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Il Canada scopre il vino italiano. E lo fa con un film dedicato all'enologia del Belpaese diretto dal regista Jim Fitzpatrick e presentato oggi a Roma nella sede dell'Associazione della stampa estera.

 

Si chiama Discovery Italy ed è

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una produzione italo canadese promossa da Liquor Control Board of Ontario (LCBO, il monopolio della provincia dell’Ontario che da anni realizza documentari “discovery” dedicati all’agroalimentare nel mondo), Istituto Grandi Marchi e IEM.

 

Un giro enologico d’Italia in 35 giorni e 6mila km che sbarcherà presto  in edicole, librerie e oltre 600 store del Canada sotto-forma di dvd. Anzi di tre dvd di 25minuti ciascuno per raccontare i vini del Nord, del Centro e del Sud Italia.

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Un film che parla il linguaggio del marketing o una strategia di marketing che si serve del linguaggio cinematografico? “Un esempio di neworking utile per continuare a far crescere il sistema Paese sui mercati internazionali”, risponde Giancarlo Voglino, managing director Iem (la società veronese leader nei progetti di internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano).

 

“Oltre agli accordi commerciali servono  nuove azioni  in grado di trasformare l’esclusività della storia italiana del vino in strumenti di promozione”, gli fa eco Piero Antinori, presidente dell’Istituto Grandi Marchi (l’associazione che riunisce 19 cantine italiane per un fatturato di 500milioni di euro).

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A fare da Cicerone e da voce narrante nel viaggio lungo lo stivale è il direttore di ricerca e sviluppo LCBO, Michaele Fagan che incontra alcuni tra i maggiori produttori italiani (tutti “speaking  fluent English”) e che con con semplicità illustra i più conosciuti vini italiani, proponendo degustazione, abbinamenti e anche piccoli incursioni nelle vicine città d’arte.

 

A partire dalla Sicilia dove tra mare, sole e templi greci fa capolino il Nero d’avola di Alberto Tasca d’Almerita e quello di Josè Rallo. In Campania è Piero Mastroberardino a fare gli “onori di casa” con Aglianico e Greco di Tufo, in Puglia, invece, tocca a Sebastiano De Corato (azienda Rivera) con Nero di Troia e Primitivo.

 

La seconda storia raccontata è quella dell’Italia centrale: dalle Marche del Verdicchio e del Rosso Conero presentati da  Michele Bernetti (Umana Ronchi) all’Umbria del Sagrantino di Montefalco e del Rosso Torgiano proposti da Chiara Lungarotti. In Toscana, invece, protagonisti sono il Brunello di Montalcino (con visita alla famiglia Biondi Santi), il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano e i Supertuscan secondo le famiglie  Folonari e Antinori.

 

Infine le “cartoline” del Nord Italia: dalle gondole veneziane alle boutique milanesi passando per i vigneti veneti di “mister Amarone”(Sandro Boscaini dell’azienda Masi Agricola), Severino Barzan della Bottega del Vino e Antonio Motteran della Carpenè Malvolti. In Friuli è la volta dello Chardonnay di Michele Jermann, in Sudtirolo è Alosi Lageder a svelare i segreti di Pinot Grigio, Riesling e Gewürztraminer, mentre l’incontro con le bollicine di Franciacorta è affidato a Maurizio Zanella di Ca’ del Bosco. In Piemonte si va  alla scoperta di Barolo e  tartufi insieme Cesare Benvenuto (Cantina Pio Cesare) e Michele Chiarlo.

 

Ed è qui che si si conclude questo giro d’Italia  per immagini o per dirla con il conduttore Fagan questo viaggio “emozionale e motivazionale  per colmare la sete di conoscenza del consumatore canadese”.  Una sete, a quanto pare, in incremento. Basta un numero tra tutti: 380milioni di dollari (294milioni di euro). Ovvero la cifra dell’export di vino italiano in Canada nel 2011 che con un +8,7% sul 2010, assicura all’Italia la seconda posizione nel mercato canadese (20% del valore complessivo), dietro solo alla Francia (22,9%).

 

Loredana Sottile

08/05/2012