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Se leggete la parola "Cru" a cosa pensate? A un vigneto probabilmente o una selezione di caffè o di cacao. Il termine è un francesismo che nel corso degli anni ha assunto un significato sempre più? complesso nell'ambito di diverse coltivazioni agricole. E Toni Servillo, neo-adepto del fumo lento, ha sco perto il sigaro italiano proprio partendo dai cru: Barolo per i vini (ma anche Negroamaro), da sorseggiare degustando un Toscanello Speciale, neonato della famiglia Toscano e derivante, appunto, dai diversi crup italiani.

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Non deve stupire se anche il tabacco ha i suoi cru. Le Manifatture Sigaro Toscano hanno lanciato un mese fa cinque nuovi sigari che provengono da cinque diversi territori di coltivazione. Le regioni dove il Kentucky viene coltivato in Italia sono la Valtiberina, la Valdichiana, la Campania, il Veneto  e il Lazio. Da qui nascono le confezioni monorigine a tiratura limitata per una filiera tutta tricolore.

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Tra i tantissimi prodotti Made in Italy, il sigaro è uno di quelli che vanta – per quantità  e qualità – il più? alto numero di estimatori. L’album fotografico dei suoi 200 anni di storia è stracolmo di volti noti: tra i primi, quelli di Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi.

Tra le sue ultime conquiste, appunto, c’è il grande Servillo, attore di teatro e di cinema, protagonista di una moltitudine di film. Ex fumatore incallito di sigarette, ha scelto di passare al Toscano 4 -5 anni fa. “Non sono una grande forchetta – ammette – ma sono amante del buon vino. Da bere prima, durante e dopo lo stortignaccolo”. Perennemente stretto tra le dita.

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testo e video di Francesca Ciancio

10/10/2012

servillo