La guida gommata presenta la prima edizione dedicata alla ristorazione di un Paese gastronomicamente sempre più allettante. E fotografa la varietà della città-stato asiatica: tra street food stellati e grandi chef internazionali spunta anche la cucina “tokyo-italian”. 

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Lo street food che vale la stella

Mangiare al ristorante stellato con meno di 5 euro? A Singapore da qualche giorno è possibile. Centrando l’obiettivo di censire una delle scene ristorative universalmente considerata tra le più in crescita degli ultimi anni, anche la Rossa è arrivata nella città-stato del Sud Est asiatico per pubblicare la prima edizione della guida gastronomica più famosa nel mondo. E la partenza si conferma delle migliori: tra le pagine d’esordio, gli ispettori dispensano stelle a 29 insegne, mentre 34 realtà che si sono distinte per il buon rapporto qualità/prezzo ottengono il rango di Bib Gourmand. A dir la verità, però, a fare notizia è soprattutto la scelta di premiare due attività di street food con una stella ciascuno, confermando l’alto livello qualitativo raggiunto nel Sud Est Asiatico ed Estremo Oriente dal cibo di strada, che spesso finisce per rappresentare una componente  fondamentale nelle abitudini alimentari degli abitanti locali.

E così ora la stella brilla sulle insegne di Hill Street Tai Hwa Pork Noodle  e Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice and Noodle, entrambe votate alla preparazione di pietanze popolari consumate dai commensali in locali a dir poco spartani. Non è la prima volta che la Michelin riconosce il valore dello street food: proprio in occasione dell’ultima edizione di Hong Kong, la Rossa aveva inaugurato una sezione tutta dedicata ai migliori rappresentanti del genere. Viene da chiedersi quante stelle in più potrebbe contare l’Italia se solo anche da noi la guida francese assegnasse riconoscimenti alle eccellenze dello street food, per ora a farlo ci pensa la nostra guida peraltro appena uscita.

Robuchon è il re di Singapore

Al tempo stesso, però, la nuova guida di Singapore non manca di rilevare l’attrazione della cultura gastronomica locale per le insegne fine dining, soprattutto se a guidarle sono grandi chef di fama internazionale. Ecco perché l’unico che porta a casa il risultato pieno è Joel Robuchon, nuovo tristellato di Singapore con il ristorante omonimo. Ma senza troppa fantasia da parte dell’editore, il maestro della cucina francese si aggiudica anche le due stelle per il suo Atelier, il format nato a Parigi e presto esportato nel mondo con grande apprezzamento di pubblico e critica. Una doppietta (ma sarebbe meglio parlare di cinquina) importante, che lo vede in buona compagnia.

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Conquista la due stelle anche il Restaurant Andre, già presente al numero 32 della World’s 50 Best e molto ben piazzato nella 50 Best asiatica, e non è un caso visto il lungo alunnato di Andrè Chiang presso i numi tutelari della ristorazione francese, da Pierre Gagnaire a Robuchon. Due stelle anche per Odette, Shisen Hanten, Shoukouwa Les Amis.

Mentre sono 22 le insegne che ottengono la prima stella. Tra loro, oltre alle due proposte street food, anche Terra che l’insegna identifica come “Tokyo-Italian restaurant”. E il motivo è presto detto: lo chef giapponese Seita Nakahara non nasconde la sua passione per l’Italia e la cucina del Belpaese, che l’ha portato a viaggiare in lungo e in largo per la Penisola, prima di stabilirsi a Singapore. E oggi tra i piatti di Terra non può mancare la pasta fresca. 

 

a cura di Livia Montagnoli

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