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Bollicine. Bollicine. Bollicine. Di ogni tipo, di ogni Paese, di ogni denominazione. Che sia il nobilissimo Champagne o il meno nobile Cremant, il vendutissimo Prosecco o il tradizionalissimo Cava o il teutonico Sekt, l'importante che frizzi, spumeggi così come frizzano e spumeggiano i conti della wine industry mondiale che l'anno scorso

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ha sfornato 2,5 miliardi di bottiglie di vini effervescenti, 18,5 milioni di ettolitri, il 7% della produzione mondiale di vino e ne ha vendute sui mercati di mezzo mondo, ma soprattutto Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti per oltre 5 miliardi di dollari, tre volte di più rispetto al 2001.

 

Come si spiega questo boom di bollicine (che va di pari passo con la crescita del mercato delle acque minerali pétillants)? E’ il segnale di un radicale cambiamento dei gusti dei consumatori globali, soprattutto giovani, che considerano il vino né più né meno che una bevanda? L’agenzia di ricerca agricola France Agrimer (equivalente alla nostra Ismea) prova a dare una risposta. Partendo dai dati. I vini pétillants sono cresciuti del 9% nell’ultimo biennio, il tasso più alto del mercato.

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Al primo posto, tra i Paesi produttori, la Francia con 640 milioni di bottiglie (per una buona metà Champagne); al secondo l’Italia con 380 milioni di bottiglie (il 25% è Prosecco); al terzo la Germania con 330 milioni di bottiglie (contando anche il vino importato che viene lavorato e imbottigliato dalla wine industry tedesca).

 

A fronte della crescita della produzione France Agrimer registra un forte balzo dei consumi. Qui la graduatoria cambia: al primo posto, tra i Paesi bevitori di bollicine, la Germania con 480 milioni di bottiglie, seguita dalla Francia e dalla Russia (anche se i francesi restano i più grandi consumatori con 7 bottiglie di vins pétillants pro capite, incalzati dai tedeschi (6 bottiglie) mentre italiani e russi sono a quota 3 bottiglie pro capite.

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Ma il vero boom è nell’export: il 30% dei vini effervescenti “traversent une frontiere avant d’etre consommés” come scrivono gli analisti di France Agrimer che poi concludono con una bella immagine: i pétillants, le bollicine sono il vero “vino globale”, il prodotto enologico che internazionalizza e unifica in qualche modo i modelli di consumo. Nel 2011 l’export è salito del 6% in volumi e del 17% in valore (5,8 milioni di ettolitri per 5,4 miliardi di dollari).

 

Francia, Italia e Spagna coprono l’80% del mercato, ma è ancora lo Champagne a fare la parte del leone: da solo fa il 10% del business mondiale dei pétillants.

 

30/07/2012