Semplificazione normativa, spendere bene le risorse dell’Ocm vino, dedicarsi nuovamente al mercato domestico sono queste le tre cose urgenti da fare secondo Sandro Boscaini, presidente di Federvini, intervenuto in occasione dell’assemblea generale della federazione riunita a Roma per l’approvazione delle attività 2014.
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L’Italia e TTIP

Lo scenario di riferimento rimane quello di un export sostenuto, seppur con l’esigenza di conquistare nuovi sbocchi per il nostro vino. In questo senso sul tavolo ci sono alcuni importanti accordi di libero scambio in discussione che possono dare nuove opportunità alle aziende vinicole italiane. Ad iniziare dal TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) con gli Usa mentre è in attesa di ratifica l’accordo tra la Ue e il Canada per l’eliminazione delle barriere tariffarie ed è a buon punto quello con il Vietnam, paese considerato una base di partenza per avvicinarsi ai mercati del Sud Est asiatico. Quanto al difficile confronto sul TTIP, il presidente di Federvini ha osservato che “Il tema più delicato nell’ambito del negoziato con gli Stati Uniti riguarda la tutela delle indicazioni geografiche dove si assiste ad una forte resistenza da parte degli americani nel riconoscere il sistema europeo delle indicazioni geografiche e il loro legame con il territorio. Dobbiamo trovare una modalità di intesa per continuare nella discussione dell’accordo”.

L’Export

Nel 2014 le esportazioni di vini e mosti hanno confermato un andamento positivo sia in valore con 5 miliardi 281 milioni di Euro (+1% sul 2013) che in volume con 21 milioni 548 mila hl (+0,3%). Gli spumanti hanno registrato un trend di crescita importante sia in valore (+13,9%) che in volume (+18,2%): il Regno Unito è il mercato più premiante con aumenti in valore del 43,2% e in volume del 51,9% rispetto al 2013. Si registra una contrazione in volume e in valore delle esportazioni di acquaviti di vino mentre crescono gli aceti (+ 12,2% in volume e + 2% in valore). Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison e docente di Economia dell’Università Cattolica di Milano, commentando i dati ha osservato che “L’Italia per bilancia commerciale è seconda al mondo sia nei vini sia negli spumanti ed è prima nei liquori, nei vermouth e negli amari, nonché negli aceti. L’importanza dei vini e delle bevande alcoliche nell’export regionale e provinciale italiano è straordinaria. I vini sono la prima voce assoluta dell’export di 4 province e figurano tra le prime 10 voci di export in altre 13 province nonché, complessivamente, in ben 7 regioni”.

La burocrazia

Il 2015, dopo un 2014 di grandi incertezze e di contrazione di consumi, si è aperto in modo positivo lasciando ben sperare per il resto dell’anno. “Ma per dare un’ulteriore spinta al comparto” ha osservato Boscaini “occorre che il Governo e le Istituzioni vengano maggiormente incontro alle esigenze di semplificazione burocratica, da una parte, e di alleggerimento fiscale dall’altra”. L’eccesso di burocrazia riguarda l’enorme mole di comunicazioni preventive e successive alle operazione di produzione, ai controlli su Dop e Igp, alle duplicità di registri e documenti, digitali e cartacei, obbligatori, alle 20 autorità, scollegate tra loro, che hanno la potestà di effettuare i controlli. C’è attesa, da questo punto di vista, per il Testo Unico del Vino anche se si registra una scarsa concertazione sul documento. A proposito della recente approvazione da parte del Parlamento Ue della risoluzione sulla Strategia europea dell’alcol, la Federazione ha accolto con favore l’impianto complessivo del documento che mette bene in luce “il distinguo fra gli abusi ed il consumo ma vuole contribuire concretamente e direttamente alla promozione della cultura del bere consapevole e misurato, con interventi informativi ed educativi”.

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Le etichette

A questo proposito è stato annunciato un progetto di educazione dedicato agli operatori addetti alla somministrazione delle bevande alcoliche. Quanto all’applicazione del Reg. UE 1169/2011 sulle informazioni ai consumatori “Crediamo fermamente che informazioni relative ai rischi per la salute non passino attraverso le etichette” ha chiarito Boscaini, indicando i nuovi mezzi di comunicazione “il web e gli smartphone come validi strumenti per veicolare messaggi importanti al consumatore che devono entrare nell’orizzonte del legislatore”. La Federazione inoltre ha confermato l’interesse nei confronti dell’Expo considerandola una grande opportunità per valorizzare le eccellenze italiane.

a cura di Andrea Gabbrielli

Foto di apertura: Sandro Boscaini, presidente di Federvini