Una verticale di 8 annate di Custoza Superiore Ca’ del Magro della cantina Monte del Frà, che è tra i migliori interpreti del terroir con i suoi sessant’anni di esperienza sulle spalle.

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La ricchezza del suolo e la varietà dei vitigni sono la vera ricchezza di questa terra da vino in prossimità del Garda. La famiglia Bonomo con la cantina Monte del Frà è tra i migliori interpreti del terroir con i suoi 60 anni di esperienza sulle spalle. Il Custoza Superiore Ca’ del Magro è uno dei protagonisti della denominazione: base garganega e affinamento in acciaio per offrire tutte le potenzialità di un’uva che si identifica nel territorio. E che regge ottimamente alla sfida del tempo.

Il territorio

Quando al termine della glaciazione di Würm, circa 12.000 anni fa, i ghiacci si sciolgono e lasciano riaffiorare il territorio gardesano, il paesaggio che emerge non è molto differente da quello che possiamo ammirare oggi: siamo sulgrande bacino Benacense contornato a sud da cerchie di colline concentriche dal profilo dolce e delicato, con altitudini che superano di poco il centinaio di metri che lo cingono,un territorio su cui la vite trova dimora fin dai tempi più antichi. Questo è un areale di circa 1.300 ettari dedicati alla viticoltura con l’alternanza dei vitigni che costituisconola ricchezza del Custoza. Garganega, cortese, trebbiano toscano e trebbianello si alternano e contendono le migliori esposizioni, completati da presenze sempre più significative del Manzoni bianco che gradualmente avanza a scapito di riesling italico e malvasia.

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La cantina Monte del Fra

L’azienda della famiglia Bonomo è una delle più rappresentative della storica denominazione scaligera, forte di una presenza di sessant’anni sul territorio:dapprima con i fratelli Eligio e Claudio; oggicon i loro figli, Marica, Massimo e Silvia che, con incarichi diversi, ricoprono tutti i ruoli fondamentali dell’azienda, coadiuvati nella gestione tecnica dall’esperto Claudio Introini, valtellinese che una decina di anni fa è giunto in Monte del Frà con l’incarico di collaborare per il nascente progetto legato alla Valpolicella della tenuta Lena di Mezzo e innamoratosi perdutamente del Custoza e delle sue uve. La proprietà dei Bonomo è cresciuta nel tempo con l’acquisizione di numerosi vigneti attorno alla cantina, con estensioni che variano dalla manciata di ettari di Pezzarara ai più di venti di Montegodi, per poi allargarsi ai vigneti che si si dipanano lungo il corso del torrente Lena nel cuore della Valpolicella classica, nel comunedi Fumane. Oggi la proprietà conta su 140 ettari cui se ne aggiungono altri 60 in affitto per una produzione di circa un milione e mezzo di bottiglie.

Bottiglie di Custoza Superiore pronte per essere degustate

La produzione

Il forte legame con il territorio e i suoi vini ha fatto si che il cuore pulsante della produzione rimanesse però aggrappato alle tipologie più semplici e quotidiane, con Bardolino e Custoza che da soli rappresentano metà della produzione, lasciando la restante metà al progetto Valpolicella e ai vini che esaltano il rapporto fra viticoltore, vitigno e vigneto. Colombara, Ca’ del Magro e Scarnocchio sono etichette che rappresentano la punta di diamante dell’azienda, vini che interpretano alla perfezione il proprio questo legame, esplorando sentieri gustativi originali e di grande carattere. Fra questi spetta al Ca’ del Magro il ruolo di capofila, in virtù anche diuna nascita avvenuta più di venti anni fa. Si tratta di un Custoza Superiore frutto delle uve che provengono dall’omonimo vigneto adagiato sul versante meridionale dove si ergeil piccolo borgo di Custoza, esteso per una decina di ettari ripiantati per passi successivi negli ultimi trent’anni, per una produzione che oscilla, a seconda dell’andamento climatico dell’annata, fra le 60 e le 80 mila bottiglie annue.

Il lavoro in cantina

Nella cantina di via Custoza ogni varietà è lavorata singolarmente e solo nellaprimavera successiva alla vendemmia si comincia a ragionare sulla composizione del taglio che prevede sempre una predominanza della garganega (circa 40%) seguita da bianca fernanda (nome locale per il cortese) e manzoni bianco, con l’aggiunta in percentuali variabili di trebbiano toscano, trebbianello e chardonnay. Nei primi anni di produzione, alla fine del secolo scorso, parte del vino affinava in rovere, ma dalla vendemmia 2000 questi contenitori sono stati gradualmente sostituiti dall’acciaio, ideale per esaltare le doti di agilità, sapidità e tensione che contraddistinguono il sorso di questo bianco. Nei mesi successivi il vino rimane a riposare in vasche d’acciaio e, anche dopo l’imbottigliamento, rimane ancora in cantina per completare il percorso di affinamento in vetro, per poi essere immesso nel mercato di tutto il mondo.

