Milano e la food policy intelligente. Nuovi bandi per lo street food e la novità Fuorisalone del cibo

2 Nov 2016, 14:30 | a cura di Livia Montagnoli

Spinta sull'acceleratore a Palazzo Marino per promuovere una food policy che procede a gonfie vele. Presto il bando per nuove concessioni di somministrazione in centro città, e a maggio il battesimo di un Fuorisalone tutto dedicato al cibo, in concomitanza con TuttoFood.  

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La food policy intelligente

Si lavora su più fronti, a Palazzo Marino, per assicurare lo spazio che merita a quella food policy che non vuole solo essere il fiore all'occhiello della riflessioni emerse durante Expo 2015, ma soprattutto una strategia d'azione concreta e polivalente, che rilegge gli spazi della città a vantaggio di attività produttive e culturali che attraverso il cibo valorizzino il contesto urbano e sociale. Com'è giusto che sia per una moderna capitale internazionale. E il centro operativo di questa politica che si spinge oltre le scrivanie per scendere in piazza o tra i banchi dei mercati rionali è l'assessorato alle attività produttive del Comune di Milano, dove Cristina Tajani prosegue a lavorare in continuità con le tracce segnate in passato (già all'epoca della giunta Pisapia) forte dei primi risultati raccolti, che parlano di mercati periferici in grande spolvero e aree della città riqualificate dallo street food. Proprio così, perché quando ai baracchini abusivi si sostituiscono operatori autorizzati selezionati in base alla qualità dell'offerta, anche la somministrazione di cibo di strada può diventare una risorsa importante di aggregazione e occupazione.

50 nuove licenze allo street food

Così, al termine di una sperimentazione che si è protratta proficuamente per tutto l'ultimo anno, nelle ultime ore la giunta di Palazzo Marino ha approvato la proposta di attivazione del percorso di modifica del regolamento per la somministrazione di cibi e bevande in area pubblica, che all'atto pratico favorirà lo street food di qualità, garantendo a milanesi e turisti un'opportunità in più per riscoprire le radici della cucina più semplice, quella di strada, che attualizza una tradizione antica a profondamente legata alle consuetudini regionali. Anticipando la pubblicazione del bando che sarà pronto entro i primi mesi del 2017, la Tajani – in una nota ufficiale – rende noto il prossimo obiettivo della giunta, a partire dalle premesse illuminate che in Comune sembrano trovare tutti d'accordo: “Oggi lo street food rappresenta una modalità di commercio ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali ma che anche sul territorio nazionale vede il moltiplicarsi di occasioni per assaporare i gusti locali attraverso la cucina di strada”. Ecco perché, anche per offrire “una occasione di lavoro a molti giovani che nello street food hanno trovato la propria opportunità commerciale e occupazionale”, l'idea dell'Amministrazione è quella di ampliare il numero di licenze per gli operatori autorizzati a somministrare cibo nel centro cittadino.

Cibo buono, da passeggio, in centro città

Cinquanta nuove autorizzazioni, della durata di tre anni, per esercitare all'interno della Zona 1 con tricicli o quadricicli rigorosamente eco friendly (trazione a pedali, assistita o motore elettrico), che potranno muoversi liberamente nel Municipio, a esclusione di alcune “zone rosse” per prestigio monumentale (l'asse San Babila-Castello, piazza Santa Maria delle Grazie, San Siro). Vincoli, ca va sans dire, anche sulla proposta gastronomica ammessa e sulla certificazione delle materie prime impiegate: ben accetti prodotti Dop, Igp, Stg, Pat che valorizzino il legame con la tradizione italiana e il territorio lombardo. Ma pure prodotti e specialità alimentari provenienti dal mondo, in omaggio a una città che vuole potenziare le occasioni di multiculturalità e integrazione, partendo anche dalla tavola.

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L'esordio del Fuorisalone del cibo. Work in progress

E intanto si pensa in grande in vista della prossima primavera, quando Milano si prepara ad accogliere il consueto appuntamento con la Fiera TuttoFood. Concretizzando le voci che circolavano insistenti, il 2017 sarà l'anno giusto per il battesimo del Fuorisalone del cibo, che prenderà forma dall'8 all'11 maggio in concomitanza con la Fiera. Una novità assoluta che può poggiare su basi solide, in una città come Milano che ha costruito sul successo di pubblico di manifestazioni consolidate come il Salone del Mobile, la Fashion o la Design week circuiti diffusi di iniziative ed eventi che stravolgono la routine di interi quartieri e distretti commerciali per intere settimane nel corso dell'anno. E così, sul modello di quel Fuorisalone che anima periodicamente la città dalla mattina a notte fonda, l'assessore Tajani e la Camera di Commercio stanno concertando un programma a tema food ancora inedito e misterioso. Quello che sappiamo: sarà un evento diffuso sul territorio, attirerà molti turisti, coinvolgerà tutti gli attori della filiera, dalle aziende produttive agli chef, alle attività di ristorazione. E ha già raccolto l'adesione di Marco Gualtieri, organizzatore del summit Seeds&Chips, che alla causa porterà il know how in materia di food tech e innovazione gastronomica. Un progetto, l'ennesimo firmato dal Comune di Milano, da seguire con grande attenzione.

 

a cura di Livia Montagnoli

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