Vendemmia 2015: condizioni ideali in Alto Adige, Collio e Cinque Terre. Confermato il recupero in quantità per Prosecco, Romagna e Trentino. Anticipo di vendemmia per l'Asti. Amarone record.

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I produttori del nord Italia ricordano bene il luglio 2014 quando, come molti raccontano, a causa delle piogge continue “non si riusciva a metter piede in vigna”. Ora che, invece, sotto le scarpe il terreno non cede, tra i filari si cammina agevolmente e si osserva una situazione ribaltata rispetto allo scorso anno. Come per il sondaggio a campione sul Centro-Sud della scorsa settimana, anche il Settentrione registra una condizione promettente: poche fitopatie, bassa umidità, scarsità di piogge bilanciata quasi ovunque da sufficienti scorte idriche nei terreni. Insomma, un’annata al rialzo sia dal punto di vista quantitativo sia sul fronte della qualità. A partire dalla prima regione produttrice.

 

Veneto

A guidare il recupero, potrebbe essere proprio il mega distretto del Prosecco, che nel 2014 aveva visto scendere le rese in media del 10%. Nell’area della Doc, che comprende i circa 20 mila ettari distribuiti su nove province tra Veneto (16.500 ha) e Friuli Venezia Giulia (3.500 ha), le “condizioni climatiche sono ottimali, rispetto a piogge, grandine e peronospora che sono stati i segni distintivi della campagna 2014” riferisce l’enologo Andrea Battistella, responsabile tecnico del Consorzio Doc Prosecco: “A parte la tromba d’aria e la grandinata sul Brenta, che fortunatamente hanno solo sfiorato i vigneti, osserviamo uno sviluppo delle uve nella media delle ultime annate. Siamo in fase di invaiatura del pinot grigio, ciò significa che tra 40-45 giorni potremmo vendemmiare, poi toccherà alla glera. Il gran caldo ha provocato qualche episodio di crisi idrica, soprattutto nei terreni ghiaiosi dell’area delle Grave, in Friuli. Nel complesso, è un’annata che può esprimere buona qualità. L’altro Prosecco, area Docg Conegliano-Valdobbiadene (6.500 ha), è in fase di inizio invaiatura per il vitigno glera: “Lo stato fiosanitario è ottimale, con un progresso fenologico favorito dall’assenza di piogge”, rileva Filippo Taglietti, tecnico del Consorzio. “C’è qualche segnale di sofferenza nei giovani vigneti più assolati e ci stiamo attrezzando per l’irrigazione, anche se dovrebbe arrivare la pioggia”. Sul fronte quantitativo, dopo il -10% del 2014 si prevede un al rialzo. La vendemmia non partirà prima del 7-10 settembre. Decisive le prossime settimane per la qualità: “Senza piogge bisognerà evitare che l’uva venga ‘cotta’ dal sole; con pioggia e temperature sui 30 gradi” conclude “l’annata potrebbe essere eccellente”.

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E se per l’Amarone della Valpolicella si attende un anno record sui volumi, un anticipo di 10 giorni e una qualità stimata dal Consorzio tra ottimo ed eccellente, la Doc Soave da ben due anni sperava in una situazione “di normalità”. I tecnici del Consorzio parlano di stato sanitario delle uve “molto buono, con peronospora ben gestita e qualche preoccupazione per l’oidio, viste le alte temperature dei giorni scorsi”. Qui l’alternanza di sole e piogge pomeridiane fino a metà luglio “ha permesso di ridurre gli interventi fitosanitari, consentendo un ottimale sviluppo dei grappoli. Con queste premesse, se la stagione dovesse evolvere positivamente, si comincerà la raccolta nella prima decade di settembre con gradazioni sicuramente più interessanti del 2014”. Il raccolto è previsto il linea col 2014: “Attendiamo una rivendicazione a Doc attorno ai 500 mila ettolitri”.

 

Friuli Venezia Giulia

Robert Princic, che guida il Consorzio vini del Collio, descrive una situazione molto promettente sui 1.500 ettari vitati: “L’annata è stata regolare, con giuste temperature e piovosità, una buona ventilazione. Il livello sanitario delle uve è molto buono e sul fronte quantitativo c’è grande equilibrio. La grandine ci ha toccato in piccola parte (Pradis-Cormons: ndr), senza fare grossi danni e speriamo non arrivi ora”. La raccolta potrebbe iniziare tra 1 e 10 settembre.

