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La cuvée dedicata alla Signora dello Champagne è il fiore all'occhiello della storica Maison Pommery. Fondata nel 1836, ospita una delle più

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scenografiche cantine della Champagne. Oltre cento gradini conducono trenta metri sotto terra, tra crayeres, sculture e installazioni d’arte per un totale di 18 chilometri di gallerie dove riposano 25 milioni di bottiglie, l’intera produzione della Maison. 

 

Le uve che danno vita alla Cuvée Louise provengono da tre territori Gran Cru: Avize e Cramant per lo chardonnay, Ay per il pinot nero. Prodotta solo nelle annate ritenute particolarmente felici, con rese estremamente basse, e un lungo affinamento sui lieviti: 8 anni nelle cave di gesso della Maison. Poi, dosaggi minimi; fu proprio Madame Luoise Pommery – era il 1874 – a dettare una nuova linea quando chiese al proprio enologo: “Desidero un vino che sia il più secco possibile, ma al tempo stesso morbido, amabile, vellutato e armonico”. Una rivoluzione, se pensate che al tempo lo champagne era dolce, consumato solamente a fine pasto.

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E’ lo chef de cave della Maison di Reims, Thierry Gasco, a introdurci in questa verticale organizzata da Vranken Pommery Italia. Siamo all’interno di Villa Domi di Napoli. Sulle colline del Vomero. Un luogo che ci rimanda dritti al Settecento, con vecchie carrozze all’ingresso e una vista sul porto che mangia le parole. Ogni millesimo è abbinato a un piatto pensato ad hoc. Cinque annate, quattro chef stellati. Prima di partire, ecco il millesimo oggi in commercio.

 

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Cuvée Louise 1999

89/100

La prima sensazione è delicatamente tostata, con sensazioni di cioccolato bianco e nocciola. Poi spazio ai piccoli frutti rossi e un tocco d’agrumi. Per un quadro olfattivo ricco e piuttosto sfaccettato. L’attacco al palato è preciso, il sorso pieno ma anche grintoso. C’è un buon supporto acido e un tocco appena boisé che ci accompagna in uno sviluppo gustativo lungo e continuo. Finale d’impronta minerale.
Abbinamento: Millefoglie di capasanta con ricotta fumé, misticanza di erbe e ricci crudi (Chef Andrea Migliaccio); Calamaretto ripieno di ricotta e noce moscata (Chef Alfonso Caputo); Perla di gamberi crudi su agrodolce di limoni e arance (Chef Antonio Mellino); Mousse di tonno con gelatina di cedro
(Chef Ernesto Iaccarino)

 

 

Cuveé Louise 1996

92/100

“Tra vent’anni sarà ancora più buono”, commenta Thierry Gasco. Gli diamo credito, ma perché aspettare tanto? Già ora è un gran bel bere. Thierry definisce la 1996 come l’annata dei due 10: ovvero 10 gradi di alcol potenziale e 10 grammi di acidità per litro. Un dato mai visto in Champagne. Difficile aggiungere altro per un millesimo che, puntualmente, s’impone sugli altri. Prime sensazioni sono di cedro, fiori bianchi, gesso. Al palato sfodera una compattezza pazzesca, un nerbo acido vibrante e un allungo salino ricco di profondità e sapore. Instancabile.

 

Abbinamento: Gelato di anguilla, caviale Oscetra, pasta ai sentori di rosa con salsa vegetale e tuorlo d’uovo biologico (Chef Ernesto Iaccarino). Le sensazioni iodate del pesce vanno a braccetto con gli elementi minerali e la vivace acidità del millesimo.

 

 

Cuvée Louise 1995

91/100

Il 1995 è al suo massimo splendore. E’ stata la prima annata con la mano di Thierry. Riflessi dorati e un timbro speziato che ci rimanda a sensazioni di zafferano, poi miele e frutta matura. Il perlage è particolarmente fino, cremoso, per un palato avvolgente, succoso. Regala sensazioni tattili vellutate, in una parola, elegante. Finale compiuto, armonico, molto persistente.

 

 

Abbinamento: Spaghetti aglio e olio con la seppia e le sue uova (Chef Alfonso Caputo). Si esalta il profilo speziato dello champagne, che ravviva il sorso e riesce a bilanciare l’intensità del sapore del pesce. Il risultato è un terzo, felicissimo sapore.

 

 

Cuvée Louise 1990

87/1000

“Lasciamo il mondo dello Champagne per entrare in quello del vino”, ci suggerisce Thierry Gascot. Andiamo verso tonalità più scure, oro antico. Il 1990 non è stato dosato e si presenta con note di tartufo bianco, cannella, incenso, per un profilo terziario accentuato. Al palato è avvolgente, morbido, con un finale ancora speziato.

 

 

Abbinamento: Rosette di sogliola al forno su crema di piselli e pistacchi croccanti (Antonio Mellino).

 

 

Cuvée Louise 1985

90/100

Chiudiamo con una novità:”Questo millesimo non è mai stato messo in commercio”, racconta Thierry”. E’ un blanc de blancs tirato in meno di un migliaio di bottiglie. All’olfatto sensazioni di scorza d’arancia, un tocco floreale, poi cenni di miele e spezie orientali. Al sorso è sorprendemente vivo, grintoso, con sensazioni agrumate, un nerbo acido sferzante per un finale nervoso e vitale.

 

 

Abbinamento: Andrea Migliaccio ha proposto un torrone ghiacciato con marmellata di pompelmo, anice e gelatine di Cuvée Louise.

 

da sinistra Ernesto Iaccarino, Alfonso Caputo, Ilario Iannone (Ad di Pommery Italia), Antonio Mellino, Andrea Migliaccio, lo chef di Villa Domi e Thierry Gasco, Chef de Cave della Maison di Champagne Pommery

 

 


Vranken Pommery Italia

Via Roma,44

29029 Rivergaro (PC)

Telefono: 0523956645

www.vrankenpommery.it

 

 

 

Lorenzo Ruggeri

02/07/2012