Buone chance di qualità per i rossi in Sardegna e Puglia. Anticipi in Irpinia e Chianti. Quantitativi in crescita e dita incrociate contro la grandine. La prima parte del sondaggio del Gambero Rosso sullo stato di salute dei vigneti riguarda il Centro-Sud.

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A giudicare dalle premesse, l’Italia centro-meridionale potrebbe spuntare un’ottima annata e con quantitativi superiori allo scorso anno. Luglio è un mese importante, certamente non l’unico, per determinare una stagione, e questo sondaggio del Gambero Rosso, effettuato coinvolgendo, a campione, varie regioni, ci restituisce un Centro-Sud dal clima certamente caldo, viste le temperature registrate fino a questo momento, ma quasi esente da quelle fitopatie che erano state uno dei problemi principali dello scorso anno, caratterizzato – lo ricordiamo – da piogge frequenti, che avevano interessato in primis il Nord (oggetto del prossimo sondaggio), ma anche molte aree vitate al di sotto del 43° parallelo. Oggi, dalla Puglia alla Toscana, dalle Marche alla Calabria, i produttori sono soddisfatti e confidano in un agosto senza scossoni, con poche piogge e soprattutto senza grandine, per mettere in cantina un’annata da ricordare.

 

Sardegna

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In questa regione, lo scorso anno si è raccolto meno e Gigi Picciau, che guida il Consorzio vini di Sardegna, parla oggi di “vigne in salute, molto belle, con previsioni di raccolta superiori al 2014. Il mese di luglio è critico” osserva “perché è il momento di crescita degli acini, che potrebbero essere limitati dall’eccesso di calore. Nel cagliaritano abbiamo avuto la grandine in zone come Parteolla e bassa Trexenta, qualche attacco di oidio, ma in generale potrebbe essere un’annata da grandi rossi, rispetto al vermentino”. Sempre nell’Isola, ma a Nord, il principe dei bianchi, il Vermentino Docg, è in fase di invaiatura. Dino Addis, enologo di Cantina Gallura e presidente di Assoenologi Sardegna, descrive uno “stato di salute generale buono, con meno trattamenti antiparassitari rispetto al 2014”. Merito delle alte temperature che potrebbero, tuttavia, presentare il conto: “Il gran caldo nei vigneti con irrigazione potrebbe portare a maturazione anticipata, mentre, nei casi di vigneti non irrigui, le radici delle piante potrebbero andare in pausa fino a nuove piogge. Ma attenzione: nella successiva fase di maturazione non si devono superare 25 gradi notturni. Altrimenti si perdono zuccheri, acidità e, quindi, gli aromi”.

 

Sicilia

Dopo un’estate tra le più fredde degli ultimi 40 anni, come la 2014, per la Sicilia le prospettive sono decisamente migliori. Il recente cda del Consorzio Doc Sicilia, presieduto da Antonio Rallo, ha fatto il punto: “Sono buone le prospettive sulla quantità, nel senso che passeremo dai 42 ettolitri medi per ettaro dello scorso anno a sfiorare i 50 hl per ettaro. Ovvero” spiega “una raccolta di quasi 5 milioni di ettolitri compresi i mosti. A beneficiarne sarà per primo il nero d’Avola. Qualche calo produttivo si potrebbe avere nei vigneti non irrigui. Sulla qualità, i produttori sono molto soddisfatti, per l’assenza di fitopatie. Occorrerà un agosto non caldissimo per portare a casa uve in condizioni ottimali. Anche se è presto per dirlo”. Intanto, i giochi sono praticamente fatti per le uve precoci, pinot e chardonnay: “Si inizieranno a raccogliere il primo agosto”.

 

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Calabria

Risalendo lo Stivale, nei circa 2.500 ettari del Consorzio Dop Terre di Cosenza sui circa 7 mila complessivi in provincia, la situazione appare ottimale soprattutto per il vitigno magliocco, secondo un recente monitoraggio: “Prevediamo un netto aumento dei raccolti sul 2014” dice il presidente Demetrio Stancati “perché finalmente, dopo una primavera piovosa, abbiamo vigneti molto verdi, uve sane senza attacchi di funghi. Insomma, è un’estate meridionale, rispetto al luglio 2014 che fu piovoso. Inoltre, grazie agli sbalzi di temperatura nelle zone sopra 500 metri, con 36 di massima e 18 di minima, ci aspettiamo delle buone curve aromatiche per i nostri vini. Naturalmente, facciamo gli scongiuri perché dopo i caldi eccessivi può arrivare la grandine”.

 

Puglia

Spostandosi in Puglia, nel Salento, dopo un’annata molto difficile come la 2014 per fitopatie e calo produttivo, oggi la situazione è ben diversa: “L’uva è in condizioni ideali” spiega Damiano Reale, che guida il Consorzio Salice Salentinoe grazie a un clima eccezionale, nei nostri duemila ettari, abbiamo una vegetazione rigogliosa e un carico non eccessivo sul negroamaro, che ci porta a dire che l’annata sarà buona, intorno a 100/110 mila quintali di Doc, con una qualità alta. Il gran caldo non spaventa: “In terreni non fertili è probabile l’uso dell’irrigazione di soccorso. In ogni modo, speriamo che luglio si chiuda senza piogge, assieme alla prima settimana di agosto e che i venti freschi di tramontana proseguano il loro lavoro. L’annata dovrebbe essere buona”.