Calici di Custoza Superiore

La verticale

Hanno partecipato alla degustazione: Gianni Fabrizio (curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso), Nicola Frasson (collaboratore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso), Marco Sabellico (curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso).

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Custoza sup. Ca’ del Magro ’15

La veste luminosa e brillante anticipa un’espressione aromatica giocata sulle note più fresche, con i fiori che abbracciano le note agrumate e di frutto a polpa gialla. La calda vendemmia è stata gestita con attenzione e il sorso si allunga rivelando potenza ma anche lunghezza e una progressione inarrestabile. A voler trovare un difetto… il vino è semplicemente troppo giovane, bisognerà attenderlo ancora per qualche anno.

Votazione: 93

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’14

Vendemmia diametralmente opposta, contraddistinta da un’estate fresca e molto piovosa. I suoi profumi spaziano dagli agrumi alle note di camomilla e fiori secchi, lasciando emergere una curiosa nota di radice di liquirizia. La fresca vendemmia si manifesta compiutamente al palato, dove il vino non indulge sulle note più piene e avvolgenti per esaltare invece la grinta e la sua straordinaria tensione acida e lunghezza. Sembra quasi che a identificare il vino emerga netta la matrice del riesling, progenitore del Manzoni bianco.

Votazione: 92

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’13

I profumi di questo bianco rimangono a lungo nascosti, quasi scontrosi, per poi liberarsi gradualmente e mettere in luce una grande freschezza, fatta di fiori, frutti a polpa bianca e, ancora una volta, agrumi. In bocca il vino si distende con grazia facendosi apprezzare più per l’eleganza che per la potenza.

Votazione: 92

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’12

Anche in questo caso il debutto aromatico è molto misurato, come se il vino volesse concedersi solo a chi ha la pazienza di attenderlo. Le note di una mineralità che ricorda la ghiaia si trasformano in un frutto maturo e solare, attraversato da affascinanti sfumature di fiori secchi. La bocca è asciutta e grintosa, molto sapida e dotata di un finale quasi tannico che contribuisce all’espressione finale rigorosa e ancora rigida.

Votazione: 90

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’11

Forse la versione più interessante, tra quelle mature, o forse è quella colta nel suo momento migliore. I profumi si dipanano lentamente al naso, al frutto maturo fanno eco note di miele e fiori secchi, con una profonda speziatura che guadagna il centro del palcoscenico. In bocca la corrispondenza aromatica è completata da un’intensa nota di macchia mediterranea che si esalta in un sorso solido, asciutto e di lunghezza interminabile.

Votazione: 94

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’10

Un’altra vendemmia piuttosto fresca ha contribuito a un profilo aromatico di grande personalità. Se le note di frutto maturo erano abbastanza prevedibili, è l’intensa screziatura di zafferano e liquirizia a lasciare sorpresi. Aromi che ritroviamo perfettamente espressi in un palato avvolgente e dinamico al tempo stesso, capace di allungarsi con leggerezza nel finale.

Votazione: 91

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’09

La calda vendemmia del 2009 ha donato a questo vino intense note di frutto esotico maturo, impreziosite dalla presenza dello zafferano, tipico della garganega che matura su questi suoli argillosi. Accanto ad essi anche un accenno d’idrocarburi, che anticipano la maturità del vino. In bocca questo Custoza riesce a far coesistere ricchezza ed agilità, carattere ed armonia, mettendo d’accordo tutti i degustatori.

Votazione: 93

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’08

In questo caso è la maturità dei profumi al centro dell’obbiettivo. Il frutto a polpa gialla appare dolce e succoso, affiancato da note di miele d’acacia e fiori secchi. In bocca tale maturità si mantiene predominante e il sorso è asciutto e di buon dinamismo.

Votazione: 87

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’07

Al naso si colgono nette le note di fiori secchi. Lentamente emergono sfumature affumicate e una vitale e grintosa nota minerale che tradiscono una minima presenza del rovere fra i contenitori di maturazione. In bocca emergono le erbe aromatiche e la macchia mediterranea, per un sorso di rara eleganza e tensione.

Votazione: 92

 

Custoza sup. Ca’ del Magro ’06

Rispetto alla vendemmia 2007 il rovere si fa un po’ più evidente e accompagna con dolcezza le note di frutto esotico maturo e miele, per un profilo caldo e avvolgente. In bocca sembra quasi un bianco del Rodano, giocato più sulla larghezza che sulla tensione, testimone di un momento storico in cui spesso il volume del vino era l’obbiettivo principale. Lunghezza e personalità non mancano, per un risultato comunque affascinante e solare.

Votazione: 90

 

Monte del Frà – Sommacampagna (VE) – strada per Custoza, 35 – 045510490 – montedelfra.it

 

a cura di Marco Sabellico

 

Articolo uscito sul mensile di giugno del Gambero Rosso

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