Mosaico Sagrantino, un nuovo tassello

2 Mar 2012, 11:04 | a cura di Gambero Rosso
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Prima c’era solo un paesaggio mozzafiato con vista su Todi, l’incantevole monastero di S. Antimo, le vigne (giovani) e tanta voglia di crescere. Ora c’è anche la nuova cantina, che troneggia più in alto e domina i colli, e le vigne cominciano ad invecchiare.

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o.html" target="_blank">Peppucci è, e resta, una realtà giovane, relativamente nuova nel panorama umbro, ma i tasselli cominciano ad andare al loro posto e il profilo complessivo di questa azienda a delinearsi. Per il corso naturale del tempo, e soprattutto per l’impegno della famiglia al completo, che vede oggi il perno nel giovane rampollo di famiglia Filippo Peppucci.

 

L’area impone un’indagine sul grechetto, il vitigno a bacca bianca del territorio che infatti sta prendendo sempre più spazio nei pensieri dei produttori tuderti e in quelli di Filippo in particolare, mentre le varietà rosse spaziano da quelle locali come il sagrantino (siamo vicinissimi al confine con la DOCG più famosa di Montefalco) a quelle di livello internazionale; cabernet e merlot su tutte.
 
L’occasione che conferma le sensazioni di crescita del progetto è arrivata con una mini verticale di Alter Ego, rosso di punta della tenuta, prodotto in grande maggioranza con uve sagrantino e affinato in piccoli fusti di rovere francese.

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La degustazione senza veli mostra una specie di gioco delle coppie, e una chiara crescita nel percorso di questo vino.
Se il 2006 accusa infatti qualche dolcezza di troppo, con note da clima caldo e maturazioni un po’ eccessive, e il 2007 cresce senza trovare una sostanziale discontinuità stilistica, è il 2008 a rivelare un deciso salto in avanti. I profumi sono netti ed espressivi, le note fruttate più equilibrate e fresche, la bocca sempre carnosa ma di tessitura più fine e croccante. Tutti caratteri che paiono confermati in un 2009 ancor più convincente. Certo il vino è ancora molto giovane ma la curva evolutiva appare chiara, consegnando un rosso dalla trama aromatica centrata, ben seguita in bocca da un sorso sicuro e avvolgente. Una sorta di gioco delle coppie, insomma, che accanto a dei 2006-2007 di rodaggio, accostano dei 2008-2009 per più rappresentativi del progetto Peppucci.

 

Vedremo, con i necessari assaggi futuri, se le cose stanno effettivamente così e se gli ultimi riscontri saranno confermati dal tempo.     
 
Antonio Boco

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02/03/2012

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