Mimi's. La cucina napoletana di Mimì alla Ferrovia distribuita in vaschetta con la consulenza di Nino Di Costanzo

15 Lug 2015, 08:29 | a cura di Livia Montagnoli

 

C'è la nuova generazione che ha ereditato la guida della storica trattoria napoletana dietro al progetto di distribuzione di prodotti confezionati a marchio Mimi's. Tre grandi classici alleggeriti con l'aiuto di Nino Di Costanzo, pronti da scaldare nel forno di casa per scoprire l'autentica tradizione partenopea. 

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Mimì alla Ferrovia. Dal Dopoguerra ai giorni nostri

Se a Napoli fai il nome di Mimì alla Ferrovia il tuo interlocutore capirà all'istante che sai apprezzare l'autentica cucina partenopea. Nel vecchio locale di via Alfonso d'Aragona - a ridosso della stazione di piazza Garibaldi, da cui prende il nome - si è fatta la storia della gastronomia napoletana, fissando nell'immaginario collettivo il prototipo di una tavola casalinga che sa assurgere a trattoria di livello e custodire la tradizione culinaria della città a colpi di grandi piatti. Ammessi a pieno titolo tra i grandi classici della ristorazione locale. Come il peperone imbottito e la sua farcia succulenta – quasi ridondante – collaudata sin dal 1943 (quando Mimì apriva le sue porte al pubblico in una Napoli liberata dall'assedio tedesco): mozzarella, emmenthal, prosciutto cotto, uova, mollica di pane raffermo, parmigiano, basilico, pangrattato. E poi calamarata e frittura all'italiana, parmigiana e sartù di riso, babà e sfogliatelle.

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Tanti – famosi e meno – sono passati di qui, conquistati da un'atmosfera che va oltre il folclore e racconta di una Napoli che Emilio Giugliano – Mimì per gli amici, fondatore del ristorante insieme a sua moglie Ida – aveva conosciuto bene dalla sua posizione privilegiata accanto al Teatro Orfeo (dove si esibiva anche Totò).

Mimi's. La cucina partenopea in vaschetta

Ora i tempi sono cambiati e la nuova generazione che tiene alta la bandiera di Mimì ha deciso di intraprendere una strada nuova per consentire a tutti di gustare i sapori della verace cucina partenopea intorno al tavolo di casa propria. Per farlo, questo team di under 35 ha scelto di lanciare sul mercato il marchio Mimi's e collaborare con operatori già attivi nel settore della somministrazione di pasti in atmosfera protetta: prodotti confezionati, pronti da scaldare, per intenderci.

Così nasce la linea dedicata ai grandi classici napoletani, che si avvale della consulenza di una guest star d'eccezione, lo chef Nino Di Costanzo, già alla guida del Mosaico di Ischia (abbandonato qualche mese fa). Un progetto sposato con entusiasmo da Salvatore Giugliano, che ha messo a punto le storiche ricette di Mimì adattandole alle esigenze contemporanee e alle mutate modalità di distribuzione con l'aiuto di Di Costanzo.

Le fermate del gusto. I piatti

La tradizione gastronomica di Mimì alla Ferrovia – come recita lo slogan lancio dell'iniziativa – per ora entra nelle case degli italiani con tre “fermate del gusto”: il peperone ripieno (pane casareccio, mozzarella di Agerola, caciocavallo di bufala e parmigiano), la parmigiana di melanzane, il sartù di riso (ma senza carne). Prodotti alleggeriti per conquistare un pubblico più eterogeneo (compresi i vegetariani), confezionati e venduti in vaschetta riciclabile: porzione per due persone, pochi minuti di forno – anche in microonde - e il piatto è in tavola. E lavorazione artigianale assicurata, pur nel rispetto delle norme di sicurezza alimentare e tracciabilità dei prodotti; risultato: una shelf life del prodotto di 21 giorni senza aggiunta di conservanti.

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Per il momento è il sito di Mimi's a raccogliere adesioni e richieste tramite email, ma presto saranno divulgate le modalità di acquisto e spedizione. E allora sapremo se è davvero possibile racchiudere la tradizione in una vaschetta.

 

www.mimisitaly.com/

 

 

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