Piove sul Cluster Bio-Mediterraneo ed è bufera politica sul malfunzionamento generale. Scongiurato il rischio dell'annullamento delle attività. Quasi pronto, invece, il Padiglione Vino: ecco una panoramica, aspettando l’inaugurazione ufficiale del 23 maggio.
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Una settimana dall’inaugurazione di Expo e già cadono le prime teste: è notizia delle ultime ore che la Regione Sicilia ha commissariato la gestione del Cluster Bio-Mediterraneo che era stata affidata a Dario Cartabellotta, dopo i malfunzionamenti riscontrati nei giorni scorsi.

Le rimostranze di Dario Cartabellotta

Nel frattempo in una lettera inviata al Commissario Expo, Giuseppe Sala, da Cartabellotta, anche a nome degli 11 Paesi che hanno aderito al Cluster Bio-Mediterraneo, si elencano, per l’ennesima volta, le problematicità riscontrate. “La messa in sicurezza della zona palco attraverso una copertura per evitare che le attrezzature di servizio (banchi show – coocking, impianti di luce e amplificazione) siano bagnati dalla pioggia con problemi di sicurezza di operatori e visitatori; la mancanza di visibilità dei prospetti esterni; la mancanza di segnaletica verso il Cluster Bio-Mediterraneo; la mancata pulizia degli spazi comuni; l’assenza di adeguato collegamento internet“.
La missiva termina con la minaccia di sospendere le attività “considerato che alla data odierna” scrive Cartabellotta “i problemi segnalati a partire dal giorno dell’inaugurazione non consentono la regolare realizzazione del palinsesto, sospendiamo ogni attività dell’area comune sino a quando non ci saranno i necessari atti che garantiscono la sicurezza degli operatori e visitatori. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità nei confronti di terzi“.

La risposta della Regione Sicilia

Ed è subito scontro politico. Il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta in una dichiarazione riportata dal giornale La Repubblica di Palermo ha detto che “Il commissario Dario Cartabellotta non doveva assolutamente accettare la consegna del Cluster incompleto il giorno prima dell’inaugurazione all’Expo e avrebbe dovuto sollevare una chiara contestazione. Non l’ha fatto: chi ha sbagliato ovviamente pagherà e non faremo sconti a nessuno“.
Per questo su decisione di Crocetta e dell’Assessore all’agricoltura della Sicilia Nino Caleca è stata nominato un comitato composto da esperti di finanza e contabilità, di internazionalizzazione, di materie tecnico-agricole, di procedure amministrative (Giulio Guagliano, Maria Mattarella, Giovanni Bologna, Giuseppe Nasello, Claudio Basso, Vincenzo Palizzolo e Sami Ben Abdelaali) che avrà compiti di supporto alle attività del Bio Cluster e di controllo degli atti di chi ha gestito il Cluster.
In sostanza – dicono in Regione – non si doveva accettare di aprire il Padiglione in quelle condizioni, così come hanno fatto gli altri: attualmente tutti i Cluster previsti dall’Expo sono ancora in corso di completamento. Il Riso ha aperto 5 maggio e gli altri, Cacao, Frutta e legumi, Spezie, Isole mare e cibo, Cereali e tuberi, Caffè apriranno definitivamente solo nei prossimi giorni.

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La conferenza stampa del 7 maggio

Ha corretto il tiro il Presidente della regione, Rosario Crocetta, che nella conferenza stampa che ha tenuto giovedì 7 maggio, insieme all’Assessore Nino Caleca e al Commissario del Bio Cluster Dario Cartabellotta, sostenendo che se responsabilità ci sono, sono da cercare all’interno dell’Expo e che il programma va avanti. Cosa di cui del resto si è avuto prova in questa prima settimana di Expo, in cui le attività del Cluster, che riguardavano le piccole isole siciliane, si sono svolte tutte regolarmente (e con grande successo), a eccezione di una delle iniziative previste per le Eolie, spostata in centro città.

Il sindaco di Pantelleria

Cosa succederà adesso? Continuerà ancora quello che è ormai diventato un caso politico all’interno delle istituzione siciliane? E la Regione sospenderà, come ha già minacciato, anche il pagamento previsto di circa 3 milioni di euro? Lapidario il commento del Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele,che, come da programmazione del Cluster Bio-Mediterraneo, ha retto l’impatto dei primi giorni “Siamo qui non per espiare colpe, ma per risolvere problemi”. Quando si dice la saggezza di un sindaco di frontiera. E intanto il 7 maggio l’appuntamento con le donne di Ustica si è volto regolarmente.

