Assoenologi stima un raccolto a +10% tra 46 e 47 milioni di ettolitri. A metà mese si entra nel vivo in tutto lo Stivale. E se il consumo interno scenderà a 36 litri pro capite si intravedono buone prospettive per l'export.

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Ricorderemo, probabilmente, questo 2015. Perché per l’Italia vitivinicola, da Nord a Sud, si prospetta un’annata da ottima a eccellente. Sia chiaro: per molte varietà che saranno raccolte tra fine settembre e ottobre è ancora prematuro parlarne, ma un cambio di passo ci voleva dopo un 2014 con una produzione in calo e una qualità delle uve che ha lasciato delusi molti imprenditori, in maggioranza al Centro-Nord. Stavolta, invece, grazie a un inverno caratterizzato da piogge abbondanti e da una primavera mite, il ciclo vegetativo è stato ideale. Nel dossier di Assoenologi, pubblicato qualche giorno fa, c’è la conferma delle sensazioni che abbiamo raccolto nel nostro sondaggio, uscito a luglio in due puntate, tra regioni e denominazioni italiane.

 

La situazione agronomica

Da un punto di vista agronomico, germogliamento e fioritura in anticipo (iniziata da metà maggio) hanno portato a un’allegagione ottima, a cui hanno fatto seguito due mesi molto caldi come giugno e luglio; quest’ultimo, in particolare, è stato il più caldo dal 1800, con 3,5 gradi superiori alla media del periodo, secondo le rilevazioni Cnr. Poi, le lunghe ondate di calore d’inizio estate hanno certamente messo in difficoltà qualche vigneto non irrigato ma, in generale, hanno evitato il diffondersi delle principali patologie della vite. Pertanto, le uve stanno arrivando nelle cantine con un livello sanitario ottimale. “Sarà l’andamento climatico e meteorico del mese di settembre, e di parte di quello di ottobre per alcune varietà tardive, a decidere il livello qualitativo della produzione” tiene a sottolineare Assoenologi spiegando che se le prossime settimane decorreranno “nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni, le possibilità di ottenere vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza e freschezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte”.

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Uno sguardo al mercato

Sul fronte del mercato, Assoenologi nota come le contrattazioni siano ancora minime: “Tutti stanno alla finestra e vogliono capire come effettivamente si evolverà la produzione vitivinicola 2015”. Per quanto riguarda l’export, la stima per i primi 9 mesi 2015 è di un incremento del 3% e di buone prospettive sui prezzi unitari, cresciuti del 42% dal 2009 a oggi. A soffrire sarà ancora una volta il consumo interno di vino: lo strutturale calo in corso da decenni porterà il 2015 a meno di 36 litri pro capite, contro i 45 del 2007.

 

Le previsioni della Fivi sull’annata 2015

Un mese fa Matilde Poggi aveva detto “no grazie” alle previsioni sull’annata senza basi certe, ma ora che molti dei 900 soci iniziano ad avere l’uva in cantina anche la presidente di Fivi può dire la sua: “In Franciacorta, dove la vendemmia si è conclusa, c’è ottimismo. I livelli sono complessivamente medio-buoni, con risultati migliori per le vigne esposte a nord e nord ovest. In Veneto, è iniziata la raccolta del pinot grigio, ma per corvina, rondinella e garganega occorre ancora aspettare. Le uve sono sane e ci sono i presupposti per fare buoni vini”.

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L’11 settembre a Erbusco le previsioni Uiv-Ismea

Sarà l’Azienda Agricola Cà del Bosco a ospitare venerdì 11 settembre (ore 11, a Erbusco) la conferenza stampa e la tavola rotonda di presentazione delle previsioni vendemmiali 2015 elaborate da Uiv e Ismea. L’incontro servirà a delineare il quadro nazionale di riferimento dettagliato, regione per regione, con le previsioni relative a produzione, export italiano, consumo interno, tendenze vino per la campagna 2014/2015. Dopo i saluti introduttivi di Ettore Nicoletto (Ad di Santa Margherita) e di Maurizio Zanella (patron di Cà del Bosco e presidente del Consorzio Franciacorta), interverranno Domenico Zonin (presidente Uiv), Ezio Castiglione (presidente Ismea), Ignacio Sánchez Recarte (segretario generale Ceev), Felice Assenza (dg Mipaaf). Prevista la partecipazione del ministro Maurizio Martina e del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

 

La vendemmia regione per regione

Veneto: resta la regione italiana più produttiva, con 9,1 milioni di ettolitri. Assieme a Emilia Romagna, Puglia e Sicilia rappresenterà oltre 28 milioni di ettolitri, più del 60% di tutto il vino italiano. La raccolta è in corso da fine agosto. La media qualitativa è tra il buono e l’ottimo, con zuccheri nella norma e buon quadro acido. Mercato in lieve rialzo per le uve base del Prosecco.

Piemonte: raccolto di ottima qualità e in crescita rispetto alle medie degli ultimi cinque anni (2,6 milioni di ettolitri), soprattutto per Moscato, Brachetto, Barbera e Cortese, con prezzi delle uve stabili.

