La Rossa conferma la sua passione per il panorama ristorativo di Tokyo, che fa registrare nell’ultima edizione 12 tre stelle (con l’ingresso di Makimura), 53 due stelle (con cinque new entry, tra sushi restaurant, cucina francese e avanguardia spagnola), 161 una stella. Diciannove insegne diventano stellate e la categoria Bib Gourmands presta attenzione alla cucina popolare giapponese, concentrandosi sui washoku, patrimonio Unesco per il valore culturale che custodiscono.
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Se gran parte dell’Europa unita nel segno della guida Michelin – a cominciare dall’Italia – non ha ricevuto molte gratificazioni, ben diverso è il quadro che si prospetta a Tokyo, dove nelle ultime ore sono stati resi noti i risultati della Rossa 2015 dedicata al panorama ristorativo della capitale giapponese. E pensare che solo la grande metropoli fino a qualche giorno fa già vantava undici insegne tristellate, a sugellare un’offerta decisamente variegata ma sempre centrata sulla ricerca contemporanea e sull’alta qualità.
Da oggi raggiunge la vetta della classifica anche il ristorante Makimura, insignito delle tre ambite stelle, che premiano la cucina tradizionale di livello di un incredulo e soddisfatto Akio Makimura, fiero di entrare a far parte di un gruppo in cui spicca (e rinnova la sua posizione anno dopo anno) l’85enne inesauribile Jiro (e il suo minuscolo ristorante nel metrò), portavoce dell’arte del sushi nel mondo. Anche in quota due stelle si segnalano interessanti novità. Sono cinque i ristoranti che si aggiungono al club bistellato (53 il computo totale per il 2015): Harutaka (sushi restaurant della scuola di Jiro), Ichigo (Ginza), L’Effervescence (la visione gastronomica dello chef Shinobu Namae che può vantare esperienze al fianco di Michel Bras e Heston Blumenthal), L’Osier (ristorante francese a Ginza dal 1973), Zurriola (cucina spagnola d’avanguardia).
Mentre diciannove realtà ottengono la prima stella e portano il bilancio di categoria a 161, un risultato degno di nota che conferma Tokyo tra le destinazioni gastronomiche più interessanti al mondo. Tra queste anche l’insegna di Roppongi Hill dello chef imprenditore alsaziano Jean-Georges Vongerichten, diversi sushi restaurant e un Tapas Molecular Bar.
Ma l’edizione 2015 può vantare anche una rinnovata attenzione per i caratteristici washoku, i locali della tradizione culinaria giapponese che consentono di gustare le prelibatezze locali a costi contenuti; la sezione Bib Gourmands, finora destinata a descrivere esclusivamente le cucine di ispirazione italiana e francese a Tokyo, si amplia per riservare a queste locande popolari dichiarate patrimonio della cultura immateriale dall’Unesco il posto che meritano. Come ha ricordato Michael Elis introducendo la guida, le insegne washoku arrivano così a rappresentare il 60% del totale degli indirizzi segnalati, suddivise in 24 categorie, a conferma dell’impulso positivo che le realtà gastronomiche popolari riflettono sull’intero sistema della ristorazione locale.

I nuovi stellati di Tokyo

Tre Stelle

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Makimura
 
Due Stelle
Harutaka
Ichigo (Ginza)
L’Effervescence
L’Osier
Zurriola
 
Una Stella
Adachi Naoto
Chic Peut-Être
Crown
Ginya
Imafuku
Ishigaki Yoshida
Jean-Georges
Kifu
La Fins
Les Chanterelles
Masuda
Nakasei Uchimise
Requinquer
Sasuga
Shokuzen Abe
Shunso
Tagetsu
Tapas Molecular Bar
Zuisetsu