Mundus Vini Spring Tasting 2015. Diario di un giurato

10 Mar 2015, 09:06 | a cura di Andrea Gabbrielli
L'Italia si aggiudica il secondo posto al Mundus Vini Spring Tasting. La competizione internazionale svoltasi in Germania che ha visto la Spagna al gradino più alto del podio. Dei 147 giurati 11 erano italiani. Ecco il diario di uno di loro.
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IL MEDAGLIERE
A Mundus Vini Spring Tasting il vino italiano ha conquistato 5 Grandi Medaglie d’Oro (GMD), 133 Oro (O) e 239 Argento (A). Complessivamente durante il concorso internazionale che si è svolto la scorsa settimana a Neustadt, sono state assegnate 38 Grandi Medaglie d’Oro, 731 Oro e 946 Argento. Stavolta con 408 premi è toccato alla Spagna salire sul gradino più alto del podio, seguita dall’Italia con 377, dalla Germania con 206 e ancora dalla Francia con 183. Tra le Grandi Medaglie d’Oro, la Germania con 12 ha avuto un eccezionale exploit grazie soprattutto ai Riesling (Karl Schäfer, Reichsrat von Buhl, Staatsweingut, Johannitergut dal Palatinato e altri ancora) mentre per la Spagna con 6 GMD, il protagonista è stato soprattutto il tempranillo, in purezza ma anche in blend. Tra le 5 GMD italiane ben tre Amarone (Villabella Fracastoro Amarone Classico 2006; Rocca Sveva 2009 Cantina di Soave, premiato anche come Miglior Amarone in concorso; Monte Danieli 2010 Corte Rugolin) e poi l’A. A. Gwt Vendemmia Tardiva 2012 della Cantina di Termeno e il Vino Nobile di Montepulciano Ris. 2010 della Tenuta Trerose di Bertani Domains. Anche la Francia ha conquistato 5 Grandi Medaglie d’Oro, seguita da Portogallo (3), Austria (2), Australia (2) e ancora una ciascuno Ungheria, Sud Africa e Israele. Tra le 133 d’Oro italiane si spazia dal Brunello Poggio Doria 2010 di Silvio Nardi al Chianti Ris. 2009 di Uggiano, dalla Gran Selezione 2011 di Sergio Zingarelli, dall’Igt Terre Siciliane Assurdo 2012 di Baglio Gibellina al Pietra Majella Montepulciano d’Abruzzo 2011 delle Cantine Miglianico all’Amarone 2010 Zenato al Brunello 2010 di Campogiovanni e ancora all’Inkiostro Merlot di Masciarelli. Il Sagrantino di Montefalco 2010 invece pur essendo rappresentato da produttori come Lunelli, Perticaia e Scacciadiavoli non è riuscito ad ottenere più di una dignitosa Medaglia d’Argento.

LA GARA
I riconoscimenti sono stati assegnati da un panel di 145 giurati che nell’arco di 3 giorni ha degustato 4034 campioni proveniente da 37 paesi. Complessivamente i rossi hanno rappresentato il 57% del totale, il bianchi il 30%, i rosati 4%, e gli spumanti il 6% e il resto suddiviso tra vini fortificati e passiti. Tra i giurati, 87 i tedeschi, 11 italiani, 6 per ciascuno a Svizzera, Francia, Austria e gli altri suddivisi tra altri 17 paesi. Una selezione dei vini vincitori sarà presentato al ProWein di Düsseldorf, dal 15 al 17 marzo 2015. Dal 2014 il concorso internazionale, che si svolge secondo le linee guida internazionali di degustazione dell’OIV, ha luogo due volte l'anno, in febbraio e a fine agosto, in modo di essere sempre in sintonia con l’uscita dei vini sul mercato.