Situazione analoga, e promettente, nella zone delle Murge e nord Barese. Per Francesco Liantonio, presidente del Consorzio Castel del Monte, ci sono condizioni ideali: “Maturazione nei tempi giusti come non accadeva da anni, equilibrio tra l’acqua della primavera e il caldo estivo, una costante ventilazione fresca nelle colline, microclimi perfetti. I risultati sono ottimi. Se si continua così, rischiamo di ricordare il 2015 come annata molto positiva”. Una sorta di riscatto sul 2014: “Lo avremo anche sul fronte delle quantità. Raccoglieremo a fine agosto i primi bianchi fino alla prima decade di settembre, poi il bombino nero e, a seguire, il nero di Troia ai primi di ottobre. Speriamo in un agosto caldo e ventilato, con escursioni termiche”.

 

Campania

Nella patria di Fiano, Greco e Taurasi, il Consorzio vini Irpinia parla di annata con notevoli somiglianze rispetto al 2011 e 2012: “Lo scorso anno è stato caratterizzato da molta pioggia e dalle avversità, con la peronospora che ha distrutto in alcuni casi interi vigneti, provocando un calo produttivo. Quest’anno i viticoltori sono stati più attenti, sono intervenuti in tempo contro le fitopatie, a volte con più trattamenti del 2014, e oggi non registriamo attacchi”, spiega l’agronomo Mirco Colella. “Il caldo incessante e l’assenza di piogge stanno provocando qualche sofferenza ai giovani impianti che hanno radici non ancora profonde: si interverrà con l’irrigazione. Sul fronte quantitativo, ci sono vigne con molta uva, altre con carichi medi; l’aglianico è abbondante e in alcuni casi occorrerà un diradamento”. Il vigneto irpino è nella fase di chiusura grappolo e invaiatura. E i produttori, considerato il gran caldo, sono preoccupati per eventuali grandinate. Se le condizioni meteo non subiranno stravolgimenti, la raccolta è prevista in anticipo di dieci giorni e, per avere un’annata ottimale, il caldo dovrà attenuarsi ad agosto “altrimenti” avverte Colella “avremmo concentrazioni eccessive di zuccheri e, quindi, di alcol in bottiglia”.

 

Abruzzo

Per le Dop abruzzesi l’andamento climatico favorevole di quest’anno prospetta finora una qualità elevata e un +5% in quantità, vicini alle medie storiche. Maurizio Odoardi, responsabile dell’Ufficio vitivinicolo della Regione Abruzzo parla di “stato sanitario ottimo per uve e vigneti, con pochissima peronospora e poco oidio. La qualità attesa è sicuramente alta e si prevede il top di gamma un po’ su tutte le uve”, a cominciare dal montepulciano e trebbiano. In relazione alle alte temperature di questi giorni, il monitoraggio dei vigneti rileva un “rallentamento e uno stop vegetativo abbastanza graduale, con qualche sintomo fogliare ma finora nulla d’importante, con le pergole che proteggono bene la produzione dalle radiazioni dirette”. In alcune località, come nella bassa collina e nelle valli delle province di Chieti, Pescara e Teramo, la vendemmia sarà leggermente in anticipo. Chardonnay e pinot si raccoglieranno subito dopo ferragosto.

 

Umbria

Le piogge dello scorso autunno e della primavera stanno dando anche all’Orvieto l’ossigeno giusto per non mettere in difficoltà i vigneti. Come riferisce Enzo Barbi, presidente del Consorzio, oggi “nei nostri 2.100 ettari ci sono le giuste risorse idriche, l’uva è sana e la fase di crescita procede con un anticipo vegetativo di una settimana. È chiaro che i prossimi quaranta giorni saranno decisivi e vedremo come evolverà il clima. Certo, se si continua con queste temperature fino ad agosto potrebbero esserci dei problemi. Sta di fatto che la situazione rispetto al 2014 è totalmente differente: un anno fa eravamo molto preoccupati, oggi siamo molto fiduciosi”.

 

Marche

Angela Velenosi, presidente del Consorzio vini Piceni, non ha dubbi: “Ci sono tutti i presupposti per una grande annata. La piovosità dei mesi primaverili e il caldo di questo inizio estate lasciano ben sperare. Eventuali malattie sono state scongiurate e agosto dovrebbe essere caldo, con buone escursioni termiche, e poca pioggia subito dopo la raccolta delle uve precoci, per le basi spumanti, che è prevista per i primi dieci giorni di agosto”.

 

Toscana

I viticoltori del Chianti lo scorso anno ricordano bene le bizze di un sangiovese carico d’acqua per le piogge. “Quest’anno invece ci sono tutti i presupposti per una grande annata”, afferma senza paura di smentite Giovanni Busi. Per il presidente del Consorzio del Vino Chianti il gran caldo non sta influenzando il vigneto: “Ricordo che veniamo da due anni di piogge insistenti e ora le falde freatiche sono piene. Quindi non ci sono problemi. Le uve sono in una condizione ottima, senza oidio. E se si continua così potremmo anche raccogliere in anticipo di una settimana, intorno al 20-25 settembre. L’invaiatura è prevista a luglio, mentre negli anni passati è stata ad agosto”. Più fortunati gli areali collinari (più argilla) con temperature più basse di chi sta in pianura e ha terreni più sciolti e sabbiosi. La quantità è attesa in linea con il 2014, senza grandi exploit: “In vigna c’è equilibrio. Speriamo non arrivi la grandine”. Nell’area della Docg Chianti Classico, secondo l’enologo Franco Bernabei, si respira un’aria positiva: “Siamo nella fase di pre chiusura del grappolo, con uno stato di salute dal buono all’ottimo. Il vigneto del Gallo Nero non è in sofferenza, c’è una sufficiente riserva idrica e buone escursioni termiche. Prevediamo un raccolto stabile sul 2014, che per il sangiovese potrebbe iniziare a metà settembre. Ci auguriamo semplicemente l’arrivo di una leggera pioggia a cavallo tra luglio e agosto a rinfrescare le chiome. Sarebbe l’ideale”.

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 16 luglio.

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