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Suona la campanella e si aprono i cancelli. Quelli di una splendida villa ottocentesca circondata da un giardino all'italiana e da un paesaggio vitivinicolo che sembra la riproduzione minuziosa del dipinto “La campagna del Buongoverno” del Lorenzetti. 

 

Difficile pensare che sia una scuola. E invece le aule,

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i laboratori e la targa “Istituto Bettino Ricasoli” di Siena” non lasciano dubbi: ed è qui che Tre Bicchieri fa la seconda tappa del suo viaggio negli undici Istituti Agrari italiani specializzati in enologia.

 

 

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Il Ricasoli con 21 classi, 500 alunni (cento del corso enologico) e l’azienda agricola La Selva (48 ettari tra vigneti, oliveti e frutteti, tre serre per piante ornamentali e una cantina sperimentale di vinificazione) è l’unico Istituto enologico della Toscana. Una bella soddisfazione considerato che si sta parlando di una delle maggiori regioni vitivinicole italiane. “Ed è con soddisfazione che quest’anno festeggiamo il 60esimo anno di attività” dice a Tre Bicchieri il preside Tiziano Neri – anni in cui son passati di qui enologi, cantinieri, imprenditori vitivinicoli: in media il 30% dei nostri alunni si iscrive all’università e gli altri trovano facilmente lavoro in aziende enologiche. Parliamo comunque di ragazzi motivati che arrivano anche dalle province più lontane e che hanno una solida relazione con il vino: o per passione o per storia familiare”.

 

Una vera fabbrica di enologi, quindi?Vista la storia della città sarebbe più appropriato parlare di una bottega di enologi – precisano i docenti di agronomia e enologia (Anna Ricci, Roberto Lamorgese e Marzia Chisi) che con orgoglio ricordano che viene dal Ricasoli anche una delle prime cantiniere donne d’Italia: Barbara Magnani che da anni lavora nell’azienda di Donatella Cinelli Colombini.

 

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E la lista delle grandi cantine italiane che collaborano con la scuola è lunga, con nomi come MezzacoronaLavis o Casanova di Neri che ogni anno ospitano gli aspiranti enotecnici nelle loro strutture per gli stage previsti dall’ordinamento scolastico. 

 

“Cerchiamo il più possibile di alternare pratica e teoria – spiega il preside – puntando anche all’interdisciplinarità (l’enologia nella storia, nell’arte, nella letteratura) senza dimenticare le degustazioni in aula”.

 

Degustazioni a cui non si sottrae neanche Tre Bicchieri: dai bianchi Val d’Arbia e Chardonnay ai rossi Chianti Colli Senesi, Cabernet Sauvignon fino all’ultimo arrivato per festeggiare le 60 candeline della scuola, il Classe ’52 (50% sangiovese e 50% della varietà autoctona foglia tonda).

 

“Vogliamo ripartire dai vitigni autoctoni per ridare vigore all’enologia toscana – continua il dirigente scolastico – per questo stiamo portando avanti il progetto Senarum Vinea insieme all’Università di Siena e alle Città del Vino sullo studio di 25 vitigni del Medioevo tra cui Mammolo, Tenerone, Gorgottesco.  Alcuni di questi proveremo a reimpiantarli nelle nostre vigne. Chissà forse scopriremo dei vini nuovi e allo stesso tempo vecchi di secoli”.

 

Ma questo si vedrà tra almeno cinque anni quando le piante entreranno in produzione. Si saprà invece  l’8 giugno chi si aggiudicherà il “palio del vino”: il concorso enologico della scuola che decreta i vini e le etichette migliori. Nella città delle contrade e dell’attaccamento a stemmi e bandiere non potrebbe essere diversamente.

 

E allora la domanda è d’obbligo: l’Istituto Ricasoli per quale delle 17 contrade di Siena fa il tifo? “Da quest’anno c’è un accordo con La Selva: gli studenti stanno curando gli spazi verdi della contrada e durante il Palio verranno degustati i vini della scuola”, spiega il preside, che però confida di essere nato e cresciuto nella Nobile Contrada del Nicchio. Conflitto di interesse? “A piazza del Campo terremo comunque alta la bandiera del vino”.

 

Loredana Sottile

15/05/2012