Rapporto Mediobanca sul vino. Ecco i risultati

23 Mar 2015, 16:59 | a cura di Gianluca Atzeni
Indagine vino Mediobanca: cresce il mercato asiatico e rallenta l’Ue. Attese prudenti per il 2015. Cantine Riunite-Giv, Caviro e Campari sul podio dei fatturati.
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Forte contributo dell’export, aumento del 10% degli investimenti, buono sviluppo del mercato asiatico (+16,9%), ma attese prudenti per il 2015, con oltre metà delle grandi aziende che prevede una crescita di vendite sotto il 5%. Il quadro emerge dal consueto rapporto Mediobanca sul settore vinicolo italiano, che riguarda 122 società con fatturati superiori ai 25 milioni di euro. L’Ufficio studi di Piazzetta Cuccia diffonde le linee principali dell’indagine proprio nei giorni del Vinitaly.

VENDITE IN ITALIA INVARIATE, BENE GLI SPUMANTI ALL'ESTERO
Si parte dalla corsa dello spumante italiano all’estero. Nonostante le vendite domestiche siano rimaste invariate sul 2013, il fatturato estero dei maggiori produttori con passaporto italiano cresce del 2,8%, trainando quello complessivo a +1,4%. Gli spumanti confermano il trend positivo dello scorso anno e guidano la crescita con +4,1% sul 2013 sospinti dall’estero (+6,2%). Gli spumanti sono primi anche nella classifica degli investimenti tecnici segnando un +58% sul 2013. In generale, scrive Mediobanca, tutto il settore rimane vivace con investimenti tecnici in crescita del 10%: un risultato ancora più significativo se paragonato alla contestuale contrazione dello 0,4% dell’intera economia.

DAL 2014 PIÙ EXPORT ITALIANO IN ASIA, RALLENTA IL MERCATO UE
Solo il 5% del fatturato estero del vino italiano è realizzato in Asia, ma il dato, secondo lo studio, dovrà essere aggiornato visto che nel 2014 l’Asia si è rivelata la destinazione che ha incrementato maggiormente le vendite con +16,9%. Bene il Nord America (+6,1%), dove si realizza il 32% dell’export, mentre rallentano le esportazioni italiane di vino in UE (+1,7% sul 2013), che tuttavia si conferma la prima piazza estera per il vino italiano assorbendo il 50% dell’export totale. In flessione, Africa, Medio Oriente e altri Paesi Europei (non Ue) che calano del 3,3%, per una quota pari all’11% del totale; il residuo 1% delle esportazioni va in Sud America.

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I TOP SELLER: CANTINE RIUNITE-GIV, CAVIRO E CAMPARI
Al vertice nel 2014, per fatturato, conferma per Gruppo Cantine Riunite-GIV con 536 milioni di euro. Nonostante le flessioni rispetto al 2013, secondo è Caviro con 314 milioni, segue Campari (209 milioni). Cresce invece Antinori a 180 milioni (+4,8% sul 2013) quarto davanti alla cooperativa Mezzacorona, quinta a 171 milioni (+5%). Il record di crescita nel 2014 spetta alla forlivese Mgm che passa da 66 a 73 milioni (+10,1%), seguita da Ruffino che sale da 75 a 81 milioni (+8,4%). Se si considera la proiezione estera, fa meglio Ruffino, che realizza all’estero il 92,9% del fatturato, seguita da Masi Agricola (90,5%) e Fratelli Martini (89,5%). Nel confronto con i colossi esteri, Cantine Riunite-GIV supera la cinese Yantai Changyu che continua ad arretrare, e si attesta sesta a livello mondiale (preceduta dalla cilena Viña Concha y Toro).

LE AZIENDE DEL VENETO IN GRAN SPOLVERO
La classifica dei produttori in base alla forza dei bilanci vede in testa la veneta Botter. Seguono l’emiliano-romagnola Cantine Turrini, Masi Agricola, anch’essa veneta, e la toscana Ruffino. Veneto e Toscana registrano le redditività maggiori, rispettivamente del 9,8% e del 5,3% nel 2013.

ASPETTATIVE PRUDENTI PER IL 2015
L’82% degli intervistati nell’indagine Mediobanca non prevede un calo delle vendite, ma sono solo il 9% gli ottimisti che prevedono una buona annata nel 2015 con crescita di vendite sopra il 10%. Nell’insieme, scrive Mediobanca, prevale la prudenza e senza gli exploit del 2011 e 2012: il 50% degli intervistati ritiene di non poter accrescere le vendite del 2015 oltre il 5%. L’euro debole forse darà una mano.

LA BORSA SALUTA LA PRIMA MATRICOLA ITALIANA
Il 2015 è l’anno della prima quotazione di una società vinicola italiana, l’Italian Wine Brands (ricavi a 140 mln, utile netto a 5,13 mln). Secondo l’analisi della performance dell’indice di Borsa mondiale del settore vinicolo elaborato da Mediobanca, investire nel vino sembra essere stato un ottimo affare: da gennaio 2001 l’indice mondiale del settore vino è cresciuto del 336,5%, risultato ben al di sopra delle Borse mondiali che hanno segnato un più modesto progresso dell’87%. Le migliori performance dei titoli vinicoli in termini relativi (ossia al netto delle dinamiche delle Borse nazionali) sono segnate dal Nord America (+447%) e dalla Francia (+74%). Tuttavia non tutte le piazze hanno registrato un dato positivo: Australia -17,1%, Cile -30% e Cina -65%.

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a cura di Gianluca Atzeni

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