Vendemmia 2014 a rischio frodi. Ecco il bilancio

27 Gen 2015, 09:11 | a cura di
Calo produttivo e boom di import di sfuso e mosti. In un'annata delicatissima ecco i numeri della Repressione frodi del Mipaaf. Scende il valore dei sequestri sul 2013: "I controlli in ingresso sui porti hanno fatto da deterrente".

VENDEMMIA A RISCHIO FRODE
Che sarebbe stata una vendemmia a rischio frode lo si era detto già alcuni mesi fa, quando gli effetti del clima anomalo sull'annata e sul tipo di uve raccolte, uniti a un'impennata dell'import di sfuso e mosti, avevano fatto alzare da subito il livello d'attenzione su uno dei settori maggiormente controllati di tutto l'agroalimentare italiano. Una congiuntura di cui ha tenuto conto l'Ispettorato repressione frodi del Mipaaf nel piano di verifiche sul territorio durante la campagna vendemmiale, che, nel periodo 1 agosto – 31 dicembre 2014, sono state oltre 5 mila, con 105 sequestri di prodotti per un valore di oltre 3,2 milioni di euro, una percentuale d'irregolarità vicina al 20% sui 3.600 operatori controllati e del 6,8% su quasi 900 campioni di vino analizzati, Dop e Igp compresi.

LA SITUAZIONE GENERALE
Bilancio, che il Gambero Rosso col suo Tre Bicchieri settimanale illustra in esclusiva, che si inquadra in questo scenario di calo produttivo atteso tra 15% e 20% dei volumi (intorno ai 40 milioni di ettolitri), con diversi problemi fitosanitari affrontati dalle cantine e dai viticoltori, e in un panorama di mercato dove i prezzi all'origine non sono risaliti come sperato, con gli sfusi che hanno pagato il prezzo più alto, incanalandosi in una lunga spirale al ribasso. A questo va aggiunto che, da agosto a oggi, è risultato forte l'aumento dell'import di vino, in particolare mosto d'uva proveniente, a prezzi ribassati, dalla Spagna (circa due milioni di ettolitri).
Una situazione generale, quindi, marcatamente a rischio frode, che ha spostato l'attenzione dell'Icqrf sui fenomeni più probabili: vinificazione di uve con grado alcolico potenziale troppo basso e insufficiente a ottenere il vino, uso di prodotti non consentiti per l'arricchimento che, in considerazione dell'annata, è stato portato a 2% vol. Ispezioni che si sono concentrate anche sul rischio annacquamento e sofisticazione con zuccheri estranei all'uva, e sulla possibilità che vini e mosti spagnoli potessero essere utilizzati per la produzione di vini di origine italiana.

I CONTROLLI
Ecco perché, come spiega il capo dipartimento Stefano Vaccari, "una quota importante di controlli ha interessato proprio il segmento dei vini territoriali, che hanno sofferto un calo produttivo nonostante una situazione di mercato positiva legata al commercio estero". Il giro di vite ha dato i suoi frutti, ma gli episodi non sono mancati. Gli illeciti principali, e più gravi, accertati nella vendemmia 2014 sono stati la detenzione di prodotti vitivinicoli "in nero" non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina, le irregolarità documentali legate alla contabilità ufficiale, le violazioni in materia di pratiche e trattamenti enologici, la produzione e vendita di vini Dop e Igp non conformi ai disciplinari.

I SEQUESTRI
Sul totale generale, come in altri anni, circa il 65% delle irregolarità hanno riguardato semplici violazioni di natura amministrativa/documentale e di etichettatura e presentazione dei prodotti. In tutto il 2014, nel comparto vino l'Icqrf ha sequestrato prodotti per circa 6,2 milioni di euro sui 40 milioni dell'agroalimentare nel suo complesso. Rispetto al solo periodo vendemmiale 2013, il valore è nettamente sceso: da 22,2 a 3,2 milioni di euro. "Merito" secondo l'Ispettorato guidato da Vaccari "dei controlli nei punti di ingresso dall'estero, soprattutto i porti, che hanno funzionato da deterrente. Inoltre, il pregevole lavoro svolto nel 2013, che ha portato a sequestri di prodotto irregolare per oltre 500 mila ettolitri, ha dissuaso molti operatori 'border line' dal mettere in atto condotte fraudolente. In questo, può essere stato d'aiuto il prezzo delle uve da mensa, particolarmente remunerativo rispetto allo scorso anno, che ne ha limitato l'impiego nella vinificazione". Il controllo della Repressione frodi è stato anche un cyber-controllo: nel 2014, sul web, la lente si è concentrata in quei siti di e-commerce e marketplace che, di fatto, sono equiparati alla vendita diretta, grazie alle novità normative introdotte nel regolamento europeo 1169/2011. L'intesa siglata con la piattaforma e-Bay ha consentito negli ultimi mesi di oscurare dal web diverse inserzioni di wine-kit. Il miglioramento del sistema dei controlli resta comunque un obiettivo del Mipaaf, oltre che una delle esigenze più sentite dalla filiera produttiva. Il registro dematerializzato, previsto dal decreto Campolibero dell'agosto 2014, è un passo avanti in questo senso: consentirà di controllare rapidamente il carico e scarico dei prodotti direttamente sul portale Sian.

a cura di Gianluca Atzeni

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre bicchieri del 22 gennaio
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