Il vino delle isole: Palmaria in Liguria

8 Gen 2014, 09:09 | a cura di Andrea Gabbrielli
Grandi, medie o piccole, le nostre isole sono un patrimonio di biodiversità che racchiudono fondamentali testimonianze del nostro passato, il retaggio di scambi culturali e di tradizioni proprie. Ma che vivono anche grandi difficoltà nell'agricoltura, soprattutto quelle di estensione minore. Per dar conto della viticoltura di queste terre in mezzo al mare, iniziamo un viaggio alla scoperta delle realtà enoiche delle nostre isole. Iniziando dalla Liguria.
Pubblicità

È una viticultura difficile quella delle isole, indispensabili snodi per chi nel passato navigava i nostri mari e fondamentale punto di incontro tra culture diverse. L'agricoltura – tutta, non solo quella delle vite – è ostica e costosa, poco remunerativa e osteggiata dalla difficoltà dei collegamenti per le isole, principalmente quelle minori. Le regolamentazioni dei territori, poi, costituiscono un ulteriore limite per chi vuole tentare un approccio anche solo lievemente meccanizzato alla viticoltura. Per dar conto di questa realtà eroica vogliamo fare un viaggio alla scoperta dei vini delle nostre isole.

Le piccole isole della Liguria sono localizzate in entrambe le Riviere. Nella Riviera di Ponente c’è Gallinara, proprio di fronte ad Albenga, mentre l’isola di Bergheggi è a circa 250 metri dalla costa tra l’omonimo comune e Spotorno. L’Arcipelago Spezzino è situato nella Riviera di Levante. Tutte le isole liguri sono tutelate come Riserva oppure sono inserite nel sistema dei Parchi Regionali. La particolarità che le accomuna è una folta vegetazione mediterranea con una ricca dotazione di specie rare e la presenza di resti che vanno dall’epoca eneolitica (età del rame) in poi. L’unica isola dove esiste la viticoltura è l’isola di Palmaria nell’Arcipelago Spezzino.

L’Arcipelago Spezzino
È uno dei più piccoli arcipelaghi italiani localizzato a occidente del Golfo della Spezia e a sud di Portovenere. Ne fanno parte le isole di Palmaria, Tino, Tinetto oltre ad alcuni scogli tra cui il più importante è Torre Scuola.
Situate a poca distanza della terraferma sono state frequentate dall’uomo sin da tempi remoti e successivamente la zona ha fatto da cerniera tra la Repubblica di Genova e quella di Pisa.L’isola di Tino si estende per circa 25 ettari, ha un’altezza massima di poco più di 90 metri s.l.m ed è ricca di vegetazione mediterranea. L’isola è zona militare e l’accesso è permesso solo in occasione della festa (13 settembre e la domenica successiva) del patrono dei faristi, San Venerio, a cui è dedicata l’omonima abbazia. Sull’isola di Tinetto sono stati ritrovati dei resti di cappelle paleocristiane e di edifici abitati da comunità monastiche probabilmente distrutte o scacciate dai pirati saraceni. Torre Scuola è una costruzione difensiva a pianta pentagonale, eretta sulla roccia affiorante, costruita nei primi anni del Seicento dai Genovesi. Fu danneggiata nell’Ottocento dalle cannonate della flotta inglese durante un’azione contro le truppe napoleoniche. In queste isole il clima è tipicamente mediterraneo. In inverno sono assai rari gli episodi di freddo intenso o di gelate. In estate le temperature non sono mai particolarmente elevate per effetto delle brezze che spirano dal mare. La piovosità raggiunge il suo apice soprattutto in autunno e primavera. Dal 1997 le isole dell’Arcipelago Spezzino, così come Porto Venere e le Cinque Terre, sono state inserite tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco.

Pubblicità

Isola di Palmaria (Molo del Terrizzo 44° 2’52.55”N-9°50’32.25”E)
È la più grande dell’Arcipelago e l’unica ad essere abitata tra le isole liguri. Si estende per 1,89 km² e l’altezza massima è poco più di 190 metri s.l.m. Il versante che si affaccia su Porto Venere e il golfo di La Spezia è il più antropizzato e ha una forma triangolare degradante verso il mare. Il lato ovest è caratterizzato da falesie a picco dove si aprono numerose grotte nelle quali sono stati ritrovate sepolture che risalgono ad oltre cinquemila anni fa. Nell’isola sono presenti diverse costruzioni militari, postazioni di artiglieria, la torre corazzata Umberto I, batterie contraeree e bunker che risalgono all’ultimo conflitto mondiale. Nella parte meridionale c’è una cava abbandonata famosa per il marmo nero con striature dorate detto portoro. Ricoperta da una folta macchia mediterranea e in particolar modo di una profumatissima ginestra, nella parte settentrionale è ricca di pini e lecci e un folto sottobosco di erica arborea. La temperatura media del mese più freddo, in gennaio, si attesta a +7,6 °C; quella del mese più caldo, in luglio, è di +22,2 °C. L’escursione termica media è molto contenuta in ogni mese ed in ogni stagione dell'anno. Le precipitazioni medie annue si attestano sui 768 mm, con un picco massimo in autunno.

L'AZIENDA

Cà del Mar
Giancarlo Isola e sua moglie Maria Gabriella Tamburi hanno effettuato la loro prima vendemmia nel settembre 2006. Le cronache raccontano fossero 1236 chilogrammi d’uva che, sistemati in cassette, furono portate sino al Molo del Terrizzo per poi essere trasferiti in barca a Porto Venere per la vinificazione. Da questo raccolto nacquero le prime 1153 bottiglie del bianco Igt Golfo dei Poeti Isola di Palmaria. L’etichetta è stata disegnata da Leandro Bellani, art director della omonima azienda di comunicazione, già creatore del logo e della linea Terre di Levante. Da tempo la coppia nel fine settimana si trasferisce con un gozzo a Palmaria dove cura l’uliveto e il piccolo vigneto – quasi mezzo ettaro - lasciato in eredità dal padre di lui. A ridosso di un boschetto di querce e lecci sono impiantati filari di vermentino, trebbiano giallo e altre uve. Il vino è un delicato bianco con note di macchia mediterranea, ricco di sapidità.

Cà del Mar | 19025 Isola di Palmaria (SP) | via Cavour, 42 | tel. 0187.778089

Pubblicità

a cura di Andrea Gabbrielli

cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X