L'Alto Adige del vino fa regione a sé, con un patrimonio ampelografico che frammenta un'area di grande valore vitivinicolo. In questa seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta delle regioni italiane e i suoi vini approdiamo in Alto Adige.

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In genere l’idea che si ha un’idea dell’Alto Adige viticolo è quella di una provincia che offre omogeneamente vini di alta qualità in tutte le sue zone produttive. I numeri dicono che è un’affermazione corretta. Sempre più, però, l’enofilo attento può cogliere le sfumature che ogni sottozona può offrire, alla ricerca del perfetto equilibrio tra vitigni, zone viticole e mano del produttore. Proprio questi rappresentano realtà molto differenti tra loro, con le grandi strutture cooperative che lasciano spazio a produttori con minuscole proprietà, che a loro volta lasciano spazio alle storiche famiglie del vino atesino, forti di vigneti molto estesi e una fitta rete di viticoltori che conferiscono le uve.

Sempre più le aziende si stanno specializzando sui vini che meglio rappresentano il loro territorio, come si può riscontrare in quella vera e propria fucina di vini di qualità che è la Valle Isarco, una stretta vallata che si incunea verso nord che esalta la fragranza e la profondità di Sylvaner, Riesling e Veltliner. Pinot Nero carnosi e raffinati nel versante orientale d’Oltradige, con Mazzon che rappresenta il vero Grand Cru italiano per questo vitigno, o ancora lo spessore e la classe che il Pinot Bianco dona nelle zone di Appiano e Terlano. Regione a tradizione bianca, con una presenza di vini di assoluto valore in tutte le aziende presenti in Guida, spesso Tre Bicchieri, altre volte fulgidi esempi della classe che questo territorio conferisce ai suoi vini. Un puzzle di vini e storie che occupa tutta la provincia, giocando con altitudini, esposizioni e suoli, che permettono ai produttori di esaltare caratteristiche a volte antitetiche: la potenza dei Lagrein che giungono dalla piana di Bolzano, la finezza dei Riesling di montagna della Val Venosta, la sapida e intrigante leggerezza dei Lago di Caldaro e Santa Maddalena, la profondità dei Terlaner. Un Alto Adige da scoprire, alle vette del panorama vinicolo italiano, in tutti i sensi.

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A. A. Valle Isarco Sylvaner ’15 – Tenuta Hans Rottensteiner

Rottensteiner è uno dei nomi storici del vino atesino, un’azienda a guida familiare attiva da più di cinquant’anni nella zona nordoccidentale del capoluogo. Fin dal debutto, questa realtà ha basato la sua produzione sulle uve provenienti dai vigneti di proprietà e su quelle di una sessantina di viticoltori che conferiscono le uve in azienda, per una produzione strutturata su tre linee, la Classic destinata ai vini varietali, la Cru per la valorizzazione delle più belle esposizioni e infine la Select per i vini più ambiziosi. Convincente l’assaggio del Sylvaner proveniente dai vigneti della Valle Isarco. Al naso il vino si concede con lentezza, prima la mela Golden, poi le sottili note floreali, infine una tipica e grintosa nota affumicata. In bocca non colpisce per la ricchezza del sorso quanto per la sua armonia, risultando sapido e dotato di un buon allungo.

 

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A. A. Valle Isarco Gruner Veltliner ’15 – Garlider

Christian Kerschbaumer e la moglie Veronika hanno fatto di Garlider un piccolo gioiello della Valle Isarco. Nel volgere di una dozzina di anni l’azienda è stata convertita al regime biologico e oggi si coltivano vigneti che si sviluppano ad altitudini comprese tra i 550 e gli 800 metri. Tranne per una piccola produzione di pinot nero, solo uve a bacca bianca in azienda, suddivise tra i vitigni classici della provincia e quelli tipici della vallata, grüner veltliner e sylvaner. Nel Grüner Veltliner gli intensi profumi sulfurei nascondono il frutto per qualche istante, per poi lasciar spazio a un turbinio di note affumicate, pera e frutta esotica che ritroviamo perfettamente espresse al palato, dove rivela tensione e una grande lunghezza.