Lombardia: produzione complessivamente stabile stimata a 1,4 milioni di ettolitri. Lieve calo produttivo in Franciacorta con uve in buona salute, bene anche l’Oltrepò pavese, in ritardo di una settimana il ciclo vegetativo in Valtellina dove si inizia a raccogliere a fine settembre.

Trentino Alto Adige: sensibile aumento produttivo del 15%, con qualità delle uve eccellenti, grazie a un clima (caldo e asciutto) opposto a quello del 2014 (umido e piovoso); l’irrigazione di soccorso ha dato una grossa mano ai produttori. L’Alto Adige raccoglierà la gran parte delle uve tra 15 e 30 settembre (Pinot nero, Schiava, Lagrein e Merlot); mentre il Trentino in questa prima decade di settembre è al lavoro su Chardonnay, Pinot grigio, Muller Thurgau e Traminer aromatico.

Friuli Venezia Giulia: il +10% riporterà la regione a quota 1,5 milioni di ettolitri di vino e secondo le prime analisi di Assoenologi si registrano buone gradazioni zuccherine, e sensibili cali dell’acidità rispetto al 2014. Il mercato delle uve dice che Glera, Ribolla gialla, Pinot grigio e Sauvignon sono quelle richieste. Dal 20 settembre si raccolgono Merlot e Cabernet franc e la vendemmia si chiuderà a metà ottobre con Refosco, Picolit e Verduzzo.

Emilia Romagna: annata a più facce sul fronte quantitativo, con le zone di Parma, Piacenza e Reggio in calo del 10%, Modena a +5%, la Romagna a +5-7%. Le previsione di produzione danno 7,31 milioni di ettolitri complessivi (+5%), con ottima qualità. Prezzi delle uve stabili e prudenza tra gli operatori.

Toscana: le grandi riserve idriche accumulate in inverno hanno consentito di superare il gran caldo di luglio. I vigneti non presentano fitopatie ma hanno acini più piccoli rispetto alla norma e pertanto la produzione è prevista in calo del 5%. Dal 10 settembre inizia la raccolta del Merlot e delle uve bianche per la Vernaccia di San Gimignano, mentre i rossi (dal Brunello a Bolgheri, dal Chianti al Carmignano e al Nobile) si raccoglieranno nella seconda decade di settembre.

Lazio/Umbria: le piogge a cavallo di ferragosto hanno rimediato a una situazione difficile per i vigneti, dovuta alle alte temperature e alla bassa escursione termica tra giorno e notte. L’annata è complessivamente buona con una ripresa produttiva del 15%, superiore alla media degli ultimi cinque anni.

Marche: finora la regione può vantare condizioni climatiche e sanitarie delle uve ideali, e per completare questo quadro occorrerà attendere l’andamento di settembre. Ne gioveranno soprattutto i vini rossi, che si prevedono ricchi di struttura. Produzione totale a +15%, con Verdicchio a +15%, Lacrima +5%, Conero +5%, Piceno +10%.

Abruzzo: lieve ripresa quantitativa (+5%), ma stagione a tratti complicata dalle anomalie climatiche, con una primavera piovosa che ha provocato smottamenti, coinvolgendo anche aree vitate. Le uve a bacca rossa, in particolare, non hanno avuto un germogliamento uniforme. E tra giugno e luglio, la siccità ha costretto all’irrigazione molti produttori che sono riusciti a portare finora in cantina uve molto sane.

Campania: il +20% nelle quantità fa recuperare parzialmente i livelli produttivi, che restano sotto la media degli ultimi cinque anni. In questa regione, la stima prudente di Assoenologi è per una vendemmia di qualità molto buona. Anche se le uve per i vini di punta, come l’Aglianico per il Taurasi nelle zone dell’avellinese, si raccoglieranno entro i primi di novembre.

Puglia: è la regione che segna il maggiore incremento in quantità: +25% e quasi 6,8 milioni di ettolitri (oltre la media degli ultimi dieci anni). Ottimo con molte punte di eccellente il livello qualitativo. In fase di raccolta il Primitivo, poi toccherà ai bianchi autoctoni della Valle d’Itria, e a Negroamaro e Bombino nero. A fine ottobre Susumaniello, Montepulciano e Uva di Troia.

Sicilia: buon recupero rispetto al 2014 con 500 mila ettolitri in più che consentiranno alla regione di sfiorare i 5 milioni di ettolitri di vino, anche se siamo lontani dalle medie quinquennali. Grande sanità delle uve e qualità che secondo il monitoraggio di Assoenologi è ottima. La vendemmia è a buon punto, essendo iniziata tra fine luglio e i primi di agosto. Il Cabernet Sauvignon lascerà il posto alla raccolta dei vini dell’Etna.

Sardegna: raccolto stabile sulle quantità e in anticipo sui tempi rispetto al 2014. Da metà settembre inizierà la raccolta del Vermentino, del Nuragus, della Vernaccia. Mentre per Cannonau e Carignano si aspetterà a ottobre. Nonostante qualche anomalia climatica di primavera (grandine e sbalzi termici) e i problemi legati alle scarse piogge invernali, se settembre non farà le bizze si prevedono vini ottimi.

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

Per leggere Vendemmia 2015, prime stime Assoenologi: Raccolto a + 10%. Qualità da ottima a eccellente in tutta Italia clicca qui

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 3 settembre

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