 

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Alto Adige

Il Sudtirolo, dopo un 2014 avaro, dovrà fare i conti con un nuovo calo produttivo (pari a circa 10%) per i problemi provocati alla fioritura di quattro vitigni (merlot, gewurztraminer, chardonnay, sauvignon) da un fungicida di produzione tedesca. E mentre i periti contano i danni, il presidente del Consorzio vini Alto Adige, Max Niedermayr, nutre speranze di un 2015 positivo: “Mancherà un po’ di quantità, ma siamo di fronte a un’annata buonissima sul fronte qualitativo. Il clima è stato favorevole perché, nonostante il caldo, l’aria è stata sempre secca, non afosa. Abbiamo affrontato lo stress idrico con l’irrigazione. L’importante è che le temperature non restino alte”. La vendemmia è in anticipo di oltre dieci giorni: si parte ai primi giorni di settembre con chardonnay, poi pinot bianco e pinot grigio.

 

Trentino

Dovrebbe tornare su valori normali la produzione di uve, secondo il Consorzio vini del Trentino. “Nel 2014 è stato raccolto un milione di quintali di uve, e quest’anno stimiamo un 5-10% in più”, fanno sapere. “Ottimo lo stato fitosanitario e una stagione particolarmente asciutta ha evitato l’insorgenza di attacchi fungini. C’è qualche criticità sul fronte idrico per alcuni vigneti non irrigabili”. La raccolta dovrebbe iniziare con lo chardonnay il 20 agosto: “Si può ipotizzare un’ottima qualità sia per le bianche sia per le nere e confidiamo” conclude il Consorzio “in una normalizzazione delle temperature, con qualche pioggia per riequilibrare il fabbisogno d’acqua”.

 

Lombardia

Il nord della regione, come sempre, è più indietro dal punto di vista vegetativo rispetto ad altre aree. Nel microcosmo viticolo della Valtellina, la vendemmia non inizia prima del 5-10 ottobre. Il Consorzio (900 ettari) presieduto da Mamete Prevostini sconterà qualcosa per via della recente grandinata che ha colpito la parte ovest, tra Berbenno e Traona, con danni stimati tra 10% e 30%. “Per il resto, lo stato di salute delle uve è abbastanza buono” spiega Prevostini “e oggi osserviamo un buon carico sulle piante, senza eccessi. È prematuro per noi parlare di qualità, visto che molto si determina tra settembre e ottobre. Il caldo è stato abbondante ma la pianta non ne sta risentendo. L’andamento climatico ricorda il 2003 e se dovesse continuare il caldo, potrebbe essere una vendemmia anticipata”. Una raccolta prevista in recupero, rispetto allo scorso anno (circa 20 mila quintali), quando diversi produttori declassarono o non produssero i cru da nebbiolo: “Pensiamo” conclude “di riuscire a colmare questo gap col 2015”.

In Franciacorta, dove la vendemmia partirà nella prima decade di agosto (con pinot e chardonnay nei vigneti del Montorfano), Silvano Brescianini, vice presidente del Consorzio, parla di annata promettente: “C’è equilibrio, abbiamo avuto piogge a maggio e giugno che hanno garantito una riserva idrica sufficiente, ma c’è anche qualche sofferenza sui vigneti giovani su terreni sciolti. Molte aziende hanno risposto al caldo conservando la copertura fogliare. Lo scorso anno, invece, il problema era inverso: c’era poco sole. L’annata 2015 dipenderà da quello che accade nelle prossime settimane. Se agosto non darà piogge potrebbe anche complicarsi, ma siamo ottimisti”.

 

Piemonte

Nel 2014 ci chiedevamo se avremmo vendemmiato, mentre il 2015 è l’altra faccia della medaglia”. Così Lorella Zoppis presidente del Consorzio Nebbioli Alto Piemonte che ha eseguito un monitoraggio coi tecnici Michele Colombo e Michele Vigasio. “Stagione partita con anticipo vegetativo di almeno due settimane e ora rallentata, per caldo e assenza d’acqua, con stress idrico limitato però all’alta collina”. Si aspetta la pioggia ma “i vigneti sono quasi ovunque in ottime condizioni”. Sul fronte produttivo, i nebbioli sono “carichi con buona quantità d’uva, però già equilibrati, al punto da non richiedere diradamenti pesanti. Bene la Vespolina”. In conclusione, il periodo non è facile ma “se la stagione sarà nella norma la potenzialità qualitativa non sarà compromessa”.

