4 annate per due vini: Krug Vintage e Krug Grande Cuvée con vini base dello stesso anno. Una verticale di champagne ma anche una degustazione comparata per scoprire affinità e differenze tra i millesimati della grande maison e i loro fratellini meno blasonati.
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Krug Vintage è il racconto di un anno visto da Krug. Ci sono tante storie quanti sono i millesimati Krug, dicono alla Maison. E per capirlo meglio abbiamo assaggiato quattro Vintage, il 2003 ora in commercio, poi il 2000, il 1998 e il 1981 accanto… alle loro controfigure: i Grande Cuvée con vini base di quelle annate. Quale modo migliore per entrare nel Krug State of Mind?

Vintage 2003
Un’annata calda, con una gelata ad aprile che ha ridotto parecchio il raccolto. Poi un caldo precoce e tenace, che in alcune zone ha creato problemi di sovramaturazioni. Vendemmia anticipata al 23 agosto, finita a ottobre. Krug ha selezionato vini di grande equilibrio, potenti. Eccellenti pinot meunier (25%), buoni chardonnay (20%) e pinot nero eleganti.
Il vino si presenta assai ricco al naso, e spazia dai toni caldi di caffè a note più fresche e vitali d’erbe aromatiche, fino all’agrume. La bocca è sorprendentemente snella per l’annata, ma sempre nello stile “materico” di Krug. È vitale, cremoso, a tratti ancora tagliente, ma il frutto non manca e il finale è lungo, agrumato e minerale.

Grand Cuvée “Memoires”
Questo Champagne elaborato in gran parte con la base 2003 ha una bella risonanza sugli accordi fondamentali con il Vintage: ritroviamo le note calde di caffè tostato, nocciola, ma anche le erbe aromatiche, il fieno, un bello sviluppo al palato, snello e dinamico, e un bel finale sapido e fresco.

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Vintage 2000
Colore paglierino dorato, naso intenso, ricco di toni speziati, fitto, elegante, epitome del bouquet Krug, ha comunque intensità e ancora freschezza; al palato è ampio, voluminoso, riempie la bocca, con il suo nerbo, l’alcolicità ma anche con grande equilibrio, segnato da una fresca vena acida che porta l’agrume e il floreale in primo piano. Lunga vita davanti.

Grand Cuvée Richesse
Opulenza, ricchezza e nerbo in questa Grande Cuvée a base 2000, che si caratterizza per il bel nerbo acido evidente fin dai profumi, che in bocca è strutturato, salino, ricco di fragranze ed aromi mediterranei, ampio, appagante, vitale e generoso, e chiude su note di frutta a polpa gialla e grigliate.

Vintage 1998
Compaiono note di sottobosco, di humus, ma il naso è ancora vitalissimo e chiude su note giovanili d’agrumi, accanto a quelli canditi e ai toni più morbidi di vaniglia, pasticceria e biscotto. Al palato è carezzevole, carnoso, polposo, dalle intriganti nuances fumé. Mostra una bella architettura, poderosa nell’insieme, sostenuta da una fresca vena acida, che sorregge un frutto ancora integro e godibile. Ha nerbo e un lungo appagante finale di spezia.

Grande Cuvée Equilibre
Il colore è un paglierino dorato e brillante, la mousse cremosa, il naso delicato ed elegante, sottobosco anche qui con un tocco “champignonné”. Bocca assai vitale ed energica, con un’acidità ben dosata che regge un equilibrio armonico e saldo, dove le note tostate non coprono un frutto a polpa bianca ben presente, che lo rende tonico e vitale. Chiude lungo su toni d’agrume. La riprova che da Krug il non millesimato è una “Grande” Cuvée.

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Collection 1981
Siamo a 33 anni di vita. Fu un’annata difficile, con un raccolto minimo a causa dell’aborto floreale che falcidiò le rese. L’uva, però, era ottima. Fu elaborata, contrariamente al solito, una cuvée a maggioranza chardonnay. Il naso è morbido e suadente, si articola su note tostate, di brioche e vaniglia. Al palato fa mostra di struttura e pienezza, bel nerbo acido, e si sviluppa assertivo e armonico, grasso e polposo nelle note di frutto, per virare poi su nocciola, biscotto, caffè e in finale intrigante di rabarbaro. Affascinante.