 

A. A. Pinot Nero Mazzon ’13 – Gottardi

Nel 1986 la famiglia Gottardi, con una lunga e grande esperienza nel commercio del vino a Innsbruck in Austria, ha acquistato 6,5 ettari di vigneti (oggi arrivati a 9) nelle colline di Mazzon, nel cuore della zona classica e sacra dei grandi Pinot Nero dell’Alto Adige. Nel 1995 esce la prima annata del Pinot Nero Gottardi, subito incoronato come uno dei miglior Blauburgunder della regione. Era ed è tuttora lo stile molto francese di questo vino, la sua eleganza e tipicità, che lo distinguono da tanti altri della zona. Alexander Gottardi segue personalmente i lavori in vigna e in cantina, e ci regala un Pinot Nero tra i migliori dell’Alto Adige: fruttato e varietale al naso, con note di frutti rossi e neri, ciliegia e prugna, sfumato su accenni di fiori secchi e spezie, fragrante in bocca, con tannini morbidi, struttura ed eleganza. La chiusura è affidata a una equilibrata tostatura e a intriganti sfaccettature minerali.

 

A. A. Pinot Nero Trattman Mazon ’13 – Girlan

In un territorio che sembra aver puntato gran parte delle sue speranze di successo sull’aromaticità che contraddistingue i vitigni altoatesini, la Cantina Girlan ha continuato a puntare anche sui vitigni storici come la schiava, il pinot nero e il pinot bianco. Gerhard Kofler lavora a stretto contatto con il direttore Oscar Lorandi e con tutti i soci per far emergere la grandezza di questo angolo d’Italia, con una produzione che esalta la simbiosi tra i vitigni e i migliori vigneti che li ospitano. Proprio dalle migliori vigne giungono i risultati più interessanti e fra queste tocca ancora una volta a Mazon esprimere la sua vocazione per l’uva pinot nero. Il Trattmann è il consueto campione di razza, profumato di frutti di bosco ed erbe officinali, in bocca mette in luce un corpo solido e un’interessante trama tannica che, senza aggredire il palato lo accarezza, e accompagna il vino a un succoso finale.

 

A. A. Pinot Bianco Sirmian ’15 – Nals Margreid

La Cantina Nals Margreid si sviluppa per oltre centocinquanta ettari distribuiti un po’ in tutta la provincia di Bolzano. Le uve più raffinate si trovano soprattutto nei dintorni di Nalles, con vigneti che dal fondovalle si ergono fino ai 700 metri di Sirmian. Attorno a Magrè invece ci sono le varietà bordolesi e quelle bianche, che hanno bisogno di più calore, mentre nella conca bolzanina albergano lagrein e schiava. In cantina spetta a Harald Schraffl il compito di esaltare tanta ricchezza, in una gamma di vini di carattere e finezza, mentre la direzione dell’azienda è affidata a Gottfried Pollinger. Sempre più che convincente il Pinot Bianco Sirmian che nella versione 2015 sfoggiaun corredo aromatico raffinato che dietro al frutto bianco croccante manifesta la presenza di fiori e un accenno vegetale. In bocca il calore della vendemmia si traduce in un sorso pieno e avvolgente.

 

A. A. Gewurztraminer ’15 – Hartmann Donà

Hartmann Donà conduce una manciata di ettari fra le colline sopra Merano e Cornaiano, dedicati ai classici vitigni atesini, soprattutto schiava e pinot nero, anche se non mancano varietà a bacca bianca. La grande esperienza maturata in più di vent’anni di attività ha portato ad Hartmann non solo la conoscenza del territorio e delle sue potenzialità, ma anche una sua personalissima visione del vino, nella quale eleganza, tensione e longevità sono qualità imprescindibili. Davvero interessante il Gewürztraminer, sapido, asciutto e teso, vive di un armonico equilibrio, pur rimanendo fedele all’esplosività aromatica del vitigno che si colora dei classici petali di rosa, contrappuntati da lievi accenni speziati.

