A dieci anni dalla scomparsa ricordiamo l'enologo, giornalista e scrittore che si definiva semplicemente un “uomo dato alla gola” e che ha gettato le basi della moderna critica enogastronomica. Dal 2 febbraio in tutta Italia una serie di eventi dedicati alla sua memoria.
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Era il 1956 quando Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico (1953-1963) cioè quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli sarebbe di nuovo tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Gino, in questo come in tanti altri temi, è stato un antesignano, un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e attento a cogliere le novità.

La sua scelta dell’anarchia, mai rinnegata nel corso della vita, andava perfettamente d’accordo con quel suo modo di essere, giornalista con la schiena dritta, scrittore raffinato, affabulatore e comunicatore di rara efficacia. “Veronelli intendeva il suo ruolo di giornalista: non commentatore e giudice di un prodotto ma – non bisogna mai stancarsi di ripeterlo – creatore di un mondo universo”, scrivono Gian Arturo Rota e Nichi Stefi nel volume Luigi Veronelli – La vita è troppo corta per bere vini cattivi (Giunti e Slow Food Editori). Un mondo universo che ha permesso ai tanti suoi lettori di conoscere vini, oli, prodotti alimentari, ristoranti e tanti straordinari personaggi, dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta (Sassicaia) al Principe Alberico Boncompagni Ludovisi (Fiorano), da Ezio Voyat (Passito di Chambave) a Giuseppina Perusini Antonini (Picolit), da Lino Maga (Barbacarlo) a Federica Soldati (Gavi La Scolca) e tanti altri ancora. I Cataloghi Bolaffi dei vini, a partire dal 1969, hanno anticipato e indicato una strada alle guide dei vini che poi sarebbero nate alla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo. Ma la sua produzione nel campo del vino è stata davvero straordinariamente ampia. Intere generazioni di lettori sono entrati in contatto con concetti come “vino contadino”, “cru”, “barrique”, “giacimenti gastronomici”, “de.co”, con una peculiare interpretazione della terra e del mondo dei vignaioli che ha permesso di costruire e di sviluppare le conoscenze, alla base della moderna critica enogastronomica. Conoscenze sviluppate in tanti modi, con pubblicazioni, riviste (Panorama, Espresso, Capital, Domenica del Corriere, Il vino, L’Etichetta, Ex Vinis, ecc.), collane di libri come I Semi, dedicata ai grandi vignaioli e poi trasmissioni televisive: dal 1971 al 1976 Colazione allo studio 7e A tavola alle 7su Rai1 – quelle di oggi sono solo pallide imitazioni – oltre a Viaggio sentimentale nell’Italia dei Vini, su Raitre, una vera e propria pietra miliare per lo stato dell’arte del settore. Gino nel 1966 aveva scritto per Feltrinelli uno dei suoi libri preferiti “Alla ricerca dei cibi perduti – Guida di gusto e di lettere all’arte del saper mangiare”. Non più ristampato era da molti anni introvabile. Nel 2004 l’editore DeriveApprodi l’ha riproposto “per restituire alla lettura un suo classico, perduto, e ricordare a un autore la fama che merita”. Seppur scritto e pensato per i lettori del secolo scorso, risulta indispensabile per capire il suo ruolo nella cultura materiale del Novecento.

Non ha mai avuto paura di prendere posizione nette e né tantomeno di tirarsi indietro. Valga per tutti il ricordo del 19 settembre 1980 quando ad Asti, dopo un suo intervento a un comizio di vignaioli esasperati per i bassi prezzi delle uve, i manifestanti occuparono la stazione ferroviaria. Imputato per blocco stradale aggravato, fu poi successivamente assolto. Negli ultimi anni il suo carattere più politico che per molto tempo sembrava quasi assopito, era balzato fuori con prepotenza: spiazzando tutti aveva iniziato un fitto confronto con i giovani dei Centri Sociali con i quali aveva promosso Terra e libertà/Critical wine. Questa, come altre iniziative “movimentiste” che aveva intrapreso nel corso della sua vita per la difesa dei diritti dei più deboli, davano la misura non solo della sua unicità ma anche della sua capacità di sentire e di interagire con gli altri. Ma era anche il suo modo di festeggiare la vita con ironia. Non a caso si definiva “uomo dato alla gola, e a tutti i piaceri sensuali e mondani”. Nel 2014 ricorrerà il decennale della sua scomparsa celebrato con un fitto calendario di incontri che ricorderanno la sua vita e suoi contributi. Costruire una memoria condivisa, è importante per chi facilmente dimentica. “Io sono una quercia spinosa che ha dato buone ghiande”. Grazie davvero di tutto, Gino.

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Le iniziative per ricordarlo
In occasione del decennale della morte di Luigi Veronelli è stato costituito un Comitato attivo sino al 31 dicembre 2015, per favorire un programma di iniziative dedicate alla sua memoria. Si inizierà il 2 febbraio (giorno della sua nascita) a Bergamo, con la serata “Il vino è il canto della Terra” nel Teatro Sociale in Città Alta. Il titolo deriva da un celebre aforisma “Il vino è il canto della terra verso il cielo” che l’intellettuale lombardo scrisse su un sacchetto per il pane. Sul palco, a ricordare l’uomo, l’enologo, il giornalista e lo scrittore Veronelli, si alterneranno Alberto Alessi, Piero Antinori, Gigi Brozzoni, Alfonso Iaccarino, Diana Lenzi, Gianni Mura, Giannola Nonino, Omar Pedrini, Carlin Petrini, Sara Porro, Nichi Stefi.
Il 3 febbraio, invece, sarà lanciata la piattaforma web che conterrà tutte le indicazioni e le iniziative presenti nel calendario del Comitato.

a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 30 gennaio. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E’ gratis, basta cliccare qui.