Il metodo classico bresciano si è aggiudicato il titolo di Official Sparkling Wine dell’Esposizione Universale: 80 mila euro il valore dei brindisi che scandiranno il semestre. La grande occasione per rilanciare la Docg anche oltreconfine.
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FRANCIACORTA OFFICIAL SPARKLING WINE
Continua a delinearsi il puzzle Expo. Dopo la notizia dell’unico Consorzio – quello del Chianti Classico – che realizzerà il suo progetto finanziato dal Mipaaf, e l’annuncio degli otto milioni di biglietti già “staccati” per Milano, adesso si conosce anche il nome delle bollicine ufficiali dell’evento: quelle Franciacorta. Da maggio a ottobre 2015 al quartier generale di Milano per i grandi eventi ufficiali si stapperanno solo bollicine bresciane, che si sono aggiudicate il titolo di Official Sparkling Wine dell’Esposizione Universale. Insomma si brinda in casa. L’accordo nasce da un bando di gara del 2014, a cui, oltre al Franciacorta, aveva partecipato solo il gruppo Lunelli, Cantine Ferrari. Offerta vincente? Quasi mezzo milione di euro: 380 mila in denaro e 80 mila attraverso la fornitura di bottiglie. E, intanto, è arrivata anche la conferma dal Commissario Expo, Giuseppe Sala, che non ci saranno altre gare per altre denominazioni. Rien ne va plus, les jeux sont faits, e il metodo classico lombardo sarà l’unico vino a fare gli onori di casa. A questo punto è esclusa l’ipotesi di un altro spazio consortile da acquistare all’interno del Padiglione “Vino, a taste of Italy”: lo sforzo economico sarebbe davvero troppo.

OBIETTIVO: FAR CONOSCERE LA FRANCIACORTA
Ma ecco che dice la sua un soddisfattissimo Maurizio Zanella, presidente del Consorzio. Partendo da una considerazione: se il 2014 ha portato una crescita in volume e valore della denominazione anche all’estero, in generale il fenomeno Franciacorta non è ancora esploso oltre i confini nazionali, al contrario di altre bollicine italiane. Vedi su tutte il Prosecco. Quali sono allora le ricadute attese a fine del semestre? “Il nostro obiettivo durante Expo” risponde il presidente“è di portare i visitatori in Franciacorta a visitare, oltre che le cantine, il territorio. Il nostro prodotto negli ultimi tempi si sta affacciando sul mercato internazionale con successo e questo ci fa essere fiduciosi per il futuro. Dopo i sei mesi di Expo, ci aspettiamo naturalmente che ci sia maggiore conoscenza del vino e della nostra terra all’estero”. Come avverrà, quindi, la partecipazione delle aziende? “Abbiamo previsto un bollino Expo Milano 2015” continua “che sarà applicato insieme al bollino consortile, sulle singole bottigli e vendute durante i mesi dell’esposizione di Milano”. Niente bottiglia ufficiale del Consorzio, dunque. A farne una celebrativa, sarà, invece, la Guido Berlucchi, capostipite della denominazione Franciacorta. Per l’occasione la storica griffe lancerà tre Berlucchi ’61 – anno di nascita del primo Franciacorta – con il simbolo di Expo. Edizione limitata, ovviamente.

LE ATTIVITA’ COLLATERALI
Se questa è una faccia della medaglia, fatta di degustazioni, brindisi e anche vendite, dall’altra parte ci saranno una serie di attività collaterali promosse o sponsorizzate dal Consorzio.“Al momento stiamo definendo date e modalità degli eventi” ci dicono “sicuramente realizzeremo iniziative volte a incentivare l’afflusso dei turisti in Franciacorta e a promuovere il marchio sia a Milano sia sul territorio”. Un primo segnale delle attività che Franciacorta realizzerà per il grande evento espositivo è il sostegno alla mostra Il Cibo nell’Artecurata da Davide Dotti, in programma a Palazzo Martinengo a Brescia dal 24 gennaio al 14 giugno 2015. Senza perdere di vista gli impegni di cui il Consorzio è già da tempo promotore, come ad esempio il Piano Territoriale d’Area, sul tema della sostenibilità, che coinvolge 18 Comuni del comprensorio: “È un aspetto su cui stiamo lavorando perché lo riteniamo fondamentale per la cura dell’ambiente in cui operiamo, la qualità dei nostri prodotti e l’autorevolezza del nostro marchio”. Impossibile perdere l’occasione di Expo per andare avanti. Non si farà in tempo, invece, a inaugurare la nuova sede consortile per cui nel 2013 era stato emesso una bando di gara. Pratica congelata, quindi: “Al momento siamo concentrati sulla nostra partecipazione a Expo” spiegano “La nuova sede è un progetto che richiederà molto più tempo”.

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IL PORTALE DELL’ENOTURISMO
Inaugurata, però, la “sede virtuale”, il nuovo sito web www.franciacorta.net, un portale, opera dell’agenzia NT Next, molto foreign oriented, con una vasta offerta di itinerari a prova di enoturisti. Tema su cui insiste anche Cristina Ziliani dell’azienda Berlucchi: “Mio padre Franco, l’enologo che nel 1961 creò il primo Franciacorta ha sempre creduto nell’enoturismo, e sin dagli Anni Settanta apriva le cantine per visite guidate e degustazioni: l’itinerario includeva palazzo Lana Berlucchi, dimora Seicentesca di fondazione tardo medievale e nobile residenza di Guido Berlucchi. Attualmente riceviamo 12 mila ospiti all’anno, di cui il 15% dall’estero: il nostro obiettivo, in questo semestre irripetibile, è di ampliare notevolmente le opportunità di visita”.

I NUMERI
Ma andiamo ai numeri. Incoraggiante e proiettato verso il futuro il bilancio 2014 da poco approvato dal Consorzio, sebbene bisogna considerare che appena tre aziende sulle 109 della Docg fanno oltre il 50% del fatturato. Ovvero la Berlucchi, appunto, (quattro milioni di bottiglie), Ca’ del Bosco (1,5 milioni bottiglie) e Bellavista (con l’aggregata Contadi Castaldi (poco più di 1,5 milioni di pezzi). In generale la denominazione ha chiuso l’anno con un +10% rispetto al 2013, con oltre 15.4 milioni di bottiglie vendute, di cui 1.4 milioni all’estero (+12,8% rispetto al 2013). L’Italia, invece, è cresciuta del 9,7% nello scorso anno. In aumento anche il prezzo medio a bottiglia che nel 2013 era fermo a 12 euro franco cantina. Dal punto di vista dell’immagine, si stanno raccogliendo i primi frutti di un lavoro di anni: l’indagine di Astra Ricerche 2014 sgombra il campo da qualunque pregressa confusione tra bollicine: il 95% del campione intervistato sa identificare il Franciacorta e il 54% lo considera adatto per un regalo alla stregua di Brunello e Champagne. Per tutto il resto, adesso, c’è Expo.

a cura di Loredana Sottile

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 29 gennaio
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