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Andrea Carandini, emerito professore di Archeologia e Storia dell’Arte greco e romana, in un suo recente saggio dichiara “il nuovo dell’Italia è nel passato” e questa sua forte asserzione trova solide conferme non solo in ambito artistico, ma anche in settori agroalimentari o enologici. Con questi presupposti n

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asce a Siena Senarum Vinea- Le Vigne di Siena, progetto encomiabile promosso dal Comune e dalla Provincia di Siena, dalla Camera di Commercio, dall’Università degli Studi di Siena e dall’Associazione Nazionale Città del Vino. La città del palio presenta da secoli un terroir vocato alla tradizionale enologica. Antichi vitigni coprivano l’intero borgo medievale, ma la crescente popolazione e l’inurbamento del luogo hanno portato ad evitare l’allevamento di numerose specie viticole all’interno delle mura della città. Vitigni come il Mammolo, il Gorgottesco, la Salamanna o il Tenerone ricoprivano gli orti senesi, ma poche erano le famiglie attente alla coltivazione di queste e al consumo ad personam. 

 

La riscoperta degli esemplari autoctoni permetterà alle piante di essere reimpiantate e coltivate al fine di preservarne la specie nel tempo, riscoprirne la loro storia e conoscere nuovi sapori. La ricerca è stata lunga e complessa. Partendo dallo studio della cartografia storica della città e dalla ricca documentazioni degli enti religiosi, quali i conventi, sono stati individuati i poderi dove si potessero nascondere tracce di vigneti autoctoni. Servendosi poi di studi interdisciplinari quali l’archeologia, l’ampelografia, la botanica e la topografia è stato possibile completare questo ambizioso progetto. 

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Riassunto delle varie fasi di recupero della tradizione enologica senese è il testo Senarum Vinea. Il paesaggio urbano di Siena. Forme di recupero e valorizzazioni dei vitigni storici. Gli obbiettivi ottenuti grazie all’indagine presenti nel libro saranno presentati sabato 19 maggio dalle ore 9,30 presso l’Azienda Agricola Castel di Pugna, Siena. L’impiego e la collaborazione di diversi enti come anche l’Enoteca Italiana o la cooperativa sociale ONLUS “La Proposta” ha reso possibile di perfezionare le conoscenze storiche di Siena e di fortificare antiche radici. Da queste viti sarà possibile progettare un futuro per la cultura enologica toscana, favorendo un’eventuale crescita economica e innovativa per la Regione, prospettando nuovi mercati. Ci auguriamo che tutti gli altri paesi d’Italia seguano l’esempio, indagando i loro territori per riemergere dalla crisi grazie all’aiuto del passato.          


Stefania Annese

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18/05/2012