Vinitaly 2015 report. All'assaggio delle birre

1 Apr 2015, 13:01 | a cura di William Pregentelli
Tra un assaggio di vino e l'altro abbiamo avuto il tempo anche di visitare lo spazio di Assobirra all'interno del Padiglione Sol&Agrifood. Un'occasione per assaggiare una serie di birre e scoprire, o riscoprire, piccoli e piccolissimi birrifici da non perdere mai di vista. Ecco i nostri assaggi.
Pubblicità

"È ormai il terzo anno consecutivo che Assobirra partecipa al Vinitaly" esclama orgoglioso il direttore Filippo Terzaghi "Precedentemente c'erano state isolate partecipazioni da parte di qualche azienda. Ci è stata data la possibilità di avere un ampio spazio all'interno del padiglione Sol&Agrifood e dopo un'indagine presso i nostri associati abbiamo riscontrato tra questi un grande interesse, soprattutto da parte delle realtà produttive più piccole".
Dopo una prima edizione che ha riscosso successo, ecco che la birra è entrata a far parte della più importante fiera vinicola nazionale. E così, accanto a qualche marchio cosiddetto industriale, c'era qualche birrificio artigianale ormai affermato, ma anche tanti birrifici piccoli e piccolissimi, alcuni appena sorti. "Sono proprio loro ad aver voluto fortemente la partecipazione alla fiera, che rappresenta un'occasione unica di incontro con buyer nazionali e internazionali" continua Terzaghi "noi di Assobirra coordiniamo la loro presenza per fare in modo che abbiano visibilità e contatti".
E allora vediamo insieme qualche protagonista della sezione birra del Vinitaly.

Amarcord

Non ha certo bisogno di presentazioni uno dei primi birrifici artigianali del rinascimento brassicolo italiano. Una storia che parte a metà degli anni Novanta a Rimini e che presto si sposta nel cuore dell'Appennino Umbro-Marchigiano, ad Apecchio (PU), alle pendici del monte Nerone, dove l'acqua che sgorga limpida e pura è perfetta per la creazione di birra di qualità. La Midona è la loro Blegian Ale, giocata sui toni del malto e del miele, che ha al palato una struttura di tutto rispetto rinfrescata dalle note erbacee del malto sul finale, che riequilibrano la beva. Sul fronte delle sperimentazioni e dei progetti speciali, da qualche anno Amarcord collabora con Garret Oliver del leggendario Brooklyn Brewery per la creazione della linea AMA, birre rifermentate in bottiglia e aromatizzate. Ci ha colpito la AMA Bionda, aromatizzata al miele d'arancio di Sicilia, dal corpo leggero e dal gusto caratterizzato da note agrumate, e dal finale inaspettatamente secco.

Pubblicità

Croce di Malto

Anche qui siamo di fronte a un birrificio che ormai da anni fa incetta di premi nei più prestigiosi concorsi brassicoli italiani. Due piazzamenti importanti all'ultimo concorso Birra dell'Anno, tenutosi a Rimini a febbraio, con la Magnus, II classificata nella categoria Belgian Dark Ale, e l'Hauria medaglia di bronzo nella categoria Kolsch, una birra di grande bevibilità, ma non banale, edove una piccola percentuale di frumento maltato contribuisce a inspessire il corpo che rimane fresco, grazie ai luppoli americani in aggiunta a quelli tedeschi. Non possiamo non menzionare la Che Belle Gose,ispirata alle Gose di Lipsia. In collaborazione con i birrifici Montegioco e Civale, nella ricetta entrano in gioco coriandolo, sale rosa dell'Himalaya e sale bianco del Mediterraneo, che conferiscono sapidità equilibrata ai toni di limone verde; perfetta per accompagnare piatti di pesce non troppo conditi, magari crudi. Ultima annotazione importante: i proventi della vendita di questa birra vanno in beneficienza, per finanziare i progetti dell’Associazione Bambini con la CCAM di Voghera.

Birra dell'Eremo

Ci spostiamo nella verde Umbria per conoscere un birrificio nato ad Assisi nel 2012, che da subito ha consegnato al pubblico prodotti molto piacevoli e di alta qualità. Se lo scorso anno, allo Spring Beer Festival, siamo stati stregati dalla Terra, stavolta abbiamo assaggiato la Nobile, fresca di secondo posto nella categoria Golden Ale nel concorso Birra dell'Anno 2015, una birra giocata sui luppoli, ma dall'amaro rotondo e morbido perfettamente integrato nelle note maltate. Non è da meno la Fiera, un'American IPA, dalle nette note aromatiche di pompelemo, con un lieve sottofondo di frutti rossi. Poi in bocca è l'amaro del luppolo a condurre i giochi per un lungo finale erbaceo.