Le Eolie protagoniste dall’8 al 10 maggio

Al Bio Cluster Mediterraneo nel week-end compreso tra venerdì 8 e domenica 10 maggio sul palcoscenico l’arcipelago delle Eolie cioè le isole di Lipari, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. In scena le spiagge bianche di pomice, i paesaggi vulcanici i boschi di flora mediterranea, i vigneti di Malvasia delle Lipari oltre ai capperi e ai cucunci di Salina. Nel corso delle giornate presentazione e degustazioni di prodotti tipici, spettacoli folkloristici (il Gruppo Cantori Popolari delle Isole Eolie) e preparazioni live di ricette locali. Inoltre Venerdì 8 sarà presentato in anteprima il programma della nuova edizione del Salina DOC Festival, con una finestra dedicata al documentario, alle isole e all’enogastronomia. Domenica 10 maggio presentazione e incontro sul tema “La Cinematografia nelle isole Eolie”. La conoscenza di questo arcipelago siciliano nel mondo e il suo conseguente sviluppo turistico, sono infatti strettamente legati ad alcuni film cult girati sulle isole, negli anni ’50, da registi del calibro di Roberto Rossellini e William Dieterle.

 

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Padiglione del Vino, tutto pronto?

Ma voltiamo pagina e diamo un’occhiata anche al resto. Come è andata questa prima settimana per l’Italia del vino e a che punto è il Padiglione ad esso dedicato? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Cotarella, che ci ha accompagnato in una passeggiata lungo il Decumano. “Il Padiglione Vino è pronto al 99%” ci dice “ci sono rimasti da sistemare solo gli ultimi particolari sul terrazzo, ma per il resto siamo già funzionanti e pronti per l’inaugurazione ufficiale del prossimo 23 maggio con il ministro Martina”. Le polemiche non hanno risparmiato A taste of Italy come del resto altri padiglioni. “Sostenere che per assaggiare 3 vini, 10 euro siano troppi significa aver perso contatto con la realtà. Ditemi voi in quale locale italiano sia possibile degustare a meno…” aggiunge Cotarella.

Il Padiglione Vino

Nel Padiglione Vino, situato quasi all’incrocio tra il Cardo e il Decumano, si inizia la visita partendo dalla Domus Vini, una parte storica con riproduzioni di antichi affreschi e poi continuando con dei video dedicati ai più bei paesaggi e alle aree più importanti del vino italiano, passando in una sala dove in grandi contenitori di vetro, i colori del vino fanno mostra di sé. Continuando è possibile cimentarsi con i profumi del vino, immergendosi in grandi “nasi” dove è possibile giocare a riconoscere i principali aromi che si avvertono in un calice. In sottofondo, lungo il percorso, brani musicali tratti da opere liriche o brani della commedia dell’arte che hanno come tema il vino. (Tranquilli: “Quanto l’è bella l’uva fogarina” che si sentiva all’apertura, è stata eliminata…). E poi ancora il grande tappo di spumante costellato con i nomi delle aree vinicole e la riproduzione del muro nella casa veronese di Giulietta, che subito si è riempito di messaggi lasciati dai visitatori.
E ancora la scala che attraverso un grande acino coperto da una foglia di vite, porta alla “biblioteca del vino” dove grazie a dei tecnologici dispenser è possibile degustare 1400 vini di tutta Italia alla giusta temperatura e con tutte le informazioni, dal vitigno alla denominazione di origine, dalla tecnica di vinificazione alle notizie sull’azienda produttrice. Infine la terrazza da cui spaziare sul panorama dell’Expo. Il padiglione dell’esperienza vitivinicola italiana voluto dal Ministero delle Politiche Agricole e realizzato da Vinitaly (VeronaFiere), su progetto dell’architetto Italo Rota e del Comitato Tecnico Scientifico guidato da Riccardo Cotarella, è già stato visitato da molte migliaia di persone. Tra le attività previste i convegni che ogni mese prenderanno in esame temi come la cucina, la letteratura del vino, vino e salute.

a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 7 maggio
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