Tradizione e innovazione nel mercato del vino. Cantina, enoteca, Gdo e ora anche web. On line wine store. Istruzioni per l'uso per comprare vino su internet.
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Quando si parla di web-store (di vino come di libri, musica o elettronica) è troppo semplice collegare il fenomeno al discorso della crisi economica, al fatto che se si può spendere meno lo si fa, a tutta una serie di motivazioni anche concrete, ma che sviano l’attenzione. È troppo semplice, ma soprattutto riduttivo e, per molti versi, sbagliato. Perché proprio ragionando in questi termini lasciamo scorrere via l’ennesimo treno del progresso senza nemmeno accorgerci della sua importanza.
Parlando di vino, e oggi parliamo dion line wine store, bisogna iniziare facendo dei distinguo: l’Europa, in particolare Italia e Francia, rappresenta uno stile di consumo e un’abitudine al vino ben diversa dal resto del mondo. Qui nel Vecchio Continente, nord escluso, il famoso tappo Stelvin fatica ad essere accettato, tanto per fare un esempio. Per tradizione e perché resiste la convinzione, supportata anche dall’esperienza di secoli, secondo cui il classico tappo sia il migliore, sempre e comunque, mentre il resto del mondo preferisce affidarsi al tappo a vite, immune dall’armillaria mellea (il famoso fungo che può rovinare anche bottiglie costosissime e ben conservate) e decisamente più economico.
In uno scenario del genere è facile ipotizzare qualche difficoltà nell’accettare un mercato del vino on line, un vero peccato perché non si tratta certo di sostituire il vecchio tipo di vendita, ma di affiancarlo, migliorarlo, ampliarne le possibilità. Oltre all’abbattimento delle spese – molti siti tagliano gli innumerevoli passaggi che fanno lievitare il prezzo delle bottiglie – c’è anche un discorso di reperibilità. Anche chi abita in grandi città come Roma, Milano, Londra, New York, sa che a volte è davvero difficile trovare il produttore desiderato, o l’annata specifica di un determinato vino. Ecco, gli on line store del vino permettono proprio questo: disponibilità pressoché completa della produzione di vino mondiale, ovunque siate. Ciò non esclude il mercato diretto. Avremo sempre bisogno di enoteche dove acquistare delle bottiglie, potendo contare sulla competenza del negoziante, sui suoi consigli e su un rapporto di fiducia e confronto, così come ci saranno sempre supermercati dove poter comprare vini meno importanti per il consumo quotidiano, aziende da visitare e dove comprare una cassa di vino avrà un gusto unico. Si parla di integrare non di sostituire.
Detto questo, come sempre quando si parla di web, bisogna conoscere bene le realtà con cui ci si approccia. Ci sono siti che mettono in diretto contatto produttori e consumatori, unificando gli ordini di cantine provenienti anche da nazioni diverse; altri che fanno dialogare chi vuole vendere vino privatamente con chi vuole acquistarlo; altri ancora collegano consumatori con enoteche a livello nazionale e internazionale, offrendo quindi una scelta davvero ampia. Se parliamo di E-Bay, per quanto ci siano alcune tutele legali, parliamo sempre di un mercato on line a tutti gli effetti con i rischi che questo comporta, soprattutto sulla qualità della spedizione che in questo caso è basilare (immaginate di aver ordinato una bottiglia di Sassicaia che è stata poi trasportata al caldo per due giorni e lasciata in un deposito non climatizzato per altrettanti). Meglio rivolgersi allora ai big del settore: parliamo di Amazon che ha iniziato da poco, con una scelta relativamente limitata, ma che ha dalla sua qualche tutela in più. E poi ci sono i siti dedicati specificatamente a questo settore, come Wine Searcher, motore di ricerca tematico che permette di conoscere le quotazioni di quell’etichetta, di quell’annata nel corso degli anni, ma anche di capire chi ne ha disponibilità, sia utenti che enoteche, e di conseguenza acquistarlo dal privato o dall’esercizio commerciale. Questo sito è stato definito dal Financial Times “the most successful, and seriously useful, price comparison website”. Wine.com e Lot18 sono altre grandi enoteche on line. Poi c’è 1855, sito francese specializzato sui vini d’oltralpe, ma anche Millesima, tutto italiano ma con la stessa specializzazione. E, guardando ancora in casa nostra, citiamo Wineshop, Uvinum e Xtrawine, tre realtà che fanno da connettore tra distributori e consumatori. I costi sono abbattuti e il trasporto del vino è garantito secondo standard molto elevati. Da segnalare anche il neonato VinitalyClub, sito con analoghe caratteristiche,legato alla famosa manifestazione veronese. Tutto qui? No, perché la rete offre opportunità tentacolari, che si moltiplicano costantemente, basta pensare ai forum di appassionati. Ci si scambiano opinioni, si dialoga e si arriva ad un vero e proprio mercato autarchico di vino.
I numeri sono altalenanti ed emerge, soprattutto in Europa, la tendenza all’acquisto on line di vini provenienti dai paesi più distanti. Spesso francesi, ma anche californiani, sudafricani e sudamericani, prodotti di difficile reperibilità. In Italia si predilige ancora l’acquisto diretto in azienda, quando possibile, ma il resto del mondo è aperto alla nuova frontiera dell’on line wine store, che potrebbe davvero ampliare il mercato enologico. Lo sanno bene i produttori che, sempre più spesso, cercano nuove forme di ingresso nel mercato globale. Tenendo sempre a mente che pensare “globale” non significa dimenticare una dimensione più locale.

a cura di Alessio Noè