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Ci siamo, è quasi Natale, e alle tradizioni si sa, noi italiani siamo molto legati. Quest’anno le festività natalizie saranno, come tradizione vuole, colorate da vino rosso e per festeggiare al meglio non mancheranno i calici di bollicine italiane da innalzare al cielo per gli innumerevoli brindisi. Nonostante una riduzione d

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i budget del 15/20% rispetto all’anno scorso, gli italiani non si fanno mancare nulla.

 

Lo spiega Salvatore de Lio direttore di Enoteca Italiana, l’ente nazionale vini, icona dal 1933 del Made in Italy: “Per i regali si punta sui vini blasonati delle aziende più conosciute, principalmente rossi con denominazioni note anche perché si è convinti della riconoscibilità del prodotto. Un aspetto interessante riguarda l’acquisto per uso proprio, in questo caso si lasciano molto consigliare e acquistano vini meno conosciuti, provenienti dalla Calabria, Puglia, Marche, Trentino e Friuli”. Inoltre sembra che gli italiani si regaleranno grappe e distillati, una magnum oppure tante etichette in limited etidion, liquori tipici e anche oli extravergini.

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Nonostante la crisi il vino rimane uno dei prodotti più venduti durante le festività, non solo natalizie ma anche per qualche ricorrenza speciale, come un compleanno o un anniversario. Il settore vitivinicolo non rallenta e secondo i dati di Enoteca Italiana, sono tra i 4000 ed i 5000  gli enoappassionati che ogni mese visitano la storica sede senese, alla scoperta di nuove etichette, oppure alla ricerca delle aziende più titolate; il 40% sono stranieri, in forte crescita quelli provenienti dai paesi Bric (Brasile, Russia, India Cina).

 

“Gli stranieri scelgono soprattutto i grandi vini italiani, come il Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Barolo, Amarone, i dolci Siciliani Moscato, Passito e Malvasie”, spiega de Lio.
Un fertile mercato quello del vino, che non ha proprio intenzione di arrendersi di fronte a nulla, neanche alla crisi.
Vuoi perchè è di altissima qualità o perchè ci aiuta a sorridere, sicuro è che non possiamo farne a meno. Lunga vita al vino italiano e in alto i calici.
 

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Giovanni Angelucci
20/12/2011