai Hwa Pork Noodle e Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice and Noodle, entrambe votate alla preparazione di pietanze popolari, da mangiare in loco o a portar via. Non mancano, infine, gli indirizzi Bib Gourmand (38 in tutto, di cui 9 new entry), ovvero quelli che si sono distinti per il loro rapporto qualità/prezzo, principalmente locali di cibo di strada di diverse nazionalità.

Pubblicità

Per la lista dei premiati guide.michelin.sg/

a cura di Michela Becchi