Il weekend dell’arte contemporanea a Torino: mangiare in fiera. E Artissima incontra i Costardi per The Edit Dinner Prize

29 Ott 2018, 11:01 | a cura di Livia Montagnoli

Dal 2 al 4 novembre, la 25esima edizione di Artissima si presenta a Torino con una serie di novità. Tra queste l’esordio del premio dedicato alle relazioni tra arte e cibo, celebrato dalle cene performative che prenderanno forma da Edit, con la complicità dei Costardi Bros. Ma si mangia anche in fiera. 

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25 anni di Artissima

Comincia il 2 novembre a Torino la tre giorni di Artissima, la Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea che in città ha costruito la sua storia negli ultimi 25 anni, stabilendo un primato di genere in Italia: era il 1994, e Roberto Casiraghi e Paola Rampini inauguravano al Lingotto l’edizione pilota della prima fiera nazionale dedicata all’arte moderna e contemporanea, aperta anche alle gallerie straniere e da subito attenta al lavoro degli artisti emergenti. Nel 2018 la kermesse festeggia un anniversario importante, con il secondo anno di direzione per Ilaria Bonacossa, che esorcizza il tempo trascorso scegliendo il tema Time is on our side: un desiderio di proiettarsi verso il futuro, più che di guardare indietro a quel che è già stato. Di novità ce ne sono, infatti, a partire dal coinvolgimento di diversi spazi in città, oltre ai consueti 20mila quadri a disposizione al quartier generale dell’Oval. Si animano all’insegna del Sound le Ogr, mentre un nuovo premio, The Edit Dinner Prize, celebra le relazioni tra arte e cibo appoggiandosi a una delle realtà che meglio racconta come l’investimento sul fronte gastronomico, se ragionato, sia in grado di restituire spazi condivisi alle città.

 

The Edit Dinner Prize

Il polo di via Cigna, nell’ex fabbrica di cavi elettrici di Barriera di Milano, tra qualche settimana spegnerà la prima candelina, ed è partner di Artissima nell’organizzazione del premio inedito assegnato dalla giuria a un artista tra quelli presenti nelle otto sezioni della Fiera. A decidere l’esito sarà una triade con competenze artistiche e di food innovation, presieduta dall’artista Massimo Bartolini, con Roberta Ceretto e Giorgio de Mitri; e il vincitore, che riceverà un premio in denaro, sarà chiamato a organizzare una cena multidisciplinare da Edit in occasione di Artissima 2019. Già tra qualche giorno, però, il polo nato da un’idea di Marco Brignone accoglierà due eventi speciali nel segno dell’arte e del cibo d’autore, frutto della collaborazione tra Bartolini e i fratelli Costardi– resident chef del ristorante di Edit – protagonisti della prima edizione di The Edit Dinner Party. Quel che conta, in questo caso, è mescolare arti diverse per dare il buon esempio, sorprendendo gli ospiti – solo 60 a serata, il 2 e 3 novembre (150 a persona, solo su prenotazione) – con effetti speciali che sollecitano tutti i sensi. Dunque del menu non è stato anticipato nulla, se non che si dipanerà come un racconto caricato di significati dalla direzione artistica di Bartolini, indirizzata a far riflettere sui concetti di collettività, inclusione e condivisione (in gergo, quelle che si definiscono “cene performative”).

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Mangiare in fiera. Con Mariangela Susigan

Di servizio, invece, è il compito assegnato per il secondo anno consecutivo a Mariangela Susigan, che dalla sua cucina di Caluso arriva a Torino per coordinare l’offerta gastronomica della Fiera presso l’area Vip Lounge dell’Oval. Due le proposte complementari, al ristorante e al bistrot, con l’idea di interpretare anche a tavola il concetto del tempo che scorre, guardando al passato per proiettarsi nel futuro. Ci sarà dunque, dopo l’esordio del 2017, la Zuppa Francigena ideata dalla chef in omaggio a una ricetta medievale, e quindi realizzata con ingredienti reperibili in Piemonte prima del XVI secolo, come i fagioli, l’ortica, la borragine, fave e radici: niente patate e ortaggi arrivati con la scoperta dell’America. Poi una rassicurante parata di piatti della tradizione regionale, dai tajarin all’uovo agli agnolotti, alla battuta di fassone. E, per incontrare le esigenze del pubblico internazionale, la pizza protagonista sul menu del bistrot, ma sempre tesa a offrire uno spaccato di prodotti regionali d’eccellenza e ingredienti di stagione reperiti sul territorio (da anni la chef divulga proprietà e virtù delle erbe spontanee che crescono nelle valli piemontesi). In Fiera si mangerà sospesi sul percorso espositivo, nel temporary restaurant allestito per l’occasione.

 

I festival collaterali

Mentre alla Caserma La Marmora, per la 14esima edizione di Paratissima, che inaugura già il 31 ottobre, si riconferma l’offerta di street food di alcune insegne note in città. E così per gli altri festival collaterali, come The Others, giunto alla sua terza edizione negli spazi dell’Ex Ospedale Regina Adelaide (ma la kermesse, per natura itinerante, è nata sette anni fa): per i quattro giorni di rassegna, dal 1 al 4 novembre, l’offerta gastronomica è affidata a Bottega Baretti e Dogana Grimm, nell’area dell’ex mensa - con food pairing, pizza, mixology e vini del territorio selezionati dalla Città del gusto di Torino del Gambero Rosso, che in fiera sarà presente con un suo corner – e nel garden, con street food e servizio bar.

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www.artissima.art

 

a cura di Livia Montagnoli

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