Il Mastio

Poco più di un mese fa, questo birrificio marchigiano, sorto all'ombra del castello di Urbisaglia (MC), ha inaugurato la sua birreria: la Statale 78, dove i prodotti locali di questa incantevole porzione di Marche accompagnano le birre del Mastio e di altri birrifici artigianali italiani. Abbiamo assaggiato la Rifle, una APA che ha conquistato il primo posto al Brussels Beer Challenge del 2014, dall'ampio ventaglio aromatico che va dall'arancia amara alla castagna fresca, passando per leggeri toni floreali. In bocca è leggermente astringente e di grande persistenza. Con l'Abbadia Bruna, ci si sposta verso gli stili belga e così il naso è invaso dalle note dei malti caramello e di mieli scuri, come quello di corbezzolo, e da toni di fichi secchi; perfettamente armonica, gli aromi tornano in bocca su un corpo rotondo e dolce.

Cimbra

Il birrificio è nato tre anni fa, ma l'entusiasmo è ancora quello del primo giorno. I ragazzi di Cimbra, Manuele e Stefano, sono fiumi in piena quando ci raccontano della loro volontà di legare strettamente la loro birra al loro territorio e alla storia di un popolo che ha migrato verso queste zone, tra Trentino e Veneto, intorno al 1200 d.C., partendo dalla Germania meridionale. Il birrificio produce un'unica tipologia di birra, una Pils, in collaborazione con un piccolo birrificio della Carinzia che può vantare il possesso di 24 sorgenti alpine di acqua, e una storia di oltre 800 anni. È una birra pericolosamente beverina, fresca, viva, con le note maltate perfettamente innervate dell'erbaceo conferito dai luppoli Saaz e Hallertau.

Pubblicità

Birrificio dell'Etna

Appena aperto, neanche 6 mesi, e già una qualità invidiabile. Birre senza imperfezioni, dotate di personalità e carattere, provenienti dalle pendici dell'Etna: Delfio Faraci e Leo Biasi si sono gettati in questo mondo in costante divenire credendo di avere i mezzi per poter dire la loro. E i fatti lo dimostrano: la Ephesto è una birra rifermentata in bottiglia, ispirata alle birre d'abbazia belga, dai profumi di miele, datteri e agrumi canditi. In bocca è strutturata e morbida, molto intensa. Ci ha stupito l'eleganza della Polyphemo, che prevede nella ricetta l'utilizzo di una piccola percentuale di mosto da Nerello Mascalese, l'uva protagonista della rinascita vitivinicola dell'Etna. Il naso è sottolineato da note di cacao dolce, nocciola, miele di castagno, sensazioni che si tirovano in bocca e che poi lasciano spazio ad un delicato tocco vinoso conferito dal mosto d'uva.

Pbh – Palabrauhaus

Microbirrificio e brew-pub, anche se la definizione potrebbe stare stretta ad un locale che conta 500 coperti. Poco conosciuto nel resto d'Italia, per il momento solo i birrofili lombardi e di qualche regione limitrofa possono assaggiare la produzione di questa realtà nata nel 2001 che si ispira perlopiù agli stili tedeschi. La Backstage è una Dunkel dagli aromi intensi di torrefatto che si riscontrano anche all'assaggio nella pienezza del corpo. LaDrulù invece è una Bock con sentori di caramello e fichi secchi e con una bocca morbida che nel finale richiama la dolcezza delle caramelle alla liquirizia.

Birranova

Concludiamo questa serie di assaggi con una realtà del Sud che, attiva dal 2007, si è imposta prepotentemente nel pantheon delle birre di qualità. In Puglia, terra di vino più che di birra, a Trigianello, frazione di Conversano, Donato di Palma cerca di vaolorizzare il proprio territorio, utilizzando in molte ricette i prodotti della sua regione. Come nella Arsa, che utilizza il grano arso, oggi ottenuto con una leggera torrefazione e affumicatura, ma nel passato frutto della raccolta dei chicchi di grano rimasti sui campi dopo la bruciatura delle stoppie. I caratteri che emergono al naso sono quelli tipici delle Smoked Porter, la prugna secca e l'affumicatura, che in bocca ritorna in maniera elegantemente contenuta ad incorniciare le sensazioni amare date dalla torrefazione. La degna chiusura di tutto questo percorso spetta alla Tensione Evolutiva, che la giuria di Birra dell'Anno 2015 ha decretato come migliore Barley Wine italiana. Maturata in piccoli botti di legno, il naso ricorda le amarene sottospirito, la prugna secca e la melassa. Palato dolce ma non stucchevole, alcol presente ma non coprente, lieve astringenza quasi tannica sul finale, una grande birra.

www.vinitaly.com

a cura di William Pregentelli

Per leggere Vinitaly 2015 report. Francesco Apreda incontra il Fiano di Avellino al Padiglione Irpinia cliccaqui
Per leggere Vinitaly 2015 report. Appunti di degustazione: Riesling Kabinett renani cliccaqui
Per leggere Vinitaly 2015 report. Appunti di degustazione. Alla scoperta dei vini armeni: Karasì dell'azienda Zorah clicca qui
Per leggere Vinitaly 2015 report. Appunti di degustazione: ViniVeri a Cerea clicca qui
Per leggere Vinitaly 2015 report. Autoctoni della Valle d'Aosta clicca qui
Per leggere Vinitaly 2015 report. 10 autoctoni della Sardegnaclicca qui

cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X