Il Governo è già in bilico e con lui, fatalmente, anche il Parlamento. Nell'incertezza generale vogliamo fare il punto sull'operato della compagine politica più giovane dopo qualche mese dall'inizio della legislatura, analizzandone le proposte e il loro grado di concretezza. Tema? agricoltura e vino. Intervista ai deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura a Montecitorio.
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La mia famiglia è originaria di San Casciano dei Bagni dove coltiviamo un ettaro di vigneto a Chianti Colli Senesi. Pur essendo un ingegnere meccanico, ho seguito le vicende del vino e ho pure partecipato a un corso per diventare cantiniere. Insomma nella vita non si può mai sapere, tanto che poi sono diventato deputato. Posso dire che le problematiche del settore (vinicolo) le conosco perché le ho vissute e non solo perché le ho lette nei libri”. L’on. Filippo Gallinella risiede a Perugia dove è stato eletto. Non molto tempo fa, a proposito della sua elezione, ha dichiarato ad un giornalista del Corriere dell’Umbria che “ai miei amici dico che dopo quello che mi è accaduto, non mi meraviglierei se il prossimo anno mi ritrovassi alla guida di un peschereccio a caccia di balene. Quando a casa mi arriva la posta con scritto ‘al dottor onorevole’, ancora mi ci viene da sorridere”. Lui è uno dei sette deputati grillini che seguono i lavori della Commissione Agricoltura della Camera. Gli altri sono Loredana Lupo, Silvia Benedetti, Chiara Gagnarli, Giuseppe L’Abbate, Massimiliano Bernini e Paolo Parentela. Tutti molto giovani, spiegano che “ Ci siamo divisi il lavoro per competenze o” racconta Silvia Benedetti “anche per feeling di argomenti”. Tra loro ci sono 2 agronomi, 1 biologo, 1 ingegnere, 1 forestale oltre ad un deputato calabrese che in virtù della sua provenienza, viene considerato esperto di agrumi e bergamotto. Il metodo di lavoro è quello del confronto e dello scambio di esperienze mentre molto spazio è dedicato all’ascolto e agli incontri con le delegazioni di agricoltori. Per conoscere quali fossero le priorità del M5S sul vino e dintorni abbiamo intervistato Gallinella, che al momento dell’intervista risultava sospeso dai lavori per aver manifestato sul tetto della Camera in difesa dell’art. 139 della Costituzione. Ecco le sue risposte.

Quali sono i vostri punti di riferimento ideali o culturali che ispirano la vostra politica sul vino? C’è qualche personaggio oppure qualche produttore particolare? Come elaborate la vostra linea?
Noi siamo stati eletti deputati perché delegati dai cittadini. Ciò vuol dire non tanto metterci il mio pensiero facendolo diventare la linea del M5S, ma nemmeno ci affidiamo al boss del vino del momento. Piuttosto ci mettiamo a tavolino con le associazioni di categoria e anche con i singoli produttori. Studiamo il problema, cerchiamo soluzioni, elaboriamo una linea condivisa sia sulle questioni di carattere generale che di impatto più locale. Noi vogliamo essere la rappresentanza dell’intero vino italiano e ciò vuol dire soluzioni condivise da tutti e non solo da un settore specifico.

Quali sono, a vostro giudizio, le priorità da affrontare nel settore viticolo ?
Prima di tutto aumentare le dotazioni per rifondere i danni subìti dagli impianti a causa di eventi naturali o calamità. Poi favorire la cooperazione e l’informazione tra produttori partendo dalle associazioni di categoria. Spingere perché l’Agenzia Ice sia più efficiente dal punto di vista del marketing e quindi nel sostegno delle nostre esportazioni. E ancora sburocratizzare le procedure, soprattutto quelle amministrative anche a fronte delle tante autorità di controllo. Si tratta di razionalizzare evitando le ripetizioni delle ispezioni così come la richiesta di documentazione, sbrogliando l’annosa questione delle competenze territoriali. Inoltre sui diritti d’impianto si tratta di capire come gestire il passaggio dall’acquisto all’autorizzazione.

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Noi” conclude Gallinella “abbiamo una situazione pedoclimatica favorevole, un patrimonio artistico ricchissimo, un agroalimentare che viene copiato in tutto il mondo e in più in questo così profondo momento di crisi, crescono solo il biologico e l’export di vino. Ci vorranno anni per risollevarci ma l’agricoltura è un settore economico importante che ci potrebbe permettere di uscire dalla crisi. Per questo va sostenuta”.
“Vaste programme”. Di sicuro qualche proposta concreta in più non guasterebbe e nemmeno un elenco così vago delle priorità da affrontare rispetto ai reali problemi del settore. Per essere la rappresentanza del vino italiano, ci vuole molto, molto di più.

a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 26 settembre. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E’ gratis, basta cliccare qui.