 

A. A. Lagrein Urban ’14 – Cantina Tramin

La grande struttura cooperativa di Termeno gestisce per mano dei suoi 300 soci circa 250 ettari di vigneti che si distribuiscono quasi completamente nel territorio della Bassa Atesina, fra i villaggi di Termeno, Ora, Egna e Montagna. Grande attenzione al vigneto, con un percorso di rispetto per l’ambiente che ha portato a convertire al regime biologico e biodinamico una parte dei vigneti, lavorando per allargare a tutta la base questa cultura. In cantina Willy Sturz esalta le espressioni dei migliori vigneti in una gamma di vini di grande personalità. Il Lagrein Urban profuma di piccoli frutti di bosco, fiori appassiti e spezie, accompagnati dall’equilibrata nota vanigliata data dalla barrique, che anticipano una bocca di corpo e struttura, sorretta da una armonica nota tannica. Il finale, di nuovo affidato al frutto, è lungo e continuo.

 

A. A. Val Venosta Riesling ’14 – Falkenstein

La Valle Venosta, pur non avendo enormi estensioni vitate, offre un panorama vitivinicolo di alto profilo, disseminata di piccole ma importantissime aziende. Franz Pratzner è stato tra i pionieri di questa vallata, interprete che ha portato l’attenzione degli appassionati sul Riesling che proviene da questa calda zona. Vigneti scoscesi esposti a sud che, grazie all’altitudine, permettono alle uve di maturare con ricchezza di sostanze aromatiche e senza perdere freschezza. Ed è il caso delRiesling, il campione di casa Pratzner, un bianco che offre al naso profumi intensi di fiori e frutto bianco, con una profonda e ancora poco espressa nota minerale che spinge per emergere dal fondo. In bocca rivela un sorso pieno, teso e grintoso, dotato di una sana e irrequieta rusticità che dona tensione e carattere.

 

A. A. Santa Maddalena Cl. Rondell ’15 – Glogghof

L’azienda della famiglia Gojer ha sede a Santa Maddalena, completamente immersa nei vigneti ma a due passi dal centro di Bolzano. Nel maso Glögglhof Franz, Maria Luise e Florian trasformano le uve che giungono dai vigneti in una produzione fortemente legata alla tradizione ma con uno sguardo puntato al mondo. I vigneti si distribuiscono in quattro zone, attorno alla cantina le uve per i Santa Maddalena, nella piana di Gries, Rencio e nella zona di Ora quelle per i Lagrein e infine dai vigneti più alti di Cornedo all’Adige giungono le uve per i bianchi. Il cuore dell’azienda rimane però fedelmente legato alla schiava, e non poteva essere che il Santa Maddalena Rondell a conquistarci. Al naso si percepiscono intense note di piccoli frutti e spezie, mentre in bocca il vino colpisce per una spiccata sapidità che allunga il vino e ne rende entusiasmante la beva.

 

A. A. Pinot Grigio St. Valentin ’14 – Cantina Produttori San Michele Appiano

La Cantina di San Michele Appiano è un punto fermo per qualsiasi appassionato di vino, una realtà che ha contribuito in maniera determinante all’affermazione dei vini altoatesini negli ultimi vent’anni. Al timone, oggi come allora, Hans Terzer, kellermeister di indubbia competenza tecnica, capace di intuizioni e conoscenza del territorio che ogni anno si traducono in una gamma di vini che associano la qualità alla personalità. Frutto di vigneti di Appiano Monte che si estendono fino ai 600 metri di altitudine, il Pinot Grigio Sanct Valentin affina in piccole botti di rovere per circa un anno per donarsi intenso nelle note di fiori freschi e pera, con il rovere che appare sullo sfondo e ne allarga lo spettro. Bocca ricca, avvolgente e di grande sapidità, per un sorso pieno e appagante.

 

foto in apertura: Tenuta Hans Rottensteiner

 

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