[caption id="attachment_138692" align="alignnone" width=""]Judith Jones in ucina[/caption]

Oltre 50 anni nell'editoria, con una passione per la cucina francese scoperta negli anni Cinquanta a Parigi, e una carriera di successo nella pubblicazione di best seller gastronomici. Nel 1961 la scoperta di Julia Child, esordiente col ricettario che sarebbe diventato un best seller. Ma prima c'era stato Il Diario di Anna Frank. 

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Judith Jones. Addio all’imperatrice dell’editoria gastronomica

Oggi parleremmo banalmente di abile talent scout, ma semplificare così la storia di Judith Jones, e la sua capacità di orientare il gusto dei lettori americani finirebbe per togliere ogni briciolo di poesia al racconto della sua vita. Che fino a un paio di giorni fa, quando si è spenta all’età di 93 anni provata dalle complicazioni dell’Alzeimher, è stata una vita intensa, ricca di soddisfazioni e lavoro appassionato, tra le pagine di molti best seller dell’editoria gastronomica statunitense. “Addio all’imperatrice dei libri di cucina” titola la stampa americana in ricordo di Judith, classe 1924, che per oltre 50 anni ha lavorato a scovare manoscritti di letteratura gastronomica di scrittori esordienti e ricettari d’autore (alcuni, più di recente, li aveva anche firmati personalmente). Nel 1957 era entrata nella redazione dell’editore newyorkese Alfred A. Knopf, come assistente alle traduzioni di classici della letterature francese. Quello che sarebbe successo nei decenni a venire, forse, neanche lei lo immaginava. Certo è che al suo ritiro nel 2011, Judith Jones è andata in pensione lasciandosi alle spalle la carica di vice presidente della casa editrice. Prima di riprendere a seguire con ordine la linea del tempo, però, un rapido excursus ci porta nella Parigi degli anni Cinquanta, dove Judith si trovò in missione per l’editore Doubleday.

Da Anna Frank a Julia Child

Lì, tra una pila di libri dimenticati e scartati dall’editore, un giorno aveva scoperto il Diario di Anna Frank, già pubblicato in tedesco; colpita dalla copertina, come raccontò diversi anni dopo, cominciò a leggerlo, tutto d’un fiato. Quel libro doveva arrivare ai lettori americani, pensò: troppo importante il messaggio che conteneva, struggente la lettura, potenzialmente spendibile sul mercato editoriale statunitense. “Uno di quei testi fondamentali, che non sarà mai dimenticato”, diceva. Ecco perché subito si attivò per la sua pubblicazione. E per fortuna l’ebbe vinta. Da un caso letterario a un altro, circa dieci anni dopo, tornata a New York ed entrata in forze presso l’Alfred Knopf, si ritrovò a sfogliare un corposo manoscritto di 800 pagine, un ricettario di cucina francese spiegata agli americani, a firma Julia Child, Simone Beck, Louisette Bertholle. Era il celebre Mastering the Art of French Cooking, o meglio quello che mai avrebbe dato la notorietà a Ms. Child se proprio Judith si fosse presa la briga di credere in un testo rifiutato da molti altri editori. Da quel momento, la vita delle due donne sarebbe radicalmente cambiata (un’idea di come andarono le cose la ricostruisce il film Julie and Julia, 2009): per Julia Child si schiudevano le porte della televisione, con la fortunata serie The French Chef, mentre il suo libro si diffondeva a macchia d’olio, tra ristampe dell’originale edito nel 1961 e un secondo volume pubblicato nel 1970; mentre la carriera di Judith Jones si orientava decisamente sul comparto dell’editoria gastronomica, con un lavoro di scouting e selezione capillare che nel 2006 gli è valso il premio alla carriera della James Beard Foundation.

 

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La passione per la cucina francese

Perché il manuale di Child e compagne l’avesse colpita così tanto, a distanza di decenni non è più un mistero. Fu lei stessa a rivelarlo qualche anno fa: “Era il ricettario che avevo sempre sognato, speigava come e perché seguire passo dopo passo lo svolgimento della ricetta”. Con approfondimenti sulle tecniche, le attrezzature e gli utensili più adatti, gli eventuali ingredienti da sostituire, “e tutti gli accorgimenti per rimediare agli errori”. Anche questo non suonerà nuovo per chi ha amato il film con Meyl Streep/Julia Child diventato un cult del genere. Nei decenni a venire Judith Jones si sarebbe dimostrata un editore straordinaria, creativa, eclettica, appassionata e curiosa di scoprire nuove storie; particolarmente affascinata dalla cucina francese, che praticava nella sua cucina di Manhattan, e nella casa di campagna in Vermont. Tra gli autori pubblicati, James Beard, Lidia Bastianich, Jacques Pepin; mentre con suo marito, conosciuto a Parigi nel 1948, ha scritto tre libri, due sul pane, il terzo sulla cucina del New England. Del 2009, dopo la comparsa del marito, è il best seller The Pleasures of Cooking for One. E negli anni tanti sono stati i contributi per le riviste Vogue, Saveur e Gourmet. “Il cibo ha cominciato a essere materia degna di rispetto nel mondo editoriale grazie a lei”, conferma ricordandola Ruth Reichl, celebre penna dell’editoria gastronomica.

Finora però nessuno ha ancora pensato di fare un film sulla sua vita. Chissà se ora qualcuno penserà di trarne una sceneggiatura accattivante quanto quella di Julie and Julia.

 

a cura di Livia Montagnoli

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Foto di apertura Chester Higgins Jr. (New York Times)