Certificazioni: il Mipaaf riconosce le Camere come "autorità competenti"

22 Feb 2012, 16:13 | a cura di Gambero Rosso
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Meglio abbondare, come dice il proverbio. Non una sola lettera per rispondere alla DirAgri di Bruxelles e chiudere così definitivamente la "vexata quaestio" della certificazione dei vini Do (meglio: del diritto delle Camere di Commercio a certificarli anche senza essere accreditate come tutti gli altri enti di certificazione), ma due

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Una del Mipaaf (redatta dall'Icqrf e firmata dal suo ex-capo Giuseppe Serino) spedita da via XX settembre il 23 gennaio scorso, e l'altra del Ministero Sviluppo Economico, il ministero "forte" di Corrado Passera. Quattro pagine la prima, poche righe la seconda per dire all'Europa, che aveva fissato al 22 febbraio, cioè ad oggi, la dead line per rispondere alle sue osservazioni sul ruolo del sistema camerale nel settore della certificazione, una cosa sola e molto chiara: le Camere di Commercio
hanno caratteristiche diverse rispetto agli altri soggetti privati (una decina, da Valoritalia a Siquria), sono enti pubblici e quindi possono essere considerati tout court "autorità competenti" come lo stesso Mipaaf, l'Icqrf o i carabinieri del
Nas e dei Nac, e quindi non hanno bisogno di essere "validate" da Accredia (ente vigilato dallo Sviluppo Economico:ecco spiegata la lettera d'appoggio).

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C'è stato un errore, una piccola dimenticanza, ammette Serino nella sua lettera:pur essendo "autorità competenti" non le avevamo inserite nel Piano nazionale dei controlli 2011-2014, ma possiamo tranquillizzare Bruxelles con l'impegno ad apportare "le debite modifiche al Pin-Mancp" (testuale). La nota del Mipaaf, arrivata alla DirAgri pochi giorni fa attraverso il canale istituzionale del Ministero delle politiche europee, quasi prevedendo le obiezioni della DirAgri (ma come? prima le avete delegate - le Camere - come tutti gli altri organismi di certificazione e ora le designate come "autorità competenti"?) chiarisce che nel piano dei controlli "si eliminerà qualsiasi riferimento alla delega".

 

Come a dire, la partita è chiusa - le Camere sono un'altra cosa rispetto ai Siquria, Valoritalia, Ismecert e a tutti gli altri enti "delegati"(e autorizzati con decreto, come prevede il dl 61) - e Bruxelles non può più intervenire. Aveva scritto il 21 dicembre scorso: "sarebbe opportuno modificare il Piano dei Controlli" e il Mipaaf (d'accordo con lo Sviluppo Economico) l'ha accontentata. A UnionCamere, ovviamente, esultano. Il presidente Ferruccio Dardanello dichiara: "Eravamo certi che il governo italiano avrebbe convinto Bruxelles. Il Mipaaf ha fatto ottimamente la sua parte. E' una vittoria del Paese".

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Ma è davvero una vittoria? Cambiare il Piano nazionale dei Controlli sarà più difficile di quanto si immagini.Ne riparleremo.

 

di Giuseppe Corsentino

22/02/2012

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