Grand Cuvée Quatuor à cordes
L’epiteto l’abbiamo aggiunto noi. Questa Grande Cuvée basata su vini dell’81 (ma con contributi che risalgono fino al 1973) è nella sua “troisième plénitude”, l’età della maturità vera, e ricorda i dialoghi intimistici e visionari dell’ultimo crepuscolare Beethoven. Ha un colore dorato dai riflessi rame, un naso di miele e pasticceria, ma in bocca è denso, profondo, complesso, rischiarato a tratti da note fresche e vitali d’agrume. Di straordinaria sommessa armonia. Per gli appassionati. Per chi sa aspettare.

Se poi volete saperne di più c’è una novità che arriva direttamente fino a voi da Krug, passando attraverso lo smartphone. La prossima volta che stappate una bottiglia di Krug, vivete quest’esperienza fino in fondo, scaricate l’apposita App (c’è anche per Android e Google), registratevi e poi scansionate o digitate la sequenza numerica che compare dietro ogni bottiglia Krug dal 2011.
Noi l’abbiamo fatto con una Grande Cuvée in commercio al momento. Krug ID 412 050.
Sboccatura: autunno 2012
Vino più vecchio: 1990
Vino più giovane: 2005
Assemblaggio: 134 vini di 12 annate diverse

Eric Lebel racconta poi l’annata e la cuvée (molti chardonnay e pinot meunier di vecchie annate) e ci dice l’assemblaggio finale: 44% pinot nero, 37% chardonnay e meunier a completare. Oltre a leggere le valutazioni della critica internazionale, noi abbiamo inserito la nostra:
“Bere la Grande Cuvée al momento della commercializzazione vuol dire incontrare faccia a faccia il Fondatore: è la pura espressione dello spirito della Krug. Ricco, denso, consistente, fitto, dalle mille sfaccettature, ha potenza e suadenza allo stesso tempo, e sembra più spesso e saturo di materia di qualsiasi altro Champagne pur non perdendo nulla in eleganza e bevibilità. È Krug alla quintessenza. Spezie, miele, caffè, nocciola, brioche al naso, bocca potente, vinosa, armonica e fresca allo stesso tempo, incredibilmente appagante. Chiude scattante e vitale sull’agrume e sul frutto. Lunga vita davanti”.
Ma non finisce qui. Bere Krug è un’esperienza estetica. Anzi, sinestetica: ecco allora la playlist. Indossate le cuffiette e ascoltate i brani che in questo caso Khatia Buniatishvili, georgiana, astro nascente del firmamento pianistico contemporaneo ha scelto per voi: in questo caso il III movimento del concerto no. 5 op. 73 del sunnominato Ludovico Van, “Imperatore”. Non solo, trattasi di registrazione di pregio, ovvero di un master della RCA degli anni Sessanta, della serie Living Stereo. Chicago Simphony Orchestra diretta dal funambolico Fritz Reiner, con lo straordinario Van Cliburn al piano. Ogni nota del suo fraseggio risuona cristallina, tersa e chiara, ed è affascinante vedere il perlage della Grande Cuvée avvolgersi e inanellarsi fino alla superficie in perfetta simbiosi con la musica. Brava Khatia!
A seguire possiamo abbinare testi, foto e video a nostra scelta a questa esperienza. C’è una sezione di consigli sul bicchiere giusto, il servizio e lo stoccaggio del vino, e poi una sezione sugli abbinamenti gastronomici: condividiamo il suggerimento del tartufo nero in accordo con i sentori autunnali di questo grande vino. Dulcis in fondo il ricordo di un assaggio di Krug di una delle grandi firme del giornalismo enologico internazionale, l’australiano James Halliday.

www.krug.com

a cura di Marco Sabellico

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Articolo uscito sul numero di Agosto 2014 del Gambero Rosso. Per abbonarti clicca qui