LA GIURIA INTERNAZIONALE
Non sono molti gli italiani nella giuria internazionale di Mundus Vini, appena 11 su 147, eppure nonostante ciò siamo subito dopo i tedeschi (87), più numerosi di francesi, spagnoli, belgi, solitamente molto rappresentati in questo tipo di concorsi, mentre il resto dei giurati proviene da altri 40 paesi. La commissione n° 17, di cui ho fatto parte, era composta dall'olandese Paul Robert Blom (Wijnbouquet) capopanel, dallo svizzero Anton Peter (Weinkomission Anton Gmbh), dall'enologo siciliano Giuseppe Laudicina (Baglio Oro), dal giornalista croato Zeljko Suhadolnik (Svijet u Casi- WineMagazine) e dal vostro cronista. A differenza delle altre edizioni, stavolta siamo arrivati tutti in mattinata e la prima tornata di degustazioni è iniziata alle 14, subito dopo i consueti discorsi di benvenuto di Christoph Meininger, l'editore ed organizzatore del concorso e a nome del Mundus Vini Board, di Michel Hornickel e del preside della locale facoltà di enologia prof. Ulrich Fischer.

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TARARE LE VALUTAZIONI
Come tutti gli anni il primo flight di assaggi inizia con due vini, già degustati in occasione dell'ultima edizione di fine agosto, che hanno il compito di “tarare” i punteggi dei componenti dei circa 27 panel in azione. Dei due sappiamo che sono del 2013, che sono vini tranquilli con uno zucchero residuo compreso tra 4,1 g/l e 12g/l, il primo da uve Pinot grigio e il secondo Riesling mentre non ci sono informazioni sui paesi di origine. Ognuno degusta per proprio conto e dopo aver consegnato al capopanel la scheda di valutazione in centesimi, ci si confronta sui giudizi. Il panel si dimostrerà, anche successivamente, abbastanza omogeneo: in molti casi le differenze sono state nell'ordine di 1-2/100, in altri sono state maggiori, ma con l’eliminazione dei punteggi più alto e più basso, i giudizio sono sempre risultati equilibrati.

LA COMPETIZIONE
La gran parte dei campioni in concorso sono vini di fascia media, reperibili sul mercato tedesco ma non mancano le eccezioni. Come nel caso, tanto per rimanere in Italia, di Barolo, Amarone, Brunello, Chianti Classico Gran Selezione e altri che, degustati alla cieca e con la sola indicazione dell'annata, del vitigno e del tenore zuccherino, e nell’ambito di batterie quanto più possibile omogenee, non sempre ottengono risultati scontati. Infatti giurati con culture e sensibilità degustative assai diverse, insieme a conoscenze spesso sommarie delle caratteristiche dei vitigni o dei vini in questione, possono portare a valutazioni penalizzanti. Naturalmente ciò vale per tutti i vini in concorso che possono provenire dai paesi più disparati e possono essere ottenuti da vitigni semisconosciuti. Insomma affermarsi non è sempre facile. All'assaggio segue la compilazione di una specifica scheda da cui scaturisce la valutazione in centesimi. Ognuno la riceve nella propria lingua, nel mio caso in italiano o per meglio dire quello che gli organizzatori credono sia italiano. Pur apprezzando la gentilezza è abbastanza difficile districarsi con una traduzione spesso fantasiosa. La prima parte a sinistra è divisa nelle consuete tre parti, colore, odore, sapore, a cui si aggiunge il giudizio finale, con la valutazione in centesimi delle sensazioni. Nella parte di destra tutto è giocato sulla descrizione delle sensazioni avvertite. La sorpresa di quest'anno è stato un bianco del 2001 che ha ottenuto punteggi elevati - tra 86 e 88/100- in una tornata di degustazione tutto sommato abbastanza scialba. Si trattava di un vino da uve Solaris di ben 14 anni (2001). Da noi non sono molto diffuse se non nelle province di Trento e Bolzano. Ma la cosa che mi ha molto divertito è quando alla fine abbiamo saputo la provenienza: la Svezia. Solaris è una varietà ottenuta nel 1975 in Germania presso l’Istituto di Friburgo incrociando la varietà incrociando la varietà Merzling [Seyve -Villard 5.276 (Riesling x Pinot Gris)] con la varietà 6.493 Gm (Severa Zarya x Muscat Ottonel). Il più bel vino degustato, un Vino Nobile Riserva, di grande eleganza, da tutti riconosciuta come tale.

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a cura di Andrea Gabbrielli

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