Nuovi protagonisti si affacciano sulla scena vitivinicola californiana, rubando la scena alla celebre Napa Valley. Non più solo Sonoma, oggi tra i territori più promettenti a livello internazionale, ma anche la meno nota Paso Robles, una superficie vitata di circa 25 mila ettari. Che offre ancora prezzi accessibili per chi è in cerca di affari.
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Non solo Napa Valley. Se la regione vitivinicola più famosa della California ha monopolizzato la scena mondiale del vino negli ultimi 40 anni, adesso le cose stanno per cambiare e stanno emergendo anche i vicini meno noti. A partire dalla confinante Sonoma, che, nell’ultimo biennio, ha incrementato del 18% i prezzi dei suoi vigneti, diventando di diritto uno dei territori più promettenti a livello internazionale e quello che ha visto maggiormente crescere le sue quotazioni, precedendo Hawke’s Bay in Nuova Zelanda, Barossa in Australia e a seguire anche Napa Valley e la zona del Chianti.
Ma non è finita. La mappa vitivinicola californiana è destinata a cambiare anche grazie a nuovi protagonisti, fino a questo momento poco presi in considerazione, come ad esempio Paso Robles: una superficie vitata di circa 25 mila ettari, i cui vigneti in due anni hanno visto oltre venti passaggi di proprietà. Incontro perfetto tra domanda e offerta, quindi. Ma come mai?
Da una parte perché i proprietari originari sono per così dire, “viticoltori improvvisati”, poco avvezzi a far fruttare, se non i propri vigneti, di sicuro i propri affari. In molti casi si tratta di piccole cantine a conduzione familiare senza pianificazione e a volte senza successione, incapaci di reggere alla pressione fiscale. Dall’altro, chi va alla ricerca di affari, trova qui dei prezzi ancora accessibili, le cui quotazioni, nel tempo, saranno sicuramente destinate a crescere. Al momento, secondo il borsino dell’agenzia immobiliare Pacifica, le cantine hanno un prezzo medio di vendita di circa 3,2 milioni di dollari e i vigneti di circa 2,24 milioni.
Insomma Napa e Sonoma sono avvisate. Se i prezzi a Paso Robles non superano i 50 mila dollari ad ettaro, negli altri due terroir tendono verso i 100 mila dollari a ettaro. Effetto trickle down, insomma (sgocciolamento dall’alto verso il basso): per cui gli effetti positivi dei due fratelli maggiori, ricadranno anche sui piccoli. Che nel tempo potrebbero non restare più così tanto piccoli.

a cura di Loredana Sottile