Nasce Fooi, la Filiera Olivicola-olearia Italiana a tutela dell'extravergine di qualità

2 Dic 2016, 17:30 | a cura di Michela Becchi

Al via il Fooi, Filiera Olivicola-olearia Italiana, l'organizzazione interprofessionale dedicata alla promozione, tutela e valorizzazione dell'olio di oliva, fortemente voluta dalle diverse associazioni di categoria. L'obiettivo? Controllare e migliorare la trasparenza della filiera produttiva e rivedere il potenziale di produzione nazionale.

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Fooi – Filiera Olivicola-olearia Italiana

Un passo decisivo per il futuro del settore olivicolo. Un risultato storico che era atteso da anni e che fa parte del lavoro strategico che stiamo portando avanti per tutelare e promuovere una delle più importanti eccellenze del nostro Paese”. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha commentato la nascita dell'organizzazione interprofessionale per l'olio di oliva. È Fooi (Filiera Olivicola-olearia Italiana), il nuovo progetto che riunisce diverse realtà del settore olivicolo italiano e che si pone come obiettivo principale quello di tutelare e migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato, prevedere il potenziale di produzione e rilevare i prezzi pubblici di mercato, coordinare l'offerta e la commercializzazione della produzione dei propri aderenti. Una realtà nata dall'unione di Assitol, Aipo, Cno, Unapol, Unasco, Unaprol, Aifo e Assofrantoi, associazioni attive nei diversi ambiti dell'olivicoltura italiana, dalla produzione alla trasformazione, da sempre impegnate nella promozione e valorizzazione dell'olio extravergine di oliva di qualità e nella diffusione della cultura di questo prodotto simbolo della dieta mediterranea.

Gli obiettivi

''Avere unito tutta la filiera, prima con l'accordo e poi con questa interprofessione, è molto importante e crea le condizioni per far crescere quantitativamente e qualitativamente l'olio italiano”, aggiunge il ministro. E continua:“Con l'organismo interprofessionale dell'olio avremo uno strumento in più per rendere più efficaci e condivise le scelte e le politiche di sostegno, a partire dall'attuazione del Piano Olivicolo Nazionale da oltre 30 milioni di euro”. Fooi è dunque un mezzo in grado di “contribuire efficacemente e sostanzialmente al miglioramento e al potenziamento” del comparto olivicolo, come ha spiegato Andrea Carassi, direttore generale di Assitol. E non solo: la nuova rete di professionisti è anche un'occasione per rilanciare l'importanza del Piano Olivicolo Nazionale (PON), specialmente per quanto riguarda il possibile aumento delle quantità prodotte nei prossimi 5 anni per garantire e recuperare il potenziale produttivo dell'olivicoltura italiana. Un'organizzazione, dunque, che è in grado di “rappresentare le diverse anime dell'olio d'oliva”.

Organizzazione interna

L'organizzazione lavorerà, inoltre, per sviluppare iniziative volte a rafforzare la competitività del settore e svolgere le dovute ricerche di mercato. E occorrerà quindi curare i rapporti con la pubblica amministrazione, realizzare strumenti e sistemi di controllo per svolgere azioni di promozione sul mercato nazionale ed estero. Gli organi sociali del Fooi sono l’assemblea, il consiglio di amministrazione, il presidente, l’organo di controllo e il comitato di sorveglianza. In quest’ultimo siederanno i membri indicati dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative. Per concludere con una riflessione del ministro, “ora sarà importante lavorare uniti per tutelare il reddito degli olivicoltori e sviluppare sempre di più e sempre meglio un'interazione della filiera in tutte le sue componenti”. Condivisione sembra quindi essere la parola chiave, per restituire valore al prodotto imprescindibile delle nostre tavole, attraverso l'azione ben definita di un gruppo compatto ed eterogeneo, in grado di evidenziare le diverse esigenze di un settore tanto complesso quanto ancora poco conosciuto. E solo in questo modo, poter affermare che“l'olio made in Italy da oggi è più forte".

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a cura di Michela Becchi

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