Molino 6-678 e Lupita sono gli aggiudicatari del bando che porterà alla riassegnazione dei locali finora in uso al Salotto e alla Locanda del Gatto Rosso. Maxi offerte per conquistare una vetrina prestigiosa nel Salotto della città, con l'idea di aprire ristoranti ambiziosi. Ma fioccano i ricorsi. Ecco perché. 

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Tutti vogliono la Galleria

Tra i gourmet più irriducibili, è sempre il trasloco imminente di Cracco in Galleria a tenere banco nel Salotto di Milano. Anche perché la data di inaugurazione del nuovo ristorante (con bistrot, caffetteria e pasticceria al primo piano, fine dining al secondo, spazio eventi ancora più su, per un totale di oltre 1000 metri quadri), prevista per il mese di ottobre, si avvicina a grandi passi, mentre lo chef segue l’altro chiacchieratissimo cantiere che lo vedrà socio di Lapo Elkann in piazza Accursio, garage laboratorio con ristorante di carne – il Custom Garage Italia – in apertura a giugno. Il cantiere, negli ex spazi della Mercedes, prosegue di buona lena, privilegiando gli affreschi antichi e il restauro di gran parte degli arredi che rendono la Galleria Vittorio Emanuele II unica nel suo genere. E molto appetibile per chi vuole fare impresa sfruttando la visibilità e il prestigio di uno dei luoghi più identitari di Milano, dove la Camera di Commercio ha recentemente stimato il passaggio di 22 milioni di persone ogni anno. Gli ultimi stregati dal fascino della Galleria sono gli assegnatari del bando di gara indetto da Palazzo Marino alla fine dell’anno scorso per aggiudicare gli spazi gestiti da due noti ristoranti, il Salotto e La Locanda del Gatto Rosso.

 

L’ultimo bando. E le maxi offerte

Solo qualche giorno fa, l’apertura delle buste ha rivelato chi, tra le sei società partecipanti, ha avuto la meglio, in base alla valutazione dell’offerta tecnica e di quella economica, che ha finito per fare la differenza a fronte dell’assegnazione del punteggio massimo (60 punti) per specifiche qualità “tecniche” – aprire 365 giorni l’anno e impiegare almeno il 50% del personale già occupato – accordate da tutti i partecipanti. Ma la Molino 6-678 sas e la Lupita srl hanno presentato sul piatto garanzie economiche più allettanti, preparandosi a sborsare, rispettivamente, 300mila euro di canone annuo per rilevare lo spazio del Salotto e 720mila euro per aggiudicarsi la Locanda. Ma l’iter burocratico che porterà al passaggio di consegne sin qui è stato piuttosto burrascoso, e i prossimi mesi non si preannunciano facili. Sulle vetrine in questione, infatti, pende il ricorso al Tar di chi quegli spazi continua a gestirli, non disposto ad accettare il bando indetto dal Comune, né l’assegnazione provvisoria ai vincitori della gara, che per spuntarla hanno presentato affitti difficilmente eguagliabili dagli altri contendenti, compresi i gestori uscenti.

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Ambizioni e ricorsi

Per il lotto 2, quello della Locanda, la base d’asta era fissata a poco meno di 300mila euro: Lupita ha sbaragliato i concorrenti – tra loro anche il titolare dell’hotel dei Cavalieri di piazza Missori – più che raddoppiando la posta. Intanto, in attesa di scoprire se la procedura si concluderà a lieto fine, Mauro Tiberti, referente per Lupita e già proprietario di OdStore (un outlet dolciario con tre punti vendita in città, in piazza Duomo, corso Buenos Aires e via Torino) fa sapere di essere intenzionato ad aprire nello spazio della Locanda un ristorante d’alta fascia, con ambizioni stellate, che rafforzerebbe l’alta concentrazione di insegne di rilievo nel giro di qualche centinaia di metri (oltre a Cracco, ricordiamo anche Felix Lo Basso al Townhouse, e poco distante da Gaia Giordano e dai ragazzi di Niko Romito con Spazio). Ma i tempi di attesa sono destinati ad allungarsi, almeno fino all’11 dicembre prossimo, quando il Tar si pronuncerà sul ricorso. Fino ad allora è probabile che tutto resti com’è, con gli attuali gestori ancora fiduciosi di riuscire a spuntarla. Dal canto suo, il Comune – che nel 2016 ha ricavato dagli affitti in Galleria 27 milioni – punta a incrementare gli incassi, sfondando il tetto dei 30 milioni. E le offerte avanzate dai vincitori del bando fanno davvero gola.  

 

a cura di Livia Montagnoli

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