Tre Bicchieri® 2012: per la terza volta Chicago

22 Feb 2012, 10:23 | a cura di Gambero Rosso
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Un appuntamento che è cresciuto nel tempo tanto da aver sfiorato in questa edizione le mille presenze. Certo i numeri sono ancora distanti da quelli di San Francisco e New York dove, a onor del vero, la degustazione dei Tre Bicchieri vanta una maggiore profondità di annata – per usare una terminologia consona… -, ma la

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qualità delle presenze è la stessa.

 

Importatori e distributori in cerca di produttori ancora non importati, ristoratori ed enotecari, sommelier e giornalisti. Una qualità di pubblico che conferma la natura colta e raffinata di questa città, di certo meno friendly di San Francisco, meno frenetica di New York, ma profondamente attenta e legata alla qualità e al rigore, a una forma che è anche contenuto. Nella meravigliosa cornice dell’atrio della Union Station, tra lampadari art deco e i ricordi di una serie non indifferente di pellicole di successo, una su tutte The Untouchables, nella scena della carrozzina che cade dalle scale al rallentatore, un flusso composto e attento, ad assaggiare passo dopo passo gli oltre 160 vini in degustazione.

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E se la maggior parte del pubblico arrivava da Chicago e dell’Illinois intero, molti hanno raggiunto la città ventosa da Wisconsin, Ohio, Minnesota, Milwaukee, Maryland, Kansas, Indiana, Iowa, Colorado, Florida, persino dallo stato di New York e dalla California avendo perso i precedenti appuntamenti. La soddisfazione dei produttori è palpabile, così come la nostra, soprattutto di chi ha creduto a questa tappa fin dalla prima ora e non ha mollato, consapevole che ogni evento di successo ha bisogno di una fase di incubazione.

 

“E’ un evento cui ho partecipato con entusiasmo fin da subito, - dice Massimo d’Alessandro della Tenimenti D’Alessandro - e anche se i numeri della prima edizione potevano sembrare poco entusiasmanti, soprattutto dopo i bagni di folla cui ci avevano abituato San Francisco e New York, oggi quei numeri sono direttamente proporzionali alla qualità del pubblico che invece è stata alta fin dal primo momento”. Della stessa opinione Alessandro Cellai, enologo e direttore tecnico della Castellare di Castellina. “Chicago è stato un grande successo, soprattutto vorrei sottolineare il livello di qualità del trade. Ma va detto che tutte e tre le tappe americane sono state di livello incredibile. Ogni anno sembra di aver raggiunto il massimo possibile e poi l’anno dopo ci si ritrova a stupirsi per l’ulteriore passo in avanti. E’ diventato un evento atteso, che il trade non mancherebbe per niente al mondo”.

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Nel frattempo sono arrivate le 18, la luce esterna che fino a poco fa illuminava dall’alto la hall è diventata notte. A poco a poco la spazio si svuota, sui tavoli solo bottiglie finite, i produttori raggiungono i ristoranti soddisfatti. Il tour è finito, domani si torna in Italia. Anche quest’anno abbiamo portato il top del vino italiano negli Usa. E’ stato un successo. E noi siamo contenti per quanto abbiamo fatto. America, see you soon!!

Eleonora Guerini

22/02/2012

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