L’ampelografia molecolare è uno strumento per creare un database viticolo italiano che raccolga profili genetici e morfologici dei vitigni italiani. Un patrimonio di inestimabile valore che deve essere ancora completamente identificato, studiato e conservato. Ecco come.
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Il nostro paese, uno dei maggiori produttori di vino al mondo, detiene un primato ben più importante: conserva una grande biodiversità viticola in ogni regione e, secondo i dati registrati nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite, possiede un gran numero di varietà anche minori e locali. Le ragioni che supportano tali dati sono facilmente individuabili. L’Italia è stata per millenni un ponte al centro del Mediterraneo percorso sia dalle via nord-sud che dalle rotte est-ovest divenendo centro di scambio di una grande diversità di prodotti agricoli; il clima temperato è estremamente favorevole alla coltivazione della Vitis Vinifera e contribuisce con la geomorfologia alla frammentazione ecologica, incrementando la diversità come adattamento all’ambiente locale. È chiaro, quindi, come la problematica fondamentale nel nostro Paese sia quella di riconoscere prima e preservare poi, la splendida e numerosa varietà genetica vitivinicola che ci rappresenta e distingue dagli altri Paesi; ed è proprio in questa direzione che si muove la ricerca scientifica.

Nello studio delle cultivar di vite sono stati fatti grandissimi progressi grazie a quella che potremmo definire l’ampelografia molecolare, ovvero l’analisi di alcune porzioni di DNA messe a punto anche per la vite nell’ultimo decennio del secolo scorso. L’ampelografia molecolare, infatti, rispetto a quella classica, offre risultati oggettivi e il DNA è una molecola stabile che può essere trasportata agevolmente senza catena del freddo raggiungendo laboratori anche lontani a costi modesti. La stabilità e la riproducibilità di alcuni marcatori (porzioni della lunga molecola di DNA che vengono analizzate), inoltre, permettono di costruire banche dati di profili genetici di riferimento.

A tale scopo il progetto europeo GrapeGen06 (2006-2010) ha proseguito un percorso già avviato nell’ambito del precedente programma GENRES CT96 No 81 (1997-2002) con l’obiettivo di standardizzare le procedure di analisi genetica portando alla creazione di un database europeo per la vite (European Vitis Database) che raccoglie profili genetici e morfologici di numerosissime accessioni conservate in Europa. A livello nazionale il Progetto AGER Un database viticolo italiano, ad approccio multidisciplinare, per la conoscenza e la valorizzazione dei genotipi regionali (2010-2013) sta contribuendo alla creazione di una banca dati viticola italiana con lo scopo di rendere pubblico l’accesso alle informazioni genetiche per le cultivar del nostro territorio, unitamente a quelle ampelografiche, fenologiche, agronomiche e sulla composizione delle uve.

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Partner di entrambi i progetti l’Istituto di Virologia Vegetale-sede di Grugliasco del Consiglio Nazionale delle Ricerche che si occupa specificamente del recupero, della conservazione, caratterizzazione e valorizzazione del germoplasma di vite.

L’Istituto cura, tra le altre cose, il vigneto di collezione regionale costituito a partire dal 1992 a Grinzane Cavour (CN) con lo scopo di conservare e preservare la grande biodiversità viticola piemontese e orientato a raccogliere e mantenere soprattutto i vitigni minori, rari e in via di abbandono. La collezione vanta oltre 700 vitigni conservati ed è, tra quelle orientate al germoplasma autoctono minore, tra le più ampie in Italia e probabilmente in Europa. Nel vigneto sono state raccolte tutte le varietà di vite minori e rare recuperate sul territorio piemontese, diverse cultivar minori proprie di alcune aree limitrofe come Liguria e Valle d’Aosta, oltre ai vitigni di riferimento piemontesi, nazionali ed internazionali, adempiendo alle finalità di salvaguardia dei vitigni dalla scomparsa, caratterizzazione degli stessi sul piano morfologico e genetico, studio delle loro caratteristiche agronomiche e produttive.

Ma quali sono le prospettive della ricerca in questo campo? Nello studio del genoma della vite, tra cui le più avanzate indagini sulla natura e il funzionamento di geni di particolare interesse (si pensi ad esempio alle resistenze a patogeni o alla produzione di metaboliti fondamentali per la qualità del prodotto vino), riveste oggi grande importanza il disporre di ampie raccolte di genotipi diversi ben tipizzati dal punto di vista del fenotipo, come lo sono appunto le collezioni ampelografiche meglio mantenute e più seguite.

European Vitis Database www.eu-vitis.de
Database viticolo italiano www.vitisdb.it
Vigneto di collezione regionale di Grinzane Cavour (CN) www.ivv.cnr.it

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a cura di Anna Schneider
Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante ex Istituto di Virologia Vegetale

Gli articoli della nostra rubrica “Ricerca” sono pubblicati nell’ambito di un accordo quadro di collaborazione ad ampio raggio tra Cnr e Gambero Rosso

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