Sapori tra le righe. Vino rosso tacco 12 di Adua Villa

9 Apr 2014, 15:53 | a cura di Loredana Sottile
Un romanzo di spirito, nel doppio senso di ironia e alcolico. Questo il nuovo libro di Adua Villa, questa volta in veste di romanziera, racconta le (dis)avventure di una wine taster di professione alla ricerca dell'uomo ideale, ma alla costante resa dei conti con la realtà. Che è fatta di fiere, convegni, degustazioni e miti da sfatare. Sul vino e sulle persone.
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Allora le cose stanno così: Vino rosso tacco 12 di Adua Villa, non è un libro per uomini. O forse sì. Dipende di quale meccanismo si vuol mettere in circolo. Diciamo che il libro potrebbe prestarsi a un curioso e interessante esperimento che confermerebbe in un nano secondo la più conosciuta legge della dinamica: a stessa lettura corrisponde reazione uguale e contraria. Se a leggerlo sono donne, che bazzicano l'ambiente del vino, si trascinano da fiera in fiera senza per questo trascurare tacco e rossetto, sfoggiando un lessico degustativo da far invidia al più facoltoso master of wine del mondo, allora è molto probabile che scatti quel meccanismo di empatia con l'esilarante protagonista, Gilda: wine taster di professione alla ricerca dell'uomo ideale, ma alla costante resa dei conti con la realtà.
Se, invece, fosse un uomo a sfogliare le pagine di Vino rosso tacco 12, allora potrebbe scattare il meccanismo opposto: cercare di capire, attraverso le tante comparse maschili del libro perché non è facile conquistare una donna come Gilda avvezza a vini di struttura, storia, complessità e intensità. E abituata a partire sì dai sensi, ma non per questo disposta a rinunciare ad un retrogusto persistente. Senza dimenticare – altra aggravante! - la sua disinvoltura nel passare da un vino ad un altro con facilità di linguaggio e cognizione di causa, a dispetto dei tanti maschilismi che - ahimè - appartengono ancora all'ambiente in questione: “...a darmi il benvenuto trovo i soliti sguardi circospetti e sospettosi dei troppi uomini presenti” scrive, descrivendo una delle tante tavole rotonde in cui si trova coinvolta “Come al solito mi guardano tutti con quell'irritante aria di sufficienza come per dire «Poveretta, ma qualcuno le avrà scritto quello che deve dire?». Ma loro non sanno che da lì a poco li farò ammutolire tutti. E così è stato”.

Detto ciò, chiariamo che non solo di uomini e donne si parla. Perché il vero protagonista è niente-po-po-di-meno-che il vino. Lo dichiara subito la stessa Adua: “Amo la musica, sono sensibile alla moda e ai fotogrammi del mondo. Ma il mio vero, grande amore, lo confesso, è lui, il vino”. E come non crederle. Ne tira fuori uno per ogni occasione, ogni cena, ogni viaggio, ogni uomo da incontrare o anche da dimenticare. Il suo è un Sex and the City in versione enologica, con tanto di amiche al seguito e locali chic da frequentare. Tra questi anche il ristorante La Pergola di Heinz Beck, immancabile cameo in un libro che parla di Roma e buongusto: “Ne ha fatta di strada Heinz Beck” si legge a metà del libro “che con il suo modo di parlare da straniero appena approdato in Italia e le sue camicie coloratissime, quando non porta la divisa da grande cuoco stellato, faresti fatica a capire che è uno dei più grandi chef in circolazione”.

Ma non solo Roma. La professione di “wine taster con i tacchi a spillo” porterà la nostra protagonista a ogni fiera, salone, presentazione, cocktail party e degustazione in giro per l'Italia e per il mondo. A Londra per il concorso International Wine Challenge, nelle Langhe per un tour di cantine e paesaggi, a Firenze tra Palazzi rinascimentali e improbabili degustazioni (Montepulciano d'Abruzzo in Toscana!), a Bordeaux per l'appuntamento con Vinexpo (“Questi francesi... se i loro vini sono quelli dell'alta moda, perfetti e mirabili, quelli italiani sono gli insostituibili del prêt-à-porter, con il loro garbo e la loro raffinatezza”). Fino a raggiungere le leggendarie strade della California di “sidewayrianamemoria:Ormai se dici California sia agli stranieri che agli americani non viene più in mente solo Hollywood, San Francisco e il Golden Gate avvolto nelle nebbie. O Arnold Scahwarzenegger o la Faglia di Sant'Andrea e le famose spiagge di Santa Monica. Ora invece il must sono le winerie”. Così dopo tutto questo girovagare di città in città, di Paese in Paese e perfino di Continente in Continente, la domanda finale è: riuscirà la nostra beniamina a trovare l'uomo giusto, ovvero equilibrato, amabile, armonico, brillante, consistente, maturo, intenso, complesso, etc. etc. ...? “Se non l'uomo almeno la cantina ideale”, recita, perentorio, il titolo del capitolo conclusivo.

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Vino rosso tacco 12 | Adua Villa | Cairo Editore | pp. 144 | euro 12

a cura di Loredana Sottile

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