Un classico delle pause all'aria aperta? La pizza bianca con la mortadella: golosa e irresistibile in ogni momento della giornata, come spuntino, pranzo, o aperitivo. Fragrante e profumata conquista tutti. Ma come abbinarla? Abbiamo provato con bibite analcoliche e un paio di birre, per poi passare alla prova con bianchi, rossi e bollicine. La nostra conclusione? Con la pizza con la mortadella vince la semplicità. Voi che ne pensate?
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Difficile immaginare qualcosa di più buono di una profumata, invitante, croccante pizza e mortadella. È saporita, gustosa, morbida e fragrante insieme. In una parola è buona e dà soddisfazione. E poi le scelte per l’accompagnamento sono praticamente infinite… Si comincia dagli abbinamenti analcolici, con Gazzosa e Chinotto: poco convincenti, si prosegue poi con la birra Moretti Doppio Malto; un’unione piacevole e beverina grazie alla sua gentile luppolatura. Buona anche La Rossa della stessa azienda, bloccata solo nel finale dalla predominante nota fumé.

Funziona benissimo il Prosecco Extra Dry Strada di Guia 109 di Foss Marai, grazie al suo residuo zuccherino, che sposa la delicata dolcezza della mortadella con bell’equilibrio. Da Montefiascone ecco arrivare un classico: l’Est! Est!! Est!!! di Falesco, che trova subito l’aggancio perfetto con la mortadella: bocca calda ma pulita, armoniosa e pronta. Una sinergia perfetta, insomma. Il biancoVeneto Studio 2010 di Ca’ Rugate ha un finale troppo dolce mentre il Pecorino di Tiberio divide. Lascia la bocca troppo grassa l’incastro con il Circeo Bianco, il che ci fa riflettere su un particolare: la pizza con la mortadella vuole vini semplici che siano meccanicamente efficienti e non troppo corposi.

Da dimenticare – stranamente – l’abbinamento con un Lambrusco (il finale bocca è un po’ troppo spigoloso), mentre convince con la Barbera d’Asti la Crena 2009 di Vietti; la bocca rimane piena di frutto e la temperatura di servizio, piuttosto fresca, viene in aiuto. Stesso discorso vale con il Chianti Classico Riserva 2009 di Brancaia, anche se probabilmente un Chianti Classico d’annata avrebbe soddisfatto meglio le nostre richieste. Rimane sapido il palato con il Dolcetto di Dogliani Sup. Sirì D’Jermu 2009 di Pecchenino, che in abbinamento convince fino a un certo punto; meglio il Sangiovese di Romagna Redinoce ris. 2008 di Balìa di Zola, più magro rispetto ai precedenti, ma in equilibrio con il cibo. Un silenzioso accompagnatore: la Schiava Hexenbichler 2009 di Tramin abbinata alla nostra merenda, mentre sul filo di lana arriva una bottiglia che scombina il podio: la Bonarda Vigna delle More 2011 di Isimbarda, piacevole e aromatica, con una leggera nota tannica e una bella effervescenza che arriva a sgrassare il palato. Pensavamo sarebbe stato più facile, invece stabilire l’ordine dei migliori accompagnatori della pizza con la mortadella non è stato così im- mediato: Est! Est! Est!, Bonarda e Prosecco. Alla fine ha vinto la semplicità.

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a cura di Giulia Sampognaro