Più a sud, nella macrozona dell’Asti, il Consorzio di tutela registra un germogliamento e di un’invaiatura precoci, che determineranno una “annata anticipata”, come spiega l’agronomo Daniele Eberle, impegnato anche nel monitoraggio di flavescenza dorata e drosophila suzukii: “Una settimana di anticipo ci porterà a raccogliere a fine agosto. A oggi, le uve moscato sono generalmente in salute, tranne alcune zone ai margini della denominazione, dove le piogge del 13 e 16 giugno hanno causato forti infezioni di peronospora. Tuttavia, non pensiamo che la qualità generale potrà risentirne”. Situazione nella media per le quantità, con 1,3 grappoli per germoglio: “Significano una condizione d’equilibrio”. Ma come non dovrà essere agosto? “Se piove tanto” dice Eberle “potremmo avere un aumento produttivo ma allo stesso tempo un decadimento della qualità, con marciumi. Se farà molto caldo potremmo avere perdita di peso. Prevediamo una vendemmia precoce e buona sia in qualità sia in quantità”.

 

Liguria

Cinque Terre. “Siamo in una condizione diametralmente opposta a quella del 2014” evidenzia Matteo Bonanini, direttore della Cantina Cinque Terre. Il territorio spezzino, da un lato, confida in un “raccolto abbondante grazie all’assenza di fitopatie e a uve che si presentano sane”; dall’altro lato, teme per la perdurante siccità: “I produttori sono preoccupati, soprattutto chi è più vicino al mare dove è più difficile irrigare”. Di sicuro, sarà un’annata di grande ripresa per lo Sciacchetrà, il passito ligure che ora ha anche un Consorzio: “Lo scorso anno ne abbiamo prodotto 810 litri rispetto a una media di 2.500/3.000 litri annui. Stavolta le cose andranno diversamente”.

 

Emilia Romagna

Nelle province di Modena e Reggio Emilia, zona lambrusco e dintorni (16 mila ettari totali, 70% a Lambrusco), l’umore dei produttori è decisamente più alto rispetto a un anno fa. I Consorzi fitosanitari delle rispettive province, diretti da Anselmo Montermini, registrano un anticipo vegetativo quasi senza patologie: “Solo qualche episodio sporadico: stiamo tenendo d’occhio la tignoletta, mentre per quanto riguarda i lambruschi c’è una recrudescenza della flavescenza dorata, più su impianti giovani. Ed episodi di mal dell’esca sulla varietà Salamino. Inoltre, il caldo umido potrebbe provocare nebbie mattutine e favorire l’oidio”. Sul fronte quantità, si stima un lieve aumento sul 2014, anche se è questa la fase critica: “Abbiamo suggerito ai produttori di prevedere un’irrigazione per evitare stress idrici; operazione da fare subito, perché tra 15 giorni potrebbe provocare danni”. La raccolta è prevista a primi di settembre. Nell’est della regione, c’è attesa da parte dei produttori del Consorzio vini di Romagna, perché “le condizioni appaiono ideali”, osserva il presidente Giordano Zinzani: “Dopo le difficoltà per le troppe piogge e un -6% medio a volume registrato in tutta la regione nel 2014, con punte del -10% a Ravenna e del -20% nell’area di Forlì-Cesena, stimiamo un 2015 in recupero di circa 15%. Invece, finora tutto sta andando alla perfezione: buona primavera, riserve d’acqua e raccolta prevista intorno al 20 agosto”: chardonnay, seguito da pinot bianco, poi albana e merlot a settembre e, infine, sangiovese.

 

In conclusione, se il trend dei due sondaggi a campione del Gambero Rosso sarà confermato, con tutte le cautele del caso, la produzione di vino italiana nel 2015 dovrebbe risalire rispetto ai 44,73 milioni di ettolitri del 2014 (mosti compresi; dati Agea). Non ci sarà il boom delle quantità, ma certamente un recupero nei volumi e le premesse per una qualità dal buono all’ottimo. E, poi, tutto questo vino andrà venduto bene sui mercati. Ma questa è un’altra storia.

 

a cura di Gianluca Atzeni

foto: Pergola presso Merano. EOS_FlorianAndergassen

Per leggere Come sarà la vendemmia 2015 vol. 1. Il Centro-Sud clicca qui

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 23 luglio.

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