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La grappa rappresenta un simbolo che unisce storia, tradizione e il gusto tipicamente italiano. Per celebrare lo “Spirito Nazionale” occasione imperdibile è “

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Grapperie Aperte” il prossimo 7 ottobre: si tratta della nona edizione di questo appuntamento che permette a curiosi e appassionati del distillato italiano di conoscere meglio i metodi di produzione, la materia prima utilizzata e assaggiare particolari versioni di grappa. Sono infatti previste visite nelle cantine delle aziende più importanti, che offriranno degustazioni e abbinamenti con prodotti come cioccolato, sigari, ma anche formaggio, prosciutto e altre tipicità locali.

 

Le distillerie che apriranno i battenti sono in tutto 34 e si concentrano soprattutto in Piemonte, ben dieci. Sarà inoltre possibile visitarne anche in Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Friuli, Toscana e Valle d’Aosta.

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La grappa nasce in Mesopotamia circa nel 1000 a.C. in una forma assai differente da quella che oggi conosciamo bene, attraverso un processo distillazione per la produzione dell’acquavite. I primi ad applicare questo metodo furono gli Egizi nel V secolo a.C. che ottennero da una materia fermentata il più diretto discendente della grappa, l’acquavite appunto. La grappa italiana che attualmente consumiamo è differente dall’acquavite, ottenuta dalla fermentazione del mosto, e  si prepara utilizzando invece la vinaccia, ovvero la buccia dell’acino dell’uva. Ogni nazione ha poi la “sua” grappa e i termini variano da Marc per la Francia, a Orujo de Galicia per la Spagna, fino a Tsikoudia in Grecia. Dal 1989, invece, è stato stabilito dal Consiglio Europeo che il termine “grappa”, derivante dal termine latino grappus riferito al grappolo dell’uva, può essere utilizzato solo per il distillato prodotto in Italia, Svizzera italiana e San Marino.

 

L’obiettivo di Grapperie Aperte è di offrire la possibilità di approfondire il tema del distillato italiano, spesso poco conosciuto e apprezzato solo da un ristretto numero di estimatori, che potranno degustare grappe molto particolari e capire realmente quanto questo mondo sia variegato e ampio: bianca, ambrata, barricata, piena di sfumature derivanti dal vitigno di origine, ma anche date dalla distillazione e dal grado alcolico in una gamma cromatica di note aromatiche.

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Alessio Noè e Stefania Annese

